Opinioni

L’obiettivo ultimo è di ridurre il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale di almeno 15 milioni entro il 2030, ma c’è tanto altro. Vediamo nel dettaglio i contenuti del documento e le reazioni della società civile, tra soddisfazione e perplessità.
Il Parlamento italiano ha respinto l’idea di introdurre un congedo più lungo per i padri, uguale a quello delle madri. Una misura consigliata sia dall’Unione Europea sia dalle Nazioni Unite, che avrebbe portato diversi benefici al nostro Paese. Ora cosa possiamo fare per cercare di promuovere comunque una maggiore parità?
L’integrazione di strumenti digitali e l’affermazione dell’intelligenza artificiale stanno contribuendo allo sviluppo del Digital Welfare State, trasformando le politiche in senso sempre più predittivo. Se da un lato questa evoluzione promette maggiore efficienza e interventi più mirati, dall’altro solleva interrogativi su equità, trasparenza e nuove forme di esclusione.
Secondo Francesco Seghezzi, presidente di ADAPT e autore di un volume sui rapporti tra populismo e sindacato, “l’ascesa dei partiti populisti in Italia non ha condotto a una disintermediazione strutturale e irreversibile”. Anzi, l’introduzione del salario giusto da parte del Governo Meloni conferma una tendenza diversa.
Tra evoluzione della domanda e calo demografico, il sistema 0-6 italiano si deve confrontare con alcuni nodi cruciali che riguardano accesso, qualità, costi ed equità dei servizi. A partire dal rapporto della Fondazione Agnelli, alcuni spunti di riflessione per rafforzare politiche e governance.
Nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri non ci sono più le novità in materia di welfare aziendale di cui vi avevamo parlato. Le misure previste si concentrano soprattutto sul tema del salario, con l’introduzione del concetto di “salario giusto”, e su sgravi fiscali per le assunzioni di giovani e donne.
L'aumento dei prezzi di carburante e bollette sta portando a una crescita dei rischi legati a povertà energetica e povertà di trasporti. Il Governo ha messo in campo alcune misure tampone, già viste dopo l’invasione dell’Ucraina, che però faticano a tutelare le persone più deboli. Il welfare eco-sociale può essere una strada per affrontare diversamente la situazione.
Carlotta Mozzana e Emanuele Polizzi presentano il tema al centro dell'ultimo numero di Politiche Sociali/Policies, ripercorrendo lo sviluppo del concetto e la sua affermazione nel dibattito sulle politiche territoriali, tra opportunità, retoriche e questioni aperte.
Lo sport, sia sul piano professionistico che dilettantistico, continua a riflettere profonde disuguaglianze di genere. Il secondo welfare può emergere come leva chiave per promuovere cambiamento e inclusione per affrontare insicurezza, stereotipi e sotto-rappresentazione. Lo dimostra l’iniziativa “Fuori Rosa” del CSI Milano che si svolgerà nei prossimi giorni.
Molte imprese, anche grazie alla collaborazione con organizzazioni della società civile, sono impegnate per offrire soluzioni aggiuntive ai neo-genitori. La creazione di reti (a partire dagli asili) e le interlocuzioni col Pubblico stanno permettendo di strutturare diverse iniziative interessanti.