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Rafforzare le competenze digitali di migliaia di persone che operano nel mondo non profit, ma anche promuovere e diffondere una cultura che possa aiutare tutto il Terzo Settore italiano a raggiungere un nuovo livello di maturità digitale. È questo, in breve, lo scopo di Non Profit Digital Leaders, progetto realizzato da TechSoup Italia-SocialTechno per affrontare uno dei nodi critici che riguarda questo segmento dell’economia sociale italiana1.

I dati preliminari dicono che in un anno di progetto Non Profit Digital Leaders abbia formato più di 3.500 beneficiari, erogando decine di migliaia di ore di lezioni on demand attraverso una piattaforma formativa creata ad hoc.

Risultati possibili grazie soprattutto al ruolo svolto dai 79 Digital Leaders che, attraverso l’approccio “Train the Trainers”, hanno accompagnato i percorsi formativi nelle proprie organizzazioni e, al contempo, hanno realizzato insieme una Comunità di Pratica in cui hanno condiviso conoscenze, esperienze e casi concreti per trasformarle in apprendimenti collettivi. L’esito più tangibile di questo lavoro è il Manifesto della trasformazione digitale del Terzo Settore, realizzato durante un evento svoltosi a Milano, di cui vi avevamo raccontato qui.

Perché il Manifesto?

Il Manifesto è stato un modo per mettere in ordine le tante cose emerse dalla Comunità di pratica di Non Profit Digital Leaders durante gli otto incontri online e l’incontro in presenza svoltosi a Milano.

Un modo per restituire in forma sintetica alcuni princìpi emersi lungo il percorso. Perché, come emerso a più riprese, quando si parla di transizione digitale nel Terzo settore il rischio è di ridurla a una mera questione di strumenti, processi e obiettivi. Ma ciò che accade dentro le organizzazioni racconta una storia diversa, fatta di relazioni, resistenze, tempi lunghi e identità professionali che cambiano.

Per questo il Manifesto rappresenta un punto di arrivo per i Digital Leaders di NPDL ma anche, e soprattutto, un punto di partenza per le tante persone e organizzazioni del Terzo Settore  che si trovano ad affrontare le sfide della trasformazione digitale.

I 10 punti del Manifesto della trasformazione digitale del Terzo Settore

Dalla centralità delle persone all’importanza della partecipazione, dalla necessità di coniugare innovazione e sostenibilità all’attenzione agli aspetti etici e al valore dei dati, passando per il valore di accompagnare il cambiamento con gradualità e formazione continua. Sono alcuni degli elementi più interessanti al centro del Manifesto che vi presentiamo di seguito; il documento si può anche scaricare qui.

1. Mettere le persone al centro della transizione digitale

La transizione digitale nel Terzo settore parte dalla cura delle persone, dei loro bisogni e delle loro differenze. Senza un approccio human-centered, il digitale rischia di creare distanza invece che inclusione, aumentando il divario anziché ridurlo.

2. Partire dall’analisi del contesto e dei bisogni reali

Ogni trasformazione efficace nasce dalla comprensione del contesto, dei fabbisogni digitali e dall’ascolto delle criticità. Definire obiettivi chiari, sostenibili e coerenti evita soluzioni standardizzate e scollegate dalla realtà.

3. Coinvolgere e attivare le persone attraverso co-progettazione e ingaggio

I processi di trasformazione funzionano quando le persone sono coinvolte, ascoltate e rese protagoniste. Stimolare curiosità, affrontare le resistenze e costruire insieme le soluzioni facilita l’introduzione dei cambiamenti e aumenta il senso di appartenenza.

4. Accompagnare con uno stile di governance partecipativo e trasparente

Il digital leader favorisce una governance basata su ascolto, confronto, comunicazione chiara e co-responsabilità. Innovare insieme significa creare fiducia, dare l’esempio e rendere le persone parte attiva del cambiamento.

5. Agire come facilitatore del processo di cambiamento

Il ruolo del digital leader non si limita esclusivamente all’aspetto tecnico, ma favorisce l’accompagnamento delle persone al cambiamento, facilitando dialogo, connessioni, relazioni e collaborazioni. Stimola l’interazione tra persone all’interno e all’esterno dell’organizzazione in modo trasversale e partecipativo.

6. Sviluppare competenze attraverso formazione continua e condivisione

La crescita digitale è un processo continuo che integra competenze tecniche, relazionali e culturali. Formazione, mentoring e confronto tra pari sono leve chiave per promuovere la maturità digitale delle singole persone all’interno degli ETS.

7. Garantire tempi, sostenibilità e adattabilità nel processo

Il cambiamento digitale ha bisogno di tempo, flessibilità e sostenibilità economica e organizzativa. Esercitare “pazienza”, rispettare i diversi ritmi delle persone e valutare costi/benefici degli strumenti è fondamentale per evitare forzature.

8. Integrare etica, responsabilità e sicurezza nel digitale

La transizione digitale richiede attenzione a privacy, sicurezza e implicazioni etiche. In questo senso, il digital leader contribuisce alla valutazione delle scelte e delle eventuali conseguenze, ponendo attenzione al “bene comune”.

9. Promuovere una cultura del dato orientata all’impatto sociale

È importante promuovere analisi dei dati riguardanti la transizione digitale per restituirli alle persone coinvolte e dare rilievo del valore sociale generato.

10. Dare senso al cambiamento attraverso narrazione e consapevolezza

Il digital leader aiuta a leggere il percorso fatto, a costruire una narrazione condivisa del cambiamento e a renderlo patrimonio comune dell’ente. Restituire significato motiva le persone e permette all’organizzazione di affrontare con maggiore consapevolezza le sfide future.

 

Note

  1. Non Profit Digital Leaders intende rafforzare le competenze digitali delle organizzazioni del Terzo Settore attraverso attività di formazione e accompagnamento dedicate alle realtà partner, ma anche sviluppando una cultura che aiuti il mondo non profit a raggiungere la maturità digitale. Non Profit Digital Leaders è promosso da TechSoup Italia attraverso SocialTechno Impresa Sociale srl e coinvolge come partner: Agorà Soc. Coop. Sociale; Altri Colori Cooperativa Sociale Onlus; Associazione Internazionale NEW HUMANITY ETS; Cooperativa Sociale Società Dolce; Cooperativa Sociale Spazi Nuovi; EQUA Cooperativa Sociale; Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus; Il Faro Società Cooperativa Sociale; La Nuvola Società Cooperativa Sociale; SEACOOP Società Cooperativa Sociale; UISP – Unione Italiana Sport per Tutti. Sono inoltre coinvolti: IFOA – Centro di Formazione, che garantisce la certificazione delle competenze acquisite dai partecipanti ai percorsi formativi; Tebat, società di consulenza organizzativa che guida la Comunità di Pratica; Percorsi di Secondo Welfare, che si occupa della comunicazione trasversale di progetto.