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Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, che raccoglie una coalizione di 61 organizzazioni della società civile che si occupano a vario titolo di assistenza e tutela degli anziani non autosufficienti – tra cui Percorsi di Secondo Welfare -, lancia una Collana di approfondimenti dedicati all’analisi dei temi legati all’assistenza agli anziani e alle politiche di welfare nel nostro Paese.

I Quaderni del Patto” intendendo rendere più accessibili analisi e proposte sviluppate dalla coalizione attraverso dossier tematici dedicati ai nodi principali dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, mettendo a disposizione di istituzioni, operatori, studiosi, famiglie e cittadini strumenti chiari per comprendere criticità, opportunità e possibili miglioramenti del sistema. L’obiettivo è favorire il confronto pubblico e contribuire al rilancio della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, per costruire un welfare più semplice, efficace e vicino ai bisogni delle persone e delle loro famiglie.

Non a caso, la scelta del tema cui è dedicato il primo numero di “I Quaderni del Patto” è caduta sul Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA), istituito dalla L. 33/2023. Vediamo perché.

Cos’è il Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente?

Oggi le risposte pubbliche per gli anziani non autosufficienti sono divise tra più ambiti: assistenza economica attraverso le prestazioni erogate dall’INPS, servizi sanitari e interventi sociali. Le competenze sono quindi distribuite tra Stato, Regioni e Comuni. Il risultato è un sistema complesso e disarticolato, difficile da orientare e in cui spesso anziani e famiglie si trovano a dover mettere insieme da soli servizi diversi, tra procedure e uffici differenti.

Il Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente nasce proprio per superare questa frammentazione, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza agli anziani non autosufficienti e rendere più semplice la vita delle loro famiglie. Far programmare insieme tutte le politiche pubbliche dedicate alla non autosufficienza, mantenendo le competenze di ciascun ente ma coordinando risorse e interventi. In questo modo sarebbe possibile offrire percorsi di assistenza più continui, integrati e personalizzati.

Questa impostazione, prevista dalla L. 33/2023, è però stata ridimensionata dal successivo decreto attuativo (n. 29/2024). Il decreto limita infatti la programmazione integrata ai soli servizi sociali, escludendo di fatto la sanità e le prestazioni economiche. Secondo il Patto, questo cambiamento rischia di svuotare il SNAA della sua funzione principale.

Le proposte del Patto per il SNAA

Per evitare che questo accada, il Patto propone una possibile soluzione, presentata all’interno del primo Quaderno della nuova collana, attraverso un modello teorico e una bozza di articolato normativo che definisce concretamente la disciplina dello SNAA. Il modello si basa su due pilastri:

  • una governance istituzionale unitaria, coordinata a livello nazionale dal Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA);
  • una programmazione integrata tra politiche sanitarie, sociali e assistenziali, articolata in un Piano nazionale e nei corrispondenti piani regionali e locali.

Come hanno spiegato i coordinatori del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza Cristiano Gori, Eleonora Vanni e Franco Pesaresi si può evitare che “il Sistema nazionale resta nella forma ma viene meno nella sostanza”. Questo perché “se ogni ambito continua a programmare separatamente, la frammentazione che oggi pesa su anziani e famiglie rimane intatta”.

 

 

Foto di copertina: Benjamin Brunner, unsplash.com