EDITORIALE /
Milan Declaration: il secondo welfare può cambiare l’Europa
La versione finale del documento del CESE indica le misure necessarie per cambiare le politiche sociali dell'UE. Il secondo welfare è protagonista.
30 ottobre 2014

La scorsa settimana a Milano si è svolto il convegno “Promuovere l’innovazione per il progresso sociale: Proposte per le politiche europee”, un importante meeting internazionale organizzato dal III Gruppo del Comitato Economico e Sociale Europeo in collaborazione con Fondazione Cariplo e il Forum Ania. Come vi avevamo raccontato nel nostro precedente contributo, a partire dalle considerazioni dell’autorevole Advisory Group appositamente creato dal CESE, i partecipanti al convegno hanno avuto modo di confrontarsi ampiamente e approfonditamente sul tema dell’innovazione sociale nell’ambito del welfare europeo.

Nel corso della giornata sono state raccolte suggestioni, proposte ed idee finalizzate a cambiare il volto delle politiche sociali dell’Unione che, integrando il lavoro dell’Advisory Board, hanno portato alla stesura della cosiddetta Milan Declaration. Il documento offre proposte concrete e raccomandazioni puntuali sul futuro del welfare europeo, che oggi più che mai richiede un approccio nuovo da parte di tutti gli attori coinvolti. E indica il secondo welfare come strada privilegiata per cambiare il volto delle politiche sociali dell’Unione.


Il valore aggiunto del secondo welfare

Attualmente i sistemi pubblici di protezione sociale risultano soggetti a grandi pressioni che ne inficiano efficacia ed efficienza. Questa situazione ha determinato difficoltà crescenti ma ha anche stimolato diversi Stati membri ad avviare processi di innovazione sociale e sperimentazione per rispondere ai nuovi rischi e bisogni cui sono esposti i cittadini.

Come hanno spiegato Maurizio Ferrera e Franca Maino nel working paper presentato nel corso della Conferenza, in Italia da alcuni anni si sta ad esempio assistendo all’espansione del secondo welfare quale risposta integrata alle difficoltà dello Stato Sociale sia dal punto di vista funzionale che economico. Questa impostazione sta determinando dinamiche positive all’interno del nostro Paese, che potrebbero rappresentare un valore aggiunto anche per gli altri Stati Membri.

Concordando con questa impostazione, il CESE all’interno della Milan Declaration valorizza il secondo welfare indicandolo quale pratica che “dal basso verso l'alto, coinvolge tutti i settori della società, ad esempio le imprese sociali e la moltitudine di attori non statali che lavorano in collaborazione con le comunità e le autorità locali, in un’ottica di innovazione sociale che ha dimostrato il potenziale per portare avanti il cambiamento sistemico e rimodellare la società, cambiando il modo in cui opera lo Stato”.


Proposte specifiche

A partire da questa valorizzazione significativa del secondo welfare, la Dichiarazione delinea alcune proposte e raccomandazioni utili a ricostruire e consolidare la dimensione sociale europea, che saranno presto presentate alla Presidenza italiana dell'UE, alla Commissione, al Parlamento e al Consiglio. Di seguito vi segnaliamo le proposte specifiche, mentre vi invitiamo a prendere visione del documento per approfondire le raccomandazioni generali.

  • L'innovazione sociale e la politica degli investimenti sociali devono essere integrate in modo esplicito nella revisione della strategia Europa 2020 e sostenute da un'apposita iniziativa faro;
  • Eurostat dovrebbe considerare prioritaria la raccolta di dati sull'innovazione nella politica sociale e sulla misurazione dell'impatto sociale. Vanno inoltre realizzate iniziative per il potenziamento delle capacità e per la formazione alla misurazione dell'impatto sociale, a beneficio di tutti i soggetti interessati;
  • Gli Stati membri dovrebbero essere invitati a riferire sui progressi nel campo dell'innovazione sociale, utilizzando indicatori sociali basati sull'attivazione, la responsabilizzazione e il coinvolgimento delle comunità;
  • La Commissione e gli Stati membri devono garantire che strumenti importanti quali gli appalti pubblici e i fondi strutturali siano impiegati per sostenere, negli Stati membri, l'innovazione sociale in senso lato e l'ampio ventaglio delle imprese dell'economia sociale;
  • È opportuno istituire un gruppo di lavoro ad alto livello sull'innovazione sociale e sull'innovazione nel campo della politica sociale, con la partecipazione di soggetti sociali ed economici a livello nazionale ed europeo, per discutere e valutare l'evoluzione delle politiche grazie a un'adeguata riflessione strategica.


Una valorizzazione preziosa

Da quasi sessant’anni il Comitato Economico e Sociale Europeo svolge un ruolo molto importante nell’ambito delle istituzioni comunitarie, individuando ed indirizzando le politiche europee al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini dell’Unione. La valorizzazione del secondo welfare e, conseguentemente, del lavoro di ricerca svolto dal nostro laboratorio da parte del CESE rappresentano senza dubbio un importante riconoscimento degli sforzi svolti in questi primi anni di vita da Percorsi di secondi welfare. Ne siamo orgogliosi. Ma siamo anche consapevoli che questo riconoscimento da parte delle istituzioni europee non rappresenta un punto di arrivo ma, al contrario, un punto di partenza per continuare il lavoro intrapreso, consapevoli che la strada ci sta portando molto più lontano di quel che potessimo pensare.



Riferimenti

Il testo della Milan Declaration

Ferrera M. e Maino F., Social Innovation Beyond the State. Italy’s Secondo Welfare in a European Perspective

La composizione dell Advisory Group sulla Social Innovation


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