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Sull’intelligenza artificiale nel Terzo Settore sono sempre di più gli eventi di confronto, le riflessioni teoriche e i percorsi di apprendimento. Secondo Fabio Fraticelli quel che continua a mancare è un confronto “approfondito, sistematico e sincero” su come usare l’AI nel concreto, per lavorare meglio e liberare risorse per la missione.

È da qui che nasce il Non Profit Innovation Forum organizzato da SocialTechno, l’impresa sociale di cui Fraticelli è CEO, che da oltre 12 anni accompagna le organizzazioni non profit nella trasformazione digitale (avviando in Italia il programma TechSoup).

Il Forum, in programma a Milano il 12 novembre, riunisce organizzazioni che hanno iniziato a sperimentare l’AI e vogliono integrarla nella propria strategia. L’obiettivo è costruire una prima AI Roadmap a partire dai bisogni di ciascuna realtà, mettendo in comune esperienze e competenze e creando relazioni con cui proseguire il lavoro dopo l’evento.

Fabio, partiamo dall’inizio: cos’è Non Profit Innovation Forum?

Fabio Fraticelli, CEO di SocialTechno Impresa Sociale. Immagine di un'intervista di Secondo Welfare sul Non Profit Innovation Forum e l'intelligenza artificiale nel Terzo Settore
Fabio Fraticelli, CEO di SocialTechno Impresa Sociale

È un percorso di lavoro concreto sull’intelligenza artificiale pensato per chi guida le organizzazioni non profit, a partire dalle Fondazioni.

Anche se manca ancora qualche settimana al momento in cui ci incontreremo, nei fatti è già partito: chi partecipa ha infatti accesso a un’area riservata online dove può svolgere una mappatura della propria organizzazione e trovare materiali preparatori e strumenti utili per arrivare pronti ai momenti in presenza a Milano, dove sono previsti confronti con esperti, casi reali da approfondire e laboratori con professionisti.

Speriamo che il percorso possa continuare anche dopo, con la creazione di una vera e propria community intenzionata a cambiare l’approccio che le realtà del Terzo Settore hanno verso l’AI.

Il Forum raccoglie l’eredità dei TechSoup Days, che erano diventati un appuntamento importante per chi si occupa di trasformazione digitale nel Terzo Settore. Il nuovo approccio però mi pare diverso: perché avete scelto di cambiare?

È un passaggio importante, che va oltre l’evento annuale in quanto tale. Come molti sapranno, la relazione tra SocialTechno e TechSoup Global è cambiata. Restiamo partner, soprattutto su progetti internazionali, ma sentiamo il bisogno di valorizzare appieno l’identità della nostra impresa sociale e il lavoro che svolgiamo dal 2014, anche al di fuori del programma TechSoup.

In questi anni abbiamo affiancato le organizzazioni del Terzo Settore nell’aumentare l’efficienza delle proprie operations attraverso lo sviluppo di soluzioni tecnologiche a supporto del cambiamento dei processi. Oggi vogliamo dare ancora più visibilità a questa esperienza e alla direzione in cui stiamo investendo: aiutare le organizzazioni a integrare l’innovazione nella propria strategia, con un’attenzione crescente all’intelligenza artificiale.

Il Non Profit Innovation Forum è una delle espressioni di questo percorso. Raccoglie l’eredità dei TechSoup Days, a partire dalle relazioni e dalla conoscenza del settore costruite negli anni, ma la porta in una nuova fase. Per questo abbiamo scelto di cambiare sia il nome sia il format.

La scelta è stata quella del forum, ovvero un luogo di dialogo e scambio, con un taglio pratico in cui ciascun partecipante possa implicarsi realmente. Vogliamo creare le condizioni per un lavoro più approfondito tra organizzazioni che stanno già sperimentando: condividere risultati, difficoltà e domande aperte, costruire delle priorità e continuare a confrontarci dopo la giornata. Il Forum rende tangibile il modo in cui intendiamo lavorare insieme al Terzo Settore.

Nel concreto, come funzionerà?

