PRIMO WELFARE /
Cosa c'è nel numero 2/2019 di Welfare Oggi?
Si parla, tra le altre cose, di Reddito di cittadinanza, immigrazione e territorio, cultura organizzativa e violenza nei luoghi di cura
03 giugno 2019

È appena uscito il numero 2/2019 di Welfare Oggi, rivista edita da Maggioli che si occupa di temi legati al welfare locale. L'edizione di marzo/aprile è particolarmente densa di contributi, con due focus di approfondimento sul Reddito di cittadinanza e sulla presenza di stranieri in Italia. Il numero ospita, nella sezione "Esperienze", una riflessione a tutto campo sul sincretismo di genere all'interno di un CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) di Genova: un'operatrice sociale approfondisce le dinamiche relazionali tra donne richiedenti protezione internazionale, suore e operatrici sociali in merito a stili di vita, concezioni della fede e della sessualità. La sezione "Strumenti" di Welfare Oggi contiene invece il racconto di una comunità di pratica nata dalla narrazione del lavoro con anziani fragili e un contributo sulla violenza nelle strutture residenziali di cura, spesso rafforzata da elementi della cultura organizzativa come la "cultura del biasimo" (la tendenza a biasimare gli ospiti anziani o con disabilità per le caratteristiche insite nella loro fragilità).


Reddito di cittadinanza: opportunità e criticità

Il primo focus del numero è dedicato al Reddito di cittadinanza (Rdc) e, più in generale, ai recenti sviluppi delle politiche di contrasto alla povertà nel nostro Paese. Nell'articolo introduttivo - intitolato significativamente "Una storia importante del nostro welfare" - Gianfranco Marocchi (direttore di Welfare Oggi) pone l'accento non tanto sulle differenze tra il precedente Reddito di Inclusione (REI) e il Rdc, spesso ingigantite più per ragioni di campagna elettorale. Ciò che gli studenti leggeranno sui libri nei prossimi decenni non saranno le specificità di ciascuna misura, "ma il fatto che in un'epoca complessa come quella attuale (...) sia stato possibile portare a termine un'altra grande (e costosa) riforma del nostro welfare, di portata pari, per fare alcuni esempi, all'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale o alla chiusura degli ospedali psichiatrici".

A partire da questa premessa il focus si sviluppa sulla nascita del Rdc, con una precisa ricostruzione a cura della nostra ricercatrice Chiara Agostini che ripercorre le tappe principali (dal Sostegno all'Inclusione Attiva - SIA al REI, fino al Rdc) individuando attori protagonisti e relazioni istituzionali nelle varie fasi. Il focus prosegue con un confronto per punti tra REI e Rdc proposto da Maurizio Motta, docente universitario e dirigente di servizi sociali. Attraverso 26 domande puntuali l'autore si propone di evidenziare convergenze e differenze tra le due misure: attraverso quali procedure e servizi è possibile ottenere il beneficio? Quale ruolo per i servizi sociali, per gli enti pubblici e per il Terzo Settore? Come affrontare questioni critiche come il lavoro irregolare, i requistii di residenza, i meccanismi di condizionalità? Il focus si conclude con un'intervista a Cristiano Gori, coordinatore scientifico dell'Alleanza contro la povertà in Italia. Lo studioso affronta i primi sviluppi del Rdc, individuando ambiguità e potenzialità della misura.


Stranieri in Italia, tra integrazione e separazione

Il secondo focus contenuto in Welfare Oggi è dedicato alla presenza degli stranieri in Italia. L'approfondimento è composto da due articoli che affrontano il tema da diversi punti di vista, partendo dalla questione del rapporto con il territorio. Nel primo contributo le autrici Baldoni e Giovannetti (Cittalia, fondazione ANCI) sottolineano l'importanza dei meccanismi virtuosi di partecipazione alla vita comunitaria caratteristici del sistema SPRAR, interrogandosi sugli sviluppi che essi avranno alla luce delle recenti novità normative.

Nel secondo contributo del focus Andrea Membretti e Clara Raffaele Addamo (collaboratori dell'Istituo per lo Sviluppo Regionale di Bolzano) affrontano invece il tema specifico dei "montanari per necessità", approfondendo le dinamiche dell'immigrazione straniera nelle Alpi nell'ultimo ventennio. I ricercatori individuano alcuni concetti chiave, quali le motivazioni alla base della scelta di migrare, le caratteristiche del mutamento culturale nei territori, le politiche volte a contrastare lo spopolamento delle aree montane.

 


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