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Questo è il primo post di Collaborare e partecipare, il Focus tematico curato da Pares che presenta idee e coordinate per riflettere sui temi – appunto – della collaborazione e della partecipazione proponendo dispositivi e ambienti per facilitare la cooperazione e il coinvolgimento attraverso applicazioni ed esperienze concrete.


All’uscita di un bando di finanziamento le organizzazioni si interrogano su come analizzarlo ed esaminarlo, su come animare scambi di idee per decodificarlo, su come realizzare momenti di confronto interni alla propria organizzazione e alla propria rete, o anche aperti a nuove potenziali collaborazioni.

Si può indagare un bando uscendo dai setting della riunione di valutazione ristretta ed esclusiva e costruire occasioni di confronto più aperte?

Il format presentato di seguito, che come Pares stiamo sperimentando da qualche tempo, ci sembra promettente in tal senso: per la sua relativa semplicità di realizzazione, per l’impegno tutto sommato contenuto richiesto nella fase di preparazione, per il risultato immediato che produce, per i vantaggi in termini di scambio informativo e apprendimento collaborativo, ma anche per il significato simbolico che assume.

Format

Monitorare i bandi e le opportunità di finanziamento è tutto sommato una attività di routine per molte organizzazioni, un’attività svolta in modo estemporaneo o sistematico, anche con l’ausilio di servizi dedicati o mediante newsletter di network o associazioni di rappresentanza nazionali o territoriali. Una volta identificato un bando interessante si tratta di leggerlo in modo analitico, scandagliarne le pieghe, cogliere il senso costitutivo e le indicazioni specifiche, e poi immaginare come rispondere in modo creativo, sostenibile, propositivo e distintivo. Si tratta di un lavoro affidato – di norma – nella parte di prevalutazione e poi di progettazione alle figure dirigenti e allo staff di progettazione.

Il format che proponiamo si sviluppa in un modo leggermente diverso e prevede l’invito alla lettura ragionata dei formulari di bandi per presentare progetti innovativi. Lo schema è semplice: una volta identificato un bando interessante viene programmato un incontro (in genere di due ore) per una sua presentazione ragionata, una lettura collettiva e un brainstorming guidato sull’impostazione, l’analisi delle indicazioni contenute e su possibili idee per partecipare in modo creativo. Il gruppo di partecipanti, come si spiega più nel dettaglio nel prossimo paragrafo, può avere una composizione variabile a seconda delle esigenze.

Si tratta quindi di calendarizzare l’incontro e invitare le persone che si desidera prendano parte al momento di esame e di pre-progettazione partecipata. Chi indice l’incontro si prende l’impegno di analizzare il bando e preparare una lettura guidata che ne evidenzi i punti salienti, la lettura può essere svolta a una o a più voci, anche immaginando l’intervento di un/a ospite esperto che possa offrire contributi e spunti al gruppo.

Abbiamo sperimentato questo format in condizioni diverse, con inviti mirati o aperti alla partecipazione libera, utilizzando la piattaforma Zoom e avvalendoci di Google Drive come piattaforma collaborativa di condivisione dei materiali e di scrittura collettiva. Abbiamo notato che è più efficace prevedere al momento dell’invito un link per l’iscrizione, così da avere un quadro dei partecipanti interessati a prendere parte alla lettura ragionata ed anche per poter inviare facilmente gli esiti del lavoro che emerge dalla sessione condivisa (naturalmente la gestione dell’iscrizione comporta di adottare le opportune e giuste misure a tutela della privacy delle persone che conferiscono i loro dati).

Applicazioni

Il format che abbiamo brevemente descritto può essere applicato in situazioni e contesti diversi, con alcune finalità convergenti e con intenti di volta in volta specifici. Proviamo ad offrire un dettaglio di alcune possibilità che abbiamo trovato interessanti e produttive.

