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Il 3 giugno a Padova si è conclusa la decima edizione del Premio Angelo Ferro per l’innovazione nell’economia sociale, l’iniziativa che valorizza il lavoro degli enti di Terzo Settore capaci di intercettare bisogni sociali emergenti attraverso risposte innovative, sostenibili e radicate nei territori.  Ad aggiudicarsi l’edizione 2026 è stata la cooperativa sociale Addiopizzo Travel, scelta per la sua capacità di trasformare il turismo in esperienza di educazione civica e di economia sostenibile ed etica. Ma andiamo con ordine.

Premio Angelo Ferro: dieci anni al fianco dell’innovazione sociale 

Il Premio Angelo Ferro è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e il patrocinio di CSVnet, ACRI e Forum Terzo Settore. L’iniziativa è dedicata alla memoria del professor Angelo Ferro, scomparso nel 2016, imprenditore e docente universitario che nel corso della sua vita ha ricoperto numerosi incarichi nel mondo economico, sociale e culturale, impegnandosi in particolare nella promozione di iniziative a favore delle persone e delle comunità.

Il Premio nasce per riconoscere e sostenere gli enti del Terzo Settore che contribuiscono a innovare l’economia sociale italiana, realizzando interventi capaci di rispondere a bisogni complessi attraverso modelli organizzativi originali, attenzione alla sostenibilità e capacità di generare valore sociale.

Negli anni l’iniziativa ha dato visibilità a esperienze molto diverse tra loro ma accomunate dalla capacità di sperimentare soluzioni concrete in ambiti come l’inclusione sociale e lavorativa, la tutela dei diritti, la cura, l’educazione, la sostenibilità ambientale, la cultura e la rigenerazione dei territori.

L’edizione 2026 del Premio

La decima edizione del Premio Angelo Ferro ha raccolto 257 candidature, provenienti soprattutto da Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia, ma vi è stata anche la presenza di candidature dal Sud e dalle Isole (23%). Tra queste, non senza difficoltà vista la qualità delle iniziative presentate, la Giuria (cui partecipa anche il nostro Scientific Supervisor Maurizio Ferrera) ha selezionato 20 realtà che si sono distinte per l’innovatività della loro azione nel campo dell’economia sociale. 

A seguito di un’ulteriore valutazione sono quindi state individuate le 5 finaliste che hanno preso parte alla cerimonia di premiazione svoltasi il 3 giugno presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Padova.

In tale occasione è stata annunciata l’organizzazione vincitrice: Addiopizzo Travel. A proclamare il vincitore di questa edizione è stato Gilberto Muraro, Past President di Fondazione Cariparo e Professore Emerito di Scienza delle Finanze Università di Padova. All’evento sono inoltre intervenuti Daniela Mapelli, Rettrice dell’Università di Padova; Cristina Balbo, Direttrice Regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo; Tiziano Vecchiato, Presidente di Fondazione Emanuela Zancan; Stefano Zamagni, Professore Emerito di Economia Politica dell’Università di Bologna; e Paolo Gubitta, Professore Ordinario di Organizzazione Aziendale dell’Università di Padova.

La realtà vincitrice e le altre finaliste

Come detto, il premio Angelo Ferro 2026 è andato a Addiopizzo Travel, realtà nata a Palermo nel 2009, come spin-off dell’associazione antimafia Addiopizzo, che promuove un turismo responsabile e mafia-free. Nello specifico, collabora con imprese che rifiutano di pagare il pizzo e con realtà attive nei beni confiscati alla mafia, organizzando viaggi, percorsi educativi e incontri con attivisti e imprenditori. Dal 2009 ha coinvolto oltre 104.000 viaggiatori da tutto il mondo, tra cui circa 40.000 studenti, trasformando il turismo in un’esperienza di educazione civica, sostenibilità ed economia etica.

Le altre 4 quattro realtà finaliste sono:

  • Gustolibero