WELFARE CONTRATTUALE /
Welfare contrattuale e sanità integrativa ai tempi del Coronavirus
Attraverso i Fondi sanitari previsti dalla contrattazione collettiva, le parti sociali di alcuni dei più importanti settori produttivi del nostro Paese si sono attivate per introdurre misure per i lavoratori in questo periodo difficile
20 aprile 2020

La vita del Paese - e di tutto il suo contesto sociale, culturale ed economico - ha subito negli ultimi mesi una profonda trasformazione dettata dall’emergenza Covid-19. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, come evidenziato da molti, gli effetti della pandemia stanno avendo (e avranno) forti ripercussioni sia sotto il profilo produttivo sia sotto quello occupazionale.

Anche per questa ragione le parti sociali dei diversi settori e comparti produttivi stanno realizzando degli accordi finalizzati a tutelare i lavoratori che sono occupati in attività considerate essenziali e, al contempo, tutti coloro che - proprio in questi giorni - si stanno preparando per tornare al lavoro. Un esempio concreto arriva dalle iniziative promosse attraverso la contrattazione collettiva e, in particolare, da quelle previste dai Fondi sanitari integrativi. Sono infatti molti i Fondi bilaterali di settore che stanno avviano misure per fornire un sostegno concreto ai lavoratori iscritti e ai loro familiari. Ecco alcuni esempi.


La sanità integrativa ai tempi del Coronavirus

Il Fondo del settore metalmeccanico MètaSalute ha avviato un piano specifico dedicato alla copertura delle sindromi influenzali legate al Covid-19, che andrà ad aggiungersi - senza costi aggiuntivi per le imprese e i lavoratori - a quelle già attive e che avrà decorrenza retroattiva. Il piano, che interessa circa 1,2 milioni di occupati, prevede un’indennità di 30 euro per ogni giorno di ricovero, l’erogazione di un’indennità una tantum di 1.000 euro a seguito di dimissioni da un reparto di terapia intensiva (di 500 euro se si tratta invece di terapia sub-intensiva) e un contributo di 1.000 euro destinato agli eredi in caso di decesso.

Anche il settore della moda, attraverso il Fondo Sanimoda, riconosce a tutti i dipendenti delle imprese iscritte e in regola con i versamenti al 31 marzo 2020 (circa 180.000) il diritto ad una copertura sanitaria specifica. Senza alcun onere aggiuntivo per lavoratori e aziende, Sanimoda si farà infatti carico di coprire interamente un’indennità giornaliera per il ricovero ospedaliero dei lavoratori risultati positivi al Covid-19 per un periodo massimo di 30 giorni. Il piano del Fondo prevede inoltre anche la copertura per tutti i 14 giorni di isolamento domiciliare in caso di positività al tampone e una diaria post-ricovero nell’eventualità in cui si rendano necessari trattamenti di terapia intensiva.

Anche tutti i Fondi di assistenza sanitaria integrativa dei settori terziario, turismo e servizi - Aster, Cadiprof, Fondo Est, Cassa Portieri, Cas.sa.colf, Coopersalute, Fasiv, Fast, Fontur, Sanimpresa, Quas (che in totale contano circa 2 milioni di iscritti) - hanno introdotto un pacchetto per l’emergenza Coronavirus che comprende: indennità da ricovero e diaria da isolamento domiciliare (entrambe pari a 40 euro al giorno) e un contributo per le spese sanitarie riguardanti la riabilitazione respiratoria per coloro che sono stati affetti dal virus. Sono poi previsti dei contributi in via rimborsuale per le prestazioni mediche, diagnostiche e infermieristiche effettuate al domicilio del paziente.

Interventi simili sono stati predisposti anche da San.Arti, il fondo di assistenza sanitaria integrativa dell’artigianato. In particolare, il fondo riconosce un’indennità straordinaria di 40 euro per ogni notte di ricovero in struttura ospedaliera e una di 30 euro al giorno per chi si trova in isolamento domiciliare. Tali misure sono valide sia per i dipendenti sia per i titolari dell’impresa. Il Fondo ha inoltre donato 1 milione di euro alla Protezione Civile in questo momento di estrema difficolta.