  1. Aprire il momento di lettura ragionata del bando ad un gruppo interno alla propria organizzazione. Si tratta di ampliare il perimetro della partecipazione coinvolgendo anche altre figure con ruoli operativi, in particolare immaginiamo che possano essere coinvolti i responsabili e le responsabili di area e i coordinatori e le coordinatrici interessate allo specifico bando. Si tratta in questo modo di suscitare conoscenza delle possibilità di progettazione e innovazione, di attivare il confronto interno per raccogliere spunti ed elementi dalle esperienze delle persone invitate a partecipare e attivare una corresponsabilità rispetto all’innovazione organizzativa. In questo modo le competenze, l’esperienza e i saperi interni vengono messi a contatto fra loro e valorizzati con l’obiettivo di arricchire i contenuti delle proposte progettuali; l’occasione è propizia anche per valutare gli eventuali effetti che il progetto potrebbe avere sull’organizzazione.
  2. Apertura al momento di lettura ragionata di uno specifico bando anche alla rete delle organizzazioni con le quali si collabora o si intende collaborare. In questo modo, l’occasione del bando consente di intavolare ragionamenti, sondare l’interesse, condividere delle conoscenze e raccogliere degli spunti. Lo scambio ideativo e la conoscenza che scaturisce da un incontro, anche breve, tra i partecipanti che fanno parte di organizzazioni diverse assume particolare importanza. Si tratta di coinvolgere in un breve momento, come abbiamo detto di circa 2 ore, le persone che nelle diverse organizzazioni si occupano di progettazione, di coordinamento o di raccordo tra settori o servizi e le figure che hanno delle responsabilità di direzione.
  3. Aprire il momento di lettura ragionata alla partecipazione di una rete più ampia nella quale si è attivi o della quale si fa parte, creando così occasioni e condizioni per riattivare interlocuzioni, aggiornare i contatti, socializzare spunti e idee, rinsaldare relazioni simili a quelle di una comunità di pratica e di progettazione partecipata. In questo caso, la partecipazione può essere aperta in maniera ampia e chi riesce ad affacciarsi porta il proprio contributo; si determinano così in genere condizioni di intreccio, di scambio, di nuove energie in vista di questa o di altre progettualità. L’apertura di momenti di lettura ragionata ha infatti anche il significato di mettere in circolo competenze e preparare il terreno per collaborazioni future.
  4. Invito ai momenti di lettura ragionata dei bandi a soggetti interessati alla partecipazione. In questo caso la proposta diviene un’occasione preziosa per aprire a nuovi contatti, per incontrare persone magari conosciute solo di nome o di fama, per acquisire informazioni sul bando e averne una prima, generale conoscenza di base, una sorta di pre-valutazione di interesse da riportare all’interno della propria organizzazione. Quest’ultima modalità potrebbe anche essere prodromica alle successive occasioni di confronto interno; in qualche modo, aprendo a una lettura e a un confronto sul bando si possono valutare gli elementi di interesse per la propria organizzazione riportando così informazioni più assestate e più circostanziate e, a partire da queste, eventualmente attivare la prima o la seconda o addirittura la terza proposta a cui abbiamo accennato. In questo caso l’obiettivo, più che di progettazione in senso stretto, è piuttosto quello di nutrire lo scambio di idee, di condividere esperienze e mettere reciprocamente a disposizione apprendimenti affinché ciascuno se ne possa avvalere in un quadro di ideazione progettuale molto aperto e molto libero. In questo modo si entra in contatto, si allargano i profili delle proprie conoscenze e le proprie relazioni.

Obiezioni

La modalità a cui abbiamo accennato e l’impostazione del format prevedono che dopo una prima lettura e una prima presentazione degli elementi salienti del bando che vengono via via evidenziati si passi ad un momento di confronto.

