Editoriale

Il dibattito sul welfare durante la campagna elettorale si è concentrato su pochi punti chiave, lasciando ai margini molti temi sociali che sono e saranno fondamentali per il nostro Paese. Per questo vogliamo offrire alcune riflessioni che possano essere utili al prossimo Governo.
Un aspetto apparentemente paradossale sul funzionamento delle barche a vela ci permette di fare qualche riflessione sul ruolo del vuoto nelle nostre vite, lavorative e non, e sul reale valore che dovremmo dargli.
Forti delle novità di questo nuovo anno, abbiamo aperto un nuovo canale di comunicazione per portare la ricerca del nostro Laboratorio anche al pubblico di giovani.
Il nostro 2022 parte con una nuova forma organizzativa, nuove collaborazioni, nuove idee, nuovi progetti e, per non farci mancare nulla, un nuovo logo. Un piccolo modo per raccontare dove sta andando la nostra avventura.
Secondo Maurizio Ferrera in questo momento non ci servono sterili contrapposizioni di principio ma un buon «tagliando» basato su un pacato sapere empirico. Per farlo bisogna ripensare criteri e soglie di accesso e affrontare il nodo dell'inserimento lavorativo. Ma senza sviluppo economico nessuna misura può fare miracoli.
Dopo 10 anni di onorato servizio abbiamo scelto di rinnovare il nostro portale rendendolo più bello, fruibile e adatto alle esigenze di una community che continua a crescere. Siete pronti a navigare?
L'istituzione di un Recovery Fund europeo basato su risorse comuni e destinato al rilancio dell'economia a seguito della pandemia di Coronavirus pare essere una buona notizia per l'Italia. Secondo Maurizio Ferrera, la speranza è infatti che la situazione drammatica che stiamo vivendo porti, a livello europeo, ad uno slancio di solidarietà collettiva durevole nel tempo e ad un maggiore collaborazione tra gli Stati. Se ne parla in questo contributo uscito nel Corriere della Sera.
Nonostante bambini e ragazzi rimangano assenti dalla strategia del Governo per la fase 2, da qualche giorno nel dibattito pubblico si è iniziato a riflettere di come i più piccoli potranno affrontare la "convivenza" col virus. La discussione, tuttavia, sembra sbilanciata verso i problemi di conciliazione tra vita e lavoro, mentre restano in secondo piano temi centrali come il valore delle istituzioni educative e il diritto allo studio.
Anche quest'anno abbiamo voluto analizzare la Legge di Bilancio prendendo in considerazione alcuni dei principali ambiti di ricerca di cui si occupa il nostro Laboratorio: contrasto alla povertà, welfare aziendale, sostegno alla famiglia, housing sociale, accoglienza, lavoro e pensioni. Il quadro che emerge non è confortante: pur in presenza di alcune (poche) idee interessanti, le risorse stanziate per rispondere a rischi e bisogni sociali in questi ambiti restano limitate.
Le grandi trasformazioni che caratterizzano il nostro tempo stanno avendo un forte impatto sul sistema di protezione sociale del nostro Paese. Per questo, secondo Maurizio Ferrera, serve una nuova strategia riformista che non si limiti ad ammortizzare gli effetti negativi dei cambiamenti in corso ma sappia invece sfruttarne l'enorme potenziale. Solo in questo modo si potranno ridurre i rischi sociali e, allo stesso tempo, incrementare le chance di vita per tutti.
Di fronte alla crisi del Welfare State diversi attori hanno iniziato a intervenire sussidiariamente negli ambiti in cui il Pubblico fatica a garantire risposte ai bisogni dei cittadini. Si è assistito così alla nascita di esperienze che, specialmente a livello locale, sono state in grado di sviluppare forme più o meno complesse di secondo welfare. In questo articolo pubblicato su Rivista Solidea, Lorenzo Bandera riflette su alcune dinamiche che stanno alla base di questi fenomeni.
Rivista Solidea, pubblicazione curata dall'omonima Società di Mutuo Soccorso, a gennaio del 2019 ha pubblicato un numero speciale in cui alcuni autori ed esperti propongono il loro punto di vista su tematiche di massima attualità come il lavoro, la cooperazione, le migrazioni, la mutualità, i beni comuni. Tra questi approfondimenti ce ne è uno dedicato al secondo welfare e alle sue opportunità per il contrasto alla povertà e alla vulnerabilità sociale, curato dalla direttrice del nostro Laboratorio Franca Maino.
