Rassegna Stampa
Terzo Settore

L’educazione non formale è legge: oratori e centri estivi riconosciuti come soggetti educativi

Dopo il via libera definitivo del Senato alla legge delega, la sfida si sposta ora sui decreti attuativi e sull'adeguatezza delle risorse. Una rassegna stampa per capire meglio cosa ci sia in gioco.

Il 21 luglio l’aula del Senato ha approvato in via definitiva la legge delega sull’educazione non formale, già licenziata dalla Camera. Con 105 voti favorevoli, nessun contrario e 19 astensioni, il provvedimento riconosce per la prima volta nell’ordinamento italiano il ruolo educativo di oratori, centri estivi, associazioni del Terzo Settore, volontariato e organizzazioni sportive e culturali. Prima firmataria è Elena Bonetti (Azione, già ministra per la Famiglia), che ha ripreso in Parlamento uno degli interventi previsti dal Family Act, nato dall’esperienza dei protocolli d’emergenza costruiti durante il Covid.

Il cuore della legge è la delega al Governo, chiamato a varare i decreti attuativi entro 9 mesi. Il testo indica ai Comuni di superare la logica del massimo ribasso per imboccare la strada della co-programmazione e della co-progettazione con gli enti del Terzo Settore e gli enti religiosi che gestiscono oratori (artt. 55-57 del Codice del Terzo Settore), come sottolinea Il Sole 24 Ore. Sono previste convenzioni per l’uso degli spazi scolastici fuori dall’orario delle lezioni, un’attenzione prioritaria alle famiglie numerose e ai nuclei con figli con disabilità, e un tavolo tecnico nazionale da costituire entro 90 giorni.

Resta aperto il nodo delle risorse: la delega prevede 3,5 milioni per il 2026, 4 milioni per il 2027 e 1 milione annuo dal 2028, cui si affiancano i 60 milioni l’anno del Fondo socio-educativo per i minori. Cifre che Vita giudica ancora contenute rispetto alla crescita dei bisogni, e sulle quali la stessa Bonetti annuncia battaglia dalla prossima Legge di bilancio. Come rileva Famiglia Cristiana, il riconoscimento giuridico è solo un primo passo: molto dipenderà dai decreti e da risorse continuative, per evitare che la legge resti una dichiarazione di principio.

La legge delega sull’educazione non formale è un passo importante poiché definisce una cornice normativa a fenomeni importanti che Percorsi di Secondo Welfare segue da tempo attraverso diverse “lenti”. Un paio di anni fa ci siamo concentrati, ad esempio, sugli oratori, che possono essere considerati veri e propri super-luoghi di inclusione e crescita, capaci di tenere insieme l’alleanza tra sport e missione educativa, i servizi di prossimità di Caritas e, più in generale, il contributo delle organizzazioni religiose al welfare territoriale. Non più presidi da attivare per affrontare le emergenze, ma attori strutturali di quella che Vita chiama la «repubblica educante».

Via libera alla legge che “riconosce” gli oratori
Redazione, Avvenire, 21 luglio 2026

Più sostegno alle attività educative e ricreative dei giovani
Norme e Tributi, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2026

La legge riconosce il valore dell’educazione non formale: ora servono risorse adeguate
Davyd Andriyesh, Vita, 23 luglio 2026

Finalmente lo Stato si accorge degli oratori e dei centri estivi: il via libera del Parlamento
Redazione, Famiglia Cristiana, 23 luglio 2026