Si partecipa su candidatura, i posti sono limitati, si lavora in gruppi piccoli e si chiede a chi viene di portare qualcosa da mettere sul tavolo: tentativi, errori, domande ancora aperte, cose imparate a proprie spese. Best practice, certo, ma anche e soprattutto worst practice.

La giornata si strutturerà su tre temi principali. Il primo è governare, che ci permetterà di parlare di AI Act, policy interne, privacy, controllo umano, etica e sostenibilità, con casi concreti ed esempi di policy e modelli da riutilizzare. Il secondo è costruire, legato a elementi molto concreti come agenti AI, automazioni, basi di conoscenza e sviluppo di software su misura, con dimostrazioni dal vivo. Il terzo è preparare, che si concretizzerà in un’attività esperienziale per analizzare la propria organizzazione, mappare bisogni e opportunità e scegliere su quali iniziative investire.

A questo momento, come dicevo, si aggiunge tutta la parte di percorso prima e dopo.

Da dove nasce questo formato? C’è stata una sperimentazione prima?

Sì, gli Innovation Talk di SocialTechno: tavoli di lavoro ristretti, con poche persone ed esperienze concrete da mettere in comune. Il primo lo abbiamo dedicato all’Agentic Grant Management e sono emerse esperienze incredibili con gli enti filantropici che hanno partecipato. Mi hanno convinto che la strada fosse quella giusta: il Forum porta lo stesso spirito su una scala un po’ più ampia, senza perdere la possibilità di ascoltarsi davvero.

Quali obiettivi vi siete dati per il Forum?

Il primo è avviare un confronto approfondito, sistematico e sincero su come l’AI possa aumentare davvero l’efficienza e l’efficacia delle organizzazioni non profit. Il secondo è che ogni organizzazione esca dalla giornata con qualcosa in mano: una prima AI Roadmap, costruita a partire da una mappatura dei propri bisogni e delle proprie opportunità, da estendere e approfondire una volta tornati nelle organizzazioni di provenienza.

Alla base c’è una convinzione che vorremmo mettere alla prova insieme ai partecipanti. Nelle organizzazioni non profit una parte importante del tempo se ne va in quelli che chiamo monkey task: attività ripetitive e a basso valore, come aggiornare a mano fogli Excel o spostare dati da uno strumento all’altro. Se l’AI ci aiuta a ridurle, quel tempo e quelle energie possono tornare alla missione, cioè al lavoro con le persone e all’impatto.

La domanda è che cosa scegliamo di fare del tempo e delle risorse che riusciamo a liberare. Perché il beneficio organizzativo non è automatico: serve decidere dove reinvestirlo, quali attività rafforzare e come tradurlo in una maggiore capacità di perseguire la missione. Anche per questo l’AI deve entrare nella strategia dell’organizzazione.

Quale riscontro avete avuto finora?

Le conferme ricevute stanno già delineando una platea di grande valore: manager e responsabili che portano esperienze concrete e possono tradurre il confronto in decisioni operative nelle proprie organizzazioni. Tra le realtà presenti ci saranno anche molte Fondazioni, che a nostro avviso svolgono un ruolo fondamentale nel Terzo Settore per affrontare i cambiamenti legati alla trasformazione digitale, perché le loro scelte possono accompagnare il cambiamento di tanti enti.

Crediamo che lo scambio tra realtà diverse, accomunate dall’esigenza di dare una direzione alle sperimentazioni e dalla disponibilità a condividere ciò che stanno imparando, sia un valore fondamentale.

E anche per favorire questo confronto abbiamo scelto di non allargare eccessivamente il numero di partecipanti, ma fermarci a una sessantina.

Perché una sessantina?

Abbiamo ricevuto tantissime richieste di partecipazione, quindi avremmo potuto aprire l’evento a molte più persone e non avremmo avuto difficoltà a fare sold out rapidamente. Abbiamo però scelto di limitare le partecipazioni perché crediamo sia la dimensione giusta per poter lavorare in tre laboratori da una ventina di persone, in cui chi partecipa possa mettere in discussione le proprie certezze, ascoltarsi, entrare nei problemi e lavorarci sul serio. E in questo senso il tema della selezione non è un vezzo: abbiamo voluto creare gruppi eterogenei per tipo di organizzazione, ruolo ed esperienza in modo che il lavoro tra pari possa essere davvero proficuo come ci aspettiamo.