L’idea è che ciascuno, a partire dalle sollecitazioni che emergono dal bando, possa mettere a disposizione idee, esperienze, attività svolte e attività che sarebbe interessato o interessata a svolgere, possibili idee che ancora non hanno passato il vaglio di una sostenibilità e di una realizzabilità ma che possono essere utilizzate come spunti per progettare. A questa modalità di condivisione viene spesso opposta una sorta di ritrosia o dubbio circa il fatto di condividere e scoprire le proprie carte, di condividere le proprie conoscenze e mettere a disposizione degli altri i propri vantaggi in termini di esperienze e di saperi. Noi crediamo che quello che succede sia invece una condivisione di elementi e se tutti e tutte, come è accaduto nella nostra esperienza, portano conoscenze e quello che sono in grado di offrire alla fine tutti i partecipanti e tutte le partecipanti escono dall’incontro più arricchiti e arricchite. Ciascuno porta e prende idee, ed è questo il sottotitolo che spesso abbiamo utilizzato: chi partecipa prende e porta idee, ciascuno prende e porta spunti e sollecitazioni e dubbi e questa condivisione diventa un patrimonio che potrà essere sviluppato nelle proprie organizzazioni di appartenenza.

Non crediamo si creino svantaggi, perché proprio la condivisione genera maggiori opportunità per tutti, consente di mettersi su un comune livello conoscitivo, di disporre di elementi che – se riconsiderati nei contesti di provenienza, nell’ambito delle équipe progettuali – possono rifiorire in forma di proposte progettuali più ricche, articolate, puntuali, mirate. Quindi l’obiezione che la lettura ragionata dei bandi crei degli svantaggi è un’obiezione alla quale pensiamo si possa rispondere che la collaborazione crea condizioni perché eventualmente i passaggi competitivi avvengano sulla base di conoscenze più salde e sulla base di una capacità di orientarsi all’interno dei bandi più consapevole e più circostanziata. Naturalmente questa modalità prevede che al termine dell’incontro i materiali co-prodotti vengano inviati a tutti i partecipanti e resi disponibili perché ciascuno ne possa fruire.

Effetti non collaterali

Vale la pena sottolineare alcuni risultati positivi che abbiamo notato dalla facilitazione di momenti di lettura ragionata di bandi progettuali e avvisi di finanziamento. Un primo aspetto riguarda il valore che questi incontri hanno in termini di decodifica preliminare dell’impianto del bando, tale esame consente di attivare una lettura critica che chiami a raccolta competenze diverse promuovendo il confronto fra persone con esperienze professionali e collocazioni organizzative differenti. Si tratta di una opportunità di partecipazione che coinvolge figure che di norma non sono poste nelle condizioni di mettere a disposizione le loro esperienze, le loro considerazioni o le loro riflessioni, che non sempre sono sollecitate a condividere quello che può scaturire dall’interpretazione critica di un documento di indirizzo operativo.

Un secondo elemento che vogliamo sottolineare è che la costruzione di momenti di lettura ragionata di bandi permette l‘attraversamento di aree disciplinari o settoriali, si tratta nei fatti di attivare uno spazio di confronto cross settoriale. Insieme all’esperienza di praticare una dimensione progettuale libera, leggera, di avvicinamento, si possono sviluppare anche competenze connesse alla capacità di leggere e decodificare l’impostazione dei bandi, una competenza essenziale per poter accedere a risorse complementari nell’ambito dei processi e un altro aspetto che sottolinea l’effetto di questo tipo di iniziative.

Un terza considerazione riguarda l’emergere un effetto motivazionale, che nasce dal mettere insieme idee, desideri e prefigurazioni, dal condividere ipotesi di lavoro che potrebbero avere chance di riuscita a condizione che le organizzazioni uniscano le forze allestendo al loro interno uno spazio per tradurre idee e ipotesi di lavoro in progetti strutturati da sottoporre alla valutazione e poter ottenere delle risorse dei finanziamenti. In questo senso la lettura ragionata dei bandi in forma partecipata costituisce uno spazio di confronto e di partecipazione prezioso per le organizzazioni e per le reti, un’occasione per acquisire nuove competenze e conoscere nuove persone con le quali aprire a possibili collaborazioni.

Esperienze concrete

Per aiutare a comprendere meglio il format di seguito raccontiamo brevemente due contesti in cui è stato applicato.

