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L'impiego agile con più servizi: sfida aperta per l'Ente pubblico
Lo smart working, alla luce delle novità normative degli ultimi anni, può essere un'opportunità anche per le amministrazioni pubbliche. Un approfondimento dalla nostra inchiesta per Buone Notizie
31 maggio 2018

Il 29 maggio sulle pagine di Buone Notizie, inserto settimanale del Corriere della Sera, è stata pubblicata la prima inchiesta curata da Percorsi di secondo welfare. Con l'analisi dedicata al tema dello smart working prende così il via la collaborazione che mensilmente garantirà la pubblicazione di articoli di contesto, approfondimenti e infografiche utili a comprendere meglio i grandi cambiamenti in atto nel welfare italiano. Di seguito trovate l'approfondimento sul lavoro agile nelle pubbliche amminsitrazioni curato dalla nostra Elena Barazzetta, che completa l'articolo firmato dal giornalista Davide Illarietti e l'infografica dai grafici del Corriere, realizzati grazie al supporto dei nostri ricercatori.


La scorsa settimana, dal 21 al 25 maggio, si è svolta la Settimana del Lavoro Agile con l’obiettivo di mettere a tema e promuovere iniziative di smart working per i dipendenti di aziende private e di Pubbliche Amministrazioni, misurandone l’impatto e i risultati all’interno delle varie organizzazioni. L’iniziativa è nata a Milano nel 2014, quando il Comune lanciò la prima Giornata del Lavoro Agile sulla base di un’iniziativa svoltasi in Finlandia pochi anni prima. Da allora si è registrato un interesse crescente sul tema, con adesioni diffuse sull’intero territorio nazionale, tanto che dal 2017 la giornata è diventata, appunto, una intera settimana di eventi, convegni e sperimentazioni sullo smart working.

Uno dei grandi valori di tale iniziativa è di aver contribuito negli anni a fare del lavoro agile un tema dell’agenda politica, che ha contraddistinto anche l’iter di approvazione della L. 124/2015, la legge di riforma delle amministrazioni pubbliche, meglio conosciuta come Legge Madia. L’obiettivo di tale provvedimento è attuare nelle PA un reale cambiamento organizzativo attraverso la diffusione di un nuovo modello culturale di organizzazione del lavoro volto ad un miglioramento qualitativo dei servizi e ad una maggiore efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa. Anche grazie ad una misurazione periodica dei risultati.

Nel solco tracciato dal processo di riforma, a fine 2017 il Governo Gentiloni ha previsto l’attuazione di un progetto pilota dedicato allo smart working che prenderà il via nel corso del 2018. L'iniziativa "Lavoro agile per il futuro della PA. Pratiche innovative per la conciliazione vita-lavoro", che avrà durata biennale, è finalizzata alla definizione di metodologie e strumenti per l'introduzione e la sperimentazione di percorsi di lavoro agile in 15 amministrazioni pubbliche (tra cui Comuni, Regioni e il Ministero del Lavoro), realizzando azioni di comunicazione, sensibilizzazione e volte alla creazione di reti tra stakeholder. Il progetto getta dunque le basi concrete per la diffusione del lavoro agile nella pubblica amministrazione ponendo l’attenzione sullo sviluppo di interventi finalizzati a favorire la conciliazione vita-lavoro, così come indicato dall'articolo 14 della Legge Madia.

Questa prevede infatti che le amministrazioni pubbliche adottino misure volte a promuovere il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori e ad agire a sostegno della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro attraverso strumenti che favoriscano una organizzazione delle attività flessibile, non più incentrata sulla presenza fisica ma su risultati misurabili. La pubblica amministrazione si trova oggi di fronte un’opportunità preziosa per mettere in atto una necessaria innovazione organizzativa e culturale. Si tratta di una sfida che richiederà tempo e che potrà essere vinta soltanto grazie all’adozione di progetti condivisi anche con le parti sociali e attraverso competenze e comportamenti nuovi da parte di tutti i soggetti coinvolti, dentro le organizzazioni e sui territori.


Questo articolo è stato pubblicato su Buone Notizie del 29 maggio 2018 ed è stato realizzato nell'ambito della 
collaborazione tra Percorsi di secondo welfare e il settimanale del Corriere della Sera.

 


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