Qualcuno potrebbe obiettare che è una scelta elitaria, poco inclusiva…

È un’obiezione che mi è stata fatta e che prendo sul serio. Ma penso sia arrivato il momento di trattare il Terzo Settore con maturità, e di smetterla con quel paternalismo del “sono bravi ragazzi, fanno del bene, cosa vuoi pretendere?”.

Io personalmente sento di dover pretendere molto, perché riconosco alle nostre organizzazioni un ruolo da protagoniste del cambiamento sociale, economico e culturale. Prenderle sul serio significa anche riconoscere che organizzazioni con bisogni e livelli di maturità diversi hanno bisogno di occasioni e percorsi di accompagnamento diversi.

Per questo restano tutte le attività formative gratuite che promuoviamo durante l’anno, per continuare a offrire un accesso ampio a strumenti e competenze a tutte le realtà che ne hanno bisogno. Al contempo però, il Forum risponde a un’esigenza specifica: lavorare in profondità con chi sta già affrontando queste scelte ed è disponibile a mettere in comune esperienze, difficoltà e domande aperte.

Avete già un’idea dei partecipanti?

Durante il Forum lavoreremo con i manager e le figure che, nelle organizzazioni del Terzo Settore, possono prendere decisioni o hanno le competenze per far ricadere all’interno quello che imparano. Con un’attenzione particolare a chi lavora nelle Fondazioni, che sostengono e orientano il lavoro di tanti Enti e, quindi, un loro passo avanti sull’AI ha effetti “a cascata” importanti. In generale cerchiamo organizzazioni per cui la questione oggi bruci davvero: hanno sperimentato abbastanza da capire che l’AI merita un posto nella strategia, e che continuare a rimandare ha un costo.

Che cosa vedranno nel corso della giornata?

Si parte con un keynote dedicato alle organizzazioni agentiche, cioè a come il lavoro cambia quando una parte dei processi viene affidata ad agenti AI. Poi ci sono le esperienze dal campo, con le case history di grandi organizzazioni non profit che stanno già sperimentando, e una sessione su governance, etica e AI Act.

Nel pomeriggio lavoreremo sulle roadmap a partire dalla mappatura svolta prima dell’evento. Seguiranno tre sessioni di sperimentazione e confronto dedicate a formazione e competenze, integrazione di agenti AI nei processi e sviluppo di software su misura. I partecipanti potranno provare strumenti e prototipi, discuterne potenzialità e limiti e ragionare sulle applicazioni nella propria organizzazione.

E nel finale ci sarà anche un intervento di Percorsi di Secondo Welfare sulla trust-based philanthropy nell’era dell’AI, perché ci interessa dare ai partecipanti uno sguardo che colleghi le scelte tecnologiche ai modelli di relazione, fiducia e sostegno tra Fondazioni ed enti, con dati e chiavi di lettura sul contesto in cui queste realtà si muovono.

Cosa ti aspetti che succeda dopo il 12 novembre?

Mi aspetto che il valore delle persone e delle organizzazioni presenti si traduca in scelte più chiare e iniziative concrete. Le aspettative sono alte proprio perché al Forum arriveranno esperienze, competenze e domande su cui vale la pena lavorare insieme.

Il 12 novembre sarà una tappa: partiremo dalle roadmap e dalle relazioni costruite per proseguire il confronto anche dopo. Vorrei che tra qualche mese potessimo raccontarci quali iniziative sono partite, quali ostacoli abbiamo incontrato e che cosa abbiamo migliorato.

È lì che si misurerà il valore del Forum: nella capacità di trasformare il lavoro condiviso in cambiamenti dentro le organizzazioni.

Foto di copertina: Phil Hearing, unsplash.com