Sono 28 le buone pratiche in tema di welfare territoriale integrato mappate in Veneto grazie alla seconda edizione della Raccolta promossa da Veneto Welfare e Anci Veneto con il supporto di Percorsi di Secondo Welfare, che ha curato la supervisione scientifica dell’Avviso di selezione. Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di individuare e valorizzare le buone pratiche relative a servizi e interventi in grado di coinvolgere una pluralità di attori sul territorio per avviare innovazioni di welfare. In questo modo si vuole favorire l’ispirazione e la replicabilità di tali iniziative, incentivando altri attori territoriali nella costruzione di reti che facilitino la cooperazione verso obiettivi comuni garantendo al contempo autonomia nella gestione e nell’erogazione dei servizi

La raccolta di buone pratiche in Veneto

L’Avviso con cui Veneto Welfare (ve ne avevamo parlato qui) ha raccolto le buone pratiche si è rivolto a una platea ampia e diversificata di soggetti: enti locali, enti bilaterali, organizzazioni sindacali, ordini professionali, soggetti del Terzo Settore ma anche imprese o fondazioni che, singolarmente o in rete, abbiano realizzato o stiano realizzando interventi innovativi nel campo del welfare locale o aziendale. L’obiettivo era individuare e mappare esperienze significative in materia di:

  • innovazione organizzativa e contrattuale, inclusi modelli di flessibilità, conciliazione vita-lavoro, parità di genere, sostenibilità;
  • costruzione di reti di imprese per l’erogazione di servizi di welfare condiviso;
  • supporto alle persone e alle famiglie, con particolare attenzione a infanzia, longevità, disabilità, abitare sociale, benessere psicologico;
  • welfare territoriale e a filiera corta, con il coinvolgimento diretto di attori economici locali e stakeholder del territorio.

In questo modo si intende rafforzare il sistema regionale di accreditamento degli organismi di welfare e promuovere la costruzione di un ecosistema fondato sulla prossimità, l’integrazione e la sussidiarietà, dove il valore della collaborazione tra soggetti pubblici, imprese e società civile diventa la leva per generare impatto e coesione sociale.

Le candidature che sono state raccolte confluiranno nella neonata “Banca Dati delle Buone Pratiche di Veneto Welfare“. Con l’intento di valorizzarle, saranno quindi valutate – anche con il supporto di Percorsi di Secondo Welfare – secondo specifiche dimensioni: rete e governance, implementazione e impatto sociale. Particolare valore sarà dato alla scalabilità, alla capacità di generare inclusione e alla sostenibilità economica nel tempo. 

Le iniziative che meglio rispondono a questi criteri saranno presentate pubblicamente in occasione del Festival del welfare territoriale per il benessere e lo sviluppo del territorio, previsto per la fine di settembre, e le pratiche ritenute più rilevanti saranno oggetto di una pubblicazione dedicata all’interno dei “Quaderni del Welfare”.

Valorizzare le reti per innovare il welfare territoriale

Per Franca Maino, Professoressa presso l’Università degli Studi di Milano e Direttrice scientifica di Percorsi di Secondo Welfare, “l’iniziativa di Veneto Welfare e Anci Veneto punta a offrire un quadro aggiornato del secondo welfare nella regione, mettendo in luce le condizioni che possono sostenerne uno sviluppo solido e strutturato, a beneficio del sistema sociale territoriale. In questo senso, è importante osservare, valorizzare e accompagnare progettualità capaci di generare impatto e di consolidarsi nel tempo”.

Un esempio concreto è il welfare aziendale, sempre più diffuso in Veneto: esistono una storia e una cultura favorevoli a questa forma di welfare integrativo, sia tra le imprese sia tra le parti sociali”, ha spiegato la docente. Stando ai dati a disposizione del Ministero del Lavoro e relativi ai contratti di secondo livello che prevedono Premi di risultato e produttività, infatti, nel corso del 2024 quasi 2.200 accordi su 19.000 sono stati sottoscritti in Veneto (secondo solo a Lombardia ed Emilia-Romagna) e oltre il 60% di questi accordi prevede misure di welfare. 

Si tratta di un fenomeno in forte espansione che, anche in Veneto, incentiva forme di innovazione sociale benessere territoriale. Da notare, in particolare, come ci siano sempre più esempi di reti multi-stakeholder che nascono e si sviluppano sui territori con lo scopo di promuovere servizi di welfare destinati a rispondere ai reali bisogni delle persone, coinvolgendo anche fornitori e piccole imprese locali.” Proprio per questo, ha concluso Maino, “il bando ha cercato di individuare e premiare proprio quelle buone pratiche che, attraverso le reti e la collaborazione, mirano a rispondere alle esigenze della comunità, promuovendo inclusione sociale, la partecipazione attiva e pratiche collaborative tra imprese, terzo settore e istituzioni pubbliche”.

 

 

Foto di copertina: Chiara Guercio, Unsplash.com