4 ' di lettura
Stampa articolo

L’Istat ha pubblicato le statistiche ufficiali relative al 2020 sulla povertà assoluta nel nostro Paese, che confermano le drammatiche stime preliminari diffuse dall’Istituto nazionale di statistica nel mese di marzo. Nell’anno della pandemia risultano in condizione di povertà assoluta – ovvero incapaci di accedere a beni e servizi ritenuti essenziali per mantenere uno standard di vita "minimamente accettabile" – poco più di 2 milioni di famiglie (7,7% del totale, in aumento rispetto al 6,4% del 2019) pari a oltre 5,6 milioni di individui (9,4%, dal 7,7% dell’anno precedente). Dopo il miglioramento registrato nel 2019 la povertà assoluta torna dunque ad aumentare, raggiungendo il livello più elevato dal 2005, cioè da quando l’Istat ha cominciato a effettuare le attuali rilevazioni attraverso le serie storiche.


Il forte peggioramento nelle regioni del Nord

Nel 2020 l’incidenza percentuale delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno, dove passa dall’8,6% al 9,4%, anche se la crescita più ampia si registra nel Nord dove la povertà tra le famiglie sale al 7,6% dal 5,8% del 2019. Tale dinamica fa sì che, se nel 2019 le famiglie povere del nostro Paese erano distribuite quasi in egual misura tra Nord (43,4%) e Mezzogiorno (42,2%), nel 2020 risultano prevalenti nel Nord, con il 47%, rispetto alle regioni meridionali, dove si trova il 38,6% del totale. Anche in termini di individui il Nord Italia registra il peggioramento più marcato: l’incidenza della povertà assoluta passa infatti dal 6,8% al 9,3%. Nel complesso sono 2.554.000 i poveri assoluti residenti nelle regioni settentrionali, pari al 45,6% del totale nazionale, contro i 2.259.000 del Mezzogiorno (40,3% del totale, di cui il 72% al Sud e il 28% nelle Isole). 

I giovani restano i più colpiti 

Per quel che riguarda le classi di età, il 2020 conferma alcuni trend iniziati negli anni della crisi economica e finanziaria: l’incidenza della povertà assoluta risulta più alta fra i giovani. I più colpiti sono sempre i minori, che registrano un dato in aumento al 13,5% (rispetto all’11,4% del 2019), pari a 1.337.000 individui; il dato resta drammatico anche per la fascia 18-34, dove sale all’11,3% (era il 9,1% nel 2019) pari a 1.127.000 persone. Ad aumentare è anche la povertà tra chi ha tra i 35 e i 64 anni (da 7,2 a 9,2%), mentre si mantiene su valori inferiori alla media nazionale per gli over 65 (anche in questa fascia si registra comunque un aumento, dal 4,8% al 5,4%, ma molto meno marcato rispetto alle altre). 

Difficoltà maggiori per famiglie numerose e per chi ha figli

Nel 2020 l’incidenza di povertà assoluta risulta più elevata tra le famiglie con un maggior numero di componenti. È infatti al 20,5% tra quelle con 5 e più persone e all’11,2% tra quelle con 4; si attesta invece all’8,5% per le famiglie di 3 componenti. La situazione si fa più critica se i figli conviventi, soprattutto se minori, sono più di uno. L’incidenza in questo caso passa infatti dal 9,3% delle famiglie con un solo figlio minore al 22,7% di quelle che ne hanno da 3 in su. Per le famiglie monogenitoriali si segnala il peggioramento più deciso rispetto al 2019, con un aumento dell’incidenza dall’8,9% a 11,7%. Come detto l’incidenza di povertà è invece più bassa (5,6%), nelle famiglie con almeno un anziano e scende al 3,7% tra le coppie in cui l’età della persona di riferimento della famiglia è superiore a 64 anni; nel caso di persone sole con più di 64 anni l’incidenza è comunque inferirore alla media nazionale ed è pari al 4,9%. In generale, dunque, la povertà familiare presenta un andamento decrescente all’aumentare dell’età della persona di riferimento. 

L’importanza di educazione e lavoro

Secondo l’Istat la diffusione della povertà diminuisce al crescere del titolo di studio. Se la persona di riferimento ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore l’incidenza della povertà è pari al 4,4% mentre si attesta al 10,9% se ha al massimo la licenza di scuola media (entrambe le modalità in crescita rispetto al 2019). Particolarmente colpite nel confronto con il 2019 le famiglie con persona di riferimento occupata (l’incidenza passa dal 5,5% al 7,3%), sia dipendente sia indipendente: per le famiglie con persona di riferimento inquadrata nei livelli più bassi l’incidenza passa dal 10,2% al 13,2%, fra i lavoratori in proprio dal 5,2% al 7,6%. Stabile invece, rispetto al 2019, il valore dell’incidenza per le famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro e fra coloro che sono in cerca di occupazione.

L’incidenza più elevata tra gli stranieri

Le persone straniere in povertà assoluta sono oltre 1,5 milioni, con una incidenza pari al 29,3% tra i cittadini non italiani, contro il 7,5% dei cittadini italiani. In generale le famiglie in povertà assoluta sono nel 71,7% dei casi famiglie composte da soli italiani mentre per il restante 28,3% sono composte da stranieri (anche se nel complesso le famiglie di straniere sono solo l’8,6% del totale delle famiglie residentei). Per le famiglie con almeno uno straniero l’incidenza di povertà assoluta è pari al 25,3% (22,0% nel 2019); è al 26,7% per le famiglie composte esclusivamente da stranieri (24,4% nel 2019) e al 6,0% per le famiglie di soli italiani (dal 4,9% del 2019).


Povertà meno intensa grazie al Reddito di Cittadinanza 

Nel mare magnum dei dati negativi l’Istat segnala un elmento positivo: l’intensità della povertà assoluta – l’indicatore che valuta quanto la spesa mensile delle famiglie povere è in media al di sotto della linea di povertà, ovvero "quanto poveri sono i poveri" – registra una riduzione dal 20,3% al 18,7% in tutte le ripartizioni geografiche. Un risultato, spiega l’istituto, "frutto anche delle misure messe in campo a sostegno dei cittadini come il Reddito di Cittadinanza e il Reddito di Emergenza, ma anche l’estensione della Cassa integrazione". Questi strumenti – come si spiegava anche qui – hanno consentito alle famiglie in difficoltà economica – sia quelle scivolate sotto la soglia di povertà nel 2020, sia quelle che erano già povere – di mantenere una spesa per consumi non molto distante dalla soglia di povertà.

Riferimenti

Istat (2021), Torna a crescere la povertà assoluta, 16 giugno 2021.