Ci siamo interrogati sulle possibili conseguenze che porterà la Legge di Bilancio nel campo delle politiche sociali. Al di là delle misure, due elementi appaiono evidenti. Primo: gran parte delle promesse fatte da Lega e Movimento Cinque Stelle risultano al momento disattese, ma persiste il totale disallineamento tra i proclami e la realtà dei fatti. Secondo: la maggioranza conferma la sua totale disaffezione, per non dire ostilità, verso Terzo Settore, parti sociali e corpi intermedi.
Secondo Maurizio Ferrera le polemiche del governo sui conti previdenziali, sui numeri dell’immigrazione e del mercato del lavoro tradiscono una preoccupante insofferenza verso quella "materia fattuale" che dovrebbe essere il punto di partenza di ogni provvedimento e che ne costituisce inesorabilmente anche il limite. Chi governa, infatti, non può prendersela coi dati né screditare le istituzioni serie che li producono e li analizzano.
Secondo l'Istat nel 2017 la popolazione residente in Italia è diminuita di 105.472 unità rispetto all'anno precedente. Gli iscritti all'anagrafe sono stati infatti poco più di 458mila, il numero più basso nella storia del nostro Paese, mentre i morti sono stati quasi 650 mila. Una situazione determinata da problematiche strutturali di lungo periodo, ma anche da fattori contingenti sviluppati negli anni della crisi economica.
Il 29 maggio sulle pagine di Buone Notizie, settimanale del Corriere della Sera dedicato alle storie, alle energie e alla creatività del Terzo settore, è apparsa la prima inchiesta curata da Percorsi di secondo welfare. Parte così una collaborazione che mensilmente permetterà la pubblicazione di articoli di contesto, approfondimenti e infografiche utili a comprendere i grandi cambiamenti in atto nel sistema di welfare del nostro Paese.
In vista delle elezioni del 4 marzo il gruppo di ricerca di Percorsi di secondo welfare ha analizzato i programmi dei principali partiti prendendo in esame alcuni temi a cavallo tra primo e secondo welfare. In questa prospettiva sono stati svolti quattro approfondimenti su: sostegno alla famiglia, contrasto alla povertà, sviluppo del welfare aziendale e contrattuale, misure per la non autosufficienza. Speriamo possano essere utili a votare con maggiore consapevolezza.
La Legge di Bilancio 2018, licenziata dal Senato il 27 dicembre scorso, presenta alcuni passaggi molto interessanti su welfare aziendale, politiche di sostegno alla famiglia, disabilità, fondazioni bancarie, innovazione sociale, contrasto alla povertà e lotta spreco. Il gruppo di ricerca di Percorsi di secondo welfare ha provato ad individuare i più significativi attraverso alcuni approfondimenti tematici.
Per Percorsi di secondo welfare quello che volge al termine è stato un importante anno di crescita, ricco di risultati che non sarebbero stati possibili senza il sostegno delle tante persone che quotidianamente ci testimoniano l'utilità e il valore del nostro lavoro sul secondo welfare. A loro, a voi, vanno i ringraziamenti di tutto il nostro gruppo di ricerca e un grandissimo augurio di buon Natale e felice anno nuovo!
"La sfera del welfare è un «diamante» a quattro punte. Oltre allo Stato, contribuiscono al benessere delle persone il sistema-famiglia, il mercato, le associazioni intermedie". Così Maurizio Ferrera, Professore dell'Università degli Studi di Milano e supervisore Scientifico del Laboratorio Percorsi di secondo welfare, descrive il sistema di protezione sociale del nostro Paese all'interno dell'articolo pubblicato da "Buone Notizie", inserto del "Corriere della Sera".
Negli ultimi trent’anni il politologo torinese scomparso pochi giorni fa ha approfondito la “politica” soprattutto nella sua accezione di policy. Un contributo rilevante soprattutto in un Paese in cui sembra essere la politics a prevalere in ogni ambito. Tuttavia, chi immagina che studiare la politica come policy riduca la sua analisi a una questione meramente tecnica ignora uno degli elementi che ha probabilmente rappresentato il tema più ricorrente negli studi di Bobbio: il conflitto, inevitabile in qualunque processo decisionale democratico, e la sua gestione, tanto indispensabile quanto faticosa da realizzare.
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