Per quanto riguarda il mondo della cooperazione, la Società di Mutuo Soccorso che si occupa del piano sanitario integrativo del mondo cooperativo (cioè Cooperazione Salute) ha predisposto diarie in caso di ricovero (dal valore di 50 euro al giorno), sostegni economici per il periodo post-ricovero in terapia intensiva (fino a 1.500 euro) e per le spese per i servizi di assistenza (fino a 1.000 euro), un contributo per i familiari in caso di decesso (pari a 2.500 euro).

Il Fondo Sanilog di assistenza sanitaria integrativa a favore dei dipendenti delle aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione (150.000 lavoratori) mette a disposizione un’indennità giornaliera per il ricovero in caso di positività e una in caso di isolamento domiciliare (40 euro); è prevista inoltre una diaria post ricovero (pari a 1.000 euro) a seguito delle dimissioni del lavoratore da un reparto di terapia intensiva. Il Fondo di assistenza sanitaria integrativa del sistema industriale integrato di beni e servizi tessili e medici affini (Fasiil) ha predisposto una diaria per il ricovero (pari a 30 euro al giorno) e una serie di indennità per i circa 10.500 occupati legate alla quarantena obbligatoria (350 euro), alla convalescenza post terapia intensiva (2.000 euro) e alla convalescenza post terapia sub-intensiva (1.000 euro).

Infine, anche il Fondo sanitario integrativo territoriale del Trentino Sanifond, che conta 43.000 iscritti, ha attivato una copertura dedicata al Covid-19. Tale intervento prevede una diaria per i ricoveri ospedalieri (70 euro) e il rimborso per le spese socio-sanitarie eventualmente sostenute in convalescenza, fino ad un massimo di 1.500 euro.


Tabella riassuntiva. Welfare contrattuale e sanità integrativa ai tempi del Coronavirus (elaborazione dell'autore)


Il welfare contrattuale e la resilienza alla pandemia

Tutte le esperienze qui citate - che, come si è visto, fanno riferimento a fondi regolamentati e previsti dai Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL) di ogni specifico settore - sono accessibili a tutti i lavoratori a titolo gratuito. Ciò mette ancor più in evidenzia come i sistemi di contrattazione e di dialogo sociale più evoluti stiano fornendo risposte concrete per far fronte all’attuale emergenza.

A questo riguardo, come sostenuto anche in questo interessante articolo pubblicato per la piattaforma SocialEurope.eu, le forme di resilienza alla crisi legata al Coronavirus sembrano essere più efficaci in quei settori produttivi in cui la contrattazione collettiva è più forte ed evoluta. L’articolo evidenzia come in molti Paesi europei i lavoratori di quei comparti in cui vi è una lunga e solida tradizione nel dialogo e nel confronto tra le parti, siano state sviluppate misure ad hoc per sostenere chi - nell’attuale crisi - si trova in prima linea per produrre beni e servizi di prima necessità. Queste prestazioni - che vanno dalla fornitura di mascherina e di materiale igienizzante, a formule assicurative fino a piccoli bonus economici - stanno divenendo strumenti strategici anche per consentire alle imprese e ai lavoratori di ripartire in un contesto di maggiore sicurezza.

La contrattazione e il dialogo sociale sembrano essere quindi una strada importante per le rappresentanze dei lavoratori, per le imprese e più in generale per il sistema produttivo. Solo garantendo adeguate condizioni di lavoro alle persone che stanno mettendo a rischio la propria salute (ma anche quella delle loro famiglie), sarà possibile costruire le basi da cui ripartire al meglio: il welfare contrattuale (ma anche quello aziendale, come abbiamo descritto qui), e in modo particolare la sanità integrativa, rappresentano uno strumento importante per perseguire questo obiettivo.

 


Il ruolo sociale delle imprese nei momenti difficili: il welfare aziendale ai tempi del Coronavirus

Le buone pratiche di welfare aziendale e RSI di fronte al Coronavirus

Regione Veneto, nuove procedure per promuovere azioni di secondo welfare ''attente'' al territorio

Il Coronavirus e i nervi scoperti del welfare italiano

Caregiver ''su richiesta''. Con UGO gli anziani non restano soli.

Coronavirus: nasce una piattaforma gratuita per aiutare i Comuni a distribuire i buoni spesa ai cittadini bisognosi