Rassegna Stampa
Filantropia e fiducia / Terzo Settore / Fondazioni

Terzo Settore, se l’IA trasforma i bandi in una lotteria

Proposte progettuali sempre più numerose e impeccabili mandano in tilt i sistemi di selezione degli enti filantropici. La via d’uscita? Potrebbe essere costruire relazioni di fiducia tra chi finanzia e chi opera nei territori. A dirlo è Claudio Arestivo su Avvenire.
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Due anni fa serviva un mese o poco più per scrivere una proposta progettuale, oggi basta una settimana e il risultato è di qualità nettamente superiore. Ma il sistema della filantropia non sta meglio, anzi. È da questo paradosso che parte Claudio Arestivo, coordinatore di un’organizzazione non profit palermitana e animatore di diverse esperienze di impresa sociale, in un intervento su Avvenire. La sua tesi è netta: l’intelligenza artificiale generativa ha di fatto decretato la fine del sistema dei bandi, anche se nessuno lo ha ancora annunciato. Non per effetto di una maturazione culturale del settore, osserva l’autore, ma di uno strumento – il bando – apparentemente indifferente a qualsiasi idea di cambiamento, che oggi porta alla moltiplicazione delle proposte (sempre più perfette), ingolfa valutatori e dilata tempi di risposta.

Per sostenere questa tesi Arestivo riflette su alcuni numeri. Il bando ACT di Fondazione Unipolis ha ricevuto 1.046 candidature (+47% rispetto al 2025) per circa 3 progetti finanziati: un tasso di approvazione dello 0,29%, paragonabile alla probabilità di fare ambo al lotto. Sul fronte europeo, per alcune call del programma CERV si sarebbe passati da tassi di approvazione del 47% nel 2021/22 al 6% nel 2025, nonostante l’aumento dei budget. Da qui la proposta di Arestivo: se è impossibile stabilire che 3 proposte su 1000 siano oggettivamente migliori delle altre, meglio che i finanziatori individuino direttamente le organizzazioni e co-progettino con loro gli interventi, risparmiando a centinaia di enti migliaia di ore di lavoro gratuito. Perché, scrive, “basterebbe una passeggiata di un’ora nel quartiere” per capire più di quanto possa trasmettere un formulario di 70 pagine.

È una prospettiva che incrocia da vicino il lavoro che Percorsi di Secondo Welfare avanti sta portando avanti sulla filantropia basata sulla fiducia a partire dal Rapporto “Filantropia basata sulla fiducia: promuovere l’innovazione e il cambiamento sociale investendo sulle relazioni”, scritto da Eleonora Rossero e Franca Maino, che analizza proprio i limiti del modello “a progettificio” e le pratiche trust-based (finanziamenti di lungo periodo e non vincolati, semplificazione, relazioni paritarie) che diversi enti filantropici stanno sperimentando. Dalla ricerca è nato il focus Filantropia e Fiducia, che raccoglie riflessioni, interviste e casi dall’Italia e dal mondo, di cui abbiamo parlato anche sulle pagine del Corriere della Sera e al centro del nostro podcast Intrecci.

La mazzata dell’IA sui bandi per il Terzo settore
Claudio Arestivo, Avvenire, 15 settembre 2026