Opinioni

L’impatto è una scrittura ciclica, mai conclusa e sempre riapribile: bisogna stare in relazione non soltanto con chi l’impatto lo misura, ma con chi lo fa e lo genera ogni giorno, dentro le organizzazioni e i territori. La risposta di Venturi a Corvo.
Il numero sta all'impatto sociale come la notazione sta alla musica: non la sostituisce, ma è ciò che le permette di essere trasmessa ed eseguita da chi non è presente. Per questo depotenziare la misurazione non emancipa il giudizio, ma lo consegna al potere informale di chi non risponde a nessuno. A dirlo è Luigi Corvo che risponde a Paolo Venturi.
Case del quartiere, spazi culturali indipendenti e luoghi di prossimità stanno assumendo un ruolo di sussidiarietà sempre più importante per la vitalità dei territori. Il caso del bando SPACE della Fondazione Compagnia di San Paolo mostra come una nuova filantropia possa incidere maggiormente sull’impatto territoriale.
Secondo Paolo Venturi il collasso della facoltà di giudizio nel Terzo Settore non richiede la coercizione, basta la sostituzione silenziosa della deliberazione con la pura elaborazione di dati.
In occasione del 2 giugno, Maurizio Ferrera riflette sulle previsioni della Costituzione in campo sociale e su quanto effettivamente sia stato fatto dall’Italia. Nonostante disfunzioni e anomalie, dobbiamo essere fieri dei percorsi per sviluppare sanità, previdenza e assistenza. Ma il viaggio continua.
Nei servizi di prossimità esiste un patrimonio di conoscenza spesso poco valorizzato ma fondamentale per comprendere e affrontare (meglio) le fragilità. Per farlo servono però strumenti adeguati, continuità metodologica e una certa disciplina organizzativa. Le Cucine Economiche Popolari di Padova hanno realizzato un’analisi di materialità per andare in questa direzione.
Da Londra a New York, da Parigi a Barcellona, sempre più città stanno perdendo popolazione infantile. Non è solo un effetto del calo delle nascite: il costo delle abitazioni, la trasformazione del mercato immobiliare e modelli urbani poco adatti alle famiglie stanno cambiando il volto delle metropoli, con conseguenze profonde sulla coesione sociale e sulla vita comunitaria.
A Reggio Emilia un percorso di co-design tra Caritas e Politecnico di Milano ha prodotto il Manifesto del Dono: non una dichiarazione di principi, ma una cornice di senso costruita con donatori, volontari, istituzioni e persone fragili. Perché contrastare lo spreco e contrastare la povertà non hanno lo stesso obiettivo.
Il Piano Casa è finalmente arrivato, ma l’impressione è che difficilmente sarà in grado di incidere sulle molteplici criticità del nostro sistema abitativo. Tra opportunità e limiti, proviamo a capire come dovrebbe affrontare i principali problemi di un ambito sempre più centrale per la tenuta del nostro welfare.
A Biella il Centro di Orientamento di Cascina Oremo accompagna bambine, bambini e giovani nella scoperta dei propri talenti. Un approccio innovativo che connette scuola, imprese e territorio per contrastare degiovanimento e mismatch lavorativo.
Valeria De Tommaso ha partecipato al Forum EU-LAC di Berlino, parte della nuova collaborazione tra Unione Europea e Paesi dell’America Latina e dei Caraibi prevista dal Pact on Care. La ricercatrice di Percorsi di Secondo Welfare, a partire da una ricerca condotta per IILA e Expertise France nell’ambito del Programma Inclusive Socities dell’UE, ha approfondito il rapporto tra silver economy e long-term care, ma anche su come la collaborazione tra attori pubblici e privati può rafforzare i sistemi di cura.
L’obiettivo ultimo è di ridurre il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale di almeno 15 milioni entro il 2030, ma c’è tanto altro. Vediamo nel dettaglio i contenuti del documento e le reazioni della società civile, tra soddisfazione e perplessità.
Il Parlamento italiano ha respinto l’idea di introdurre un congedo più lungo per i padri, uguale a quello delle madri. Una misura consigliata sia dall’Unione Europea sia dalle Nazioni Unite, che avrebbe portato diversi benefici al nostro Paese. Ora cosa possiamo fare per cercare di promuovere comunque una maggiore parità?
L’integrazione di strumenti digitali e l’affermazione dell’intelligenza artificiale stanno contribuendo allo sviluppo del Digital Welfare State, trasformando le politiche in senso sempre più predittivo. Se da un lato questa evoluzione promette maggiore efficienza e interventi più mirati, dall’altro solleva interrogativi su equità, trasparenza e nuove forme di esclusione.
Secondo Francesco Seghezzi, presidente di ADAPT e autore di un volume sui rapporti tra populismo e sindacato, “l’ascesa dei partiti populisti in Italia non ha condotto a una disintermediazione strutturale e irreversibile”. Anzi, l’introduzione del salario giusto da parte del Governo Meloni conferma una tendenza diversa.