Lettura ragionata del bando “Educare in comune” di Neass

Il 14 gennaio 2021 abbiamo facilitato la lettura ragionata del bando Educare in comune promosso dal Dipartimento per le politiche alla famiglia della Presidenza del Consiglio. Essa si inseriva in una iniziativa promossa da Neass, Network delle aziende speciali sociali della Lombardia che che associa 26 delle 35 aziende operanti in regione con la forma giuridica dell’azienda speciale (art. 114 del d.Lgs. 267/2000 – Testo unico sugli enti locali). Neass nasce nel 2009 mettendo in rete 19 aziende speciali e in questi quasi dodici anni di attività è arrivata a coinvolgere 511 Comuni lombardi su 1.506, per 3.014.872 cittadini su una popolazione complessiva di circa 10.060.000 abitanti. Le aziende speciali – in forma consortili e mono comunali municipalizzate – offrono servizi al 30% della popolazione lombarda.

L’obiettivo della mattinata di lavoro era esaminare in dettaglio il bando dedicato ai Comuni singoli e associati (con scadenza il 1° marzo 2021) per entrare nel dettaglio della sua articolazione e delle opportunità offerte. Per le Aziende speciali comunali o consortili si trattava di mettere a valor comune le competenze progettuali, di individuare opportunità e condizioni di realizzabilità in modo da offrire ai Comuni soci delle aziende speciali consortili indicazioni operative concrete e un supporto progettuale.

La mattinata di lavoro dedicata alla comprensione analitica del bando Educare in comune è stata strutturata in tre momenti: una prima parte dedicata alla lettura puntuale del bando; una seconda parte di analisi critica a più voci, condotta con l’obiettivo di mettere a fuoco gli elementi di complessità e le indicazioni evidenti o desumibili da interpretazioni ragionate offerte dalle diverse persone che hanno preso parte all’incontro; una terza parte dedicata alla raccolta di spunti progettuali, ipotesi di interventi, progetti embrionali, idee coltivate o tenute nel cassetto in vista di una buona occasione. I risultati della mattina: la scheda sintetica, le annotazioni critiche, le indicazioni operative e un paniere di idee ricche e variegate sono state il risultato che è stato restituito e condiviso al termine dell’incontro con tutte le persone che partecipando hanno contribuito alla produzione collettiva di nuove conoscenze e nuovi spunti di lavoro.

Laboratorio di brainstorming progettuale per il bando Coltivare valore di Fondazione Cariplo.

Il bando Coltivare Valore 2021 di Fondazione Cariplo ha come obiettivo il sostegno alle pratiche di agricoltura sostenibile in ottica agroecologica e sociale come strumento di presidio e risposta ai rischi territoriali di carattere ambientale e come occasione di sostegno e inclusione sociale delle persone in condizioni di svantaggio. Per promuovere la conoscenza reciproca delle realtà interessate a partecipare al bando, per facilitare la strutturazione di reti ai fini della presentazione delle richieste di contributo e per contaminare competenze, la Fondazione ha organizzato un laboratorio di brainstorming progettuale, previsto per la mattina di mercoledì 7 aprile. Il laboratorio alternerà momenti in plenaria e momenti di lavoro in sottogruppi e avrà come esito la redazione in forma schematica di ipotesi progettuali nate dalla collaborazione tra i partecipanti.

Il laboratorio di brainstorming progettuale, facilitato da Luciano Barrilà e Marco Cau di Pares, è stato finalizzato a: favorire la costruzione di relazioni fra rappresentanti di organizzazioni che operano in campo sociale e ambientale; facilitare un confronto operativo sulle questioni poste dal bando tra le persone e le organizzazioni che prenderanno parte all’incontro; creare le condizioni per uno scambio di idee progettuali relative al bando.

 


Questo contributo è parte del Focus tematico Collaborare e partecipare, che presenta idee e coordinate per riflettere sui temi della collaborazione e della partecipazione, propone dispositivi e ambienti per facilitare cooperazione e coinvolgimento e illustra applicazioni ed esperienze concretamente realizzate. Curato da Pares il focus offre a policy maker, community maker, agenti di sviluppo, imprenditori, attivisti e consulenti uno spazio di confronto, di condivisione di strumenti, di apprendimento a partire dalle esperienze. Qui sono consultabili tutti i contenuti del Focus.