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Che cosa pensano i bambini quando si sentono dire “La mamma e il papà sono al lavoro”? Bimbi in Ufficio è una iniziativa che nasce proprio con l’obiettivo di far scoprire il luogo di lavoro ai figli dei dipendenti, che per un giorno possono recarsi in ufficio con i propri genitori e comprendere meglio quello che fanno.

In Italia sono in netto aumento le aziende che aderiscono all’iniziativa, cogliendola come una occasione di coinvolgimento e comunicazione interna. Un modo in più per fare work-life balance, tema caldo per tutte le imprese attente all’equilibrio tra vita privata e vita lavorativa dei dipendenti. Oggi infatti non è facile conciliare orari di lavoro, appuntamenti e riunioni con le esigenze di un genitore, specialmente quando i bambini sono piccoli. E non è un caso che negli ultimi anni si sia verificato un forte incremento delle agevolazioni e dei benefit rivolti alle famiglie (baby sitter, asilo nido, scuole di ogni ordine e grado, libri di testo, mensa, vacanze studio, ecc.). In questo caso parliamo di un evento singolo, ma che può essere inserito in programmi più ampi che prevedono altre iniziative, come ad esempio i campus per i bambini durante le vacanze scolastiche.

Bimbi in Ufficio nasce oltre 20 anni fa da RCS Corriere della Sera (che ne parla solitamente nel periodo di maggio nella sezione L’Economia, qui l’articolo delle scorso anno). Non esiste una data ufficiale anche se per convenzione ricorre nell’ultimo venerdì del mese di maggio. L’iniziativa è tuttavia aperta a qualsiasi azienda di qualsiasi dimensione, non ci sono limiti o regole definite; e volendo può essere programmata anche in altri periodi dell’anno, in base alle esigenze dell’impresa. Alcune aziende, per esempio L’Oreal Italia o Gucci s.p.a., da diversi anni scelgono di far cadere l’evento durante il periodo natalizio, organizzando un’unica festa aperta alle famiglie dei dipendenti. 

Come funziona nel concreto? Accogliere e gestire un gruppo di bambini negli uffici può rivelarsi più impegnativo del previsto. Per prima cosa bisogna scegliere il giorno, cosa da non sottovalutare perché si deve tener presente il calendario scolastico ed i numerosi impegni delle famiglie. Poi occorre definire il target, ovvero quanti dipendenti hanno figli piccoli (indicativamente tra i 3 e gli 11 anni), e individuare le attività da organizzare in base agli orari ed agli spazi disponibili per l’evento. A questo punto è possibile gestire tutto in autonomia, se ci sono una o più risorse interne dedicate all’iniziativa, oppure rivolgersi ad agenzie e professionisti per ricevere supporto e fornitura dei servizi necessari. Si va dalla semplice animazione con truccabimbi e palloncini colorati, fino ai laboratori didattici e visite guidate per chi vuole dare un valore aggiunto all’evento.

Per alcuni – parliamo soprattutto dei responsabili HR o comunicazione interna – Bimbi in Ufficio è diventata una importante occasione per tradurre alcuni temi e valori dell’azienda in termini semplici e divertenti. Il dipendente-genitore per la prima volta può vedere il proprio posto di lavoro attraverso gli occhi di un bambino e, forse, sentirsi più coinvolto. Nell’ampio spettro di azioni che un’azienda può svolgere a favore delle proprie risorse umane, l’inziativa appare dunque interessante. Un pomeriggio di festa con i bambini non comporta costi eccessivi e, se ben progettata, garantisce un ottimo ritorno in termini di coinvolgimento e wellbeing interno. Infine si presta come elemento di attrazione per i talenti, oltre che come best practice per chi aspira ad entrare nelle classifiche di Great Place to Work.

 
Per partecipare è sufficiente scrivere a bimbinufficio@rcs.it o chiamare il numero 02.89663231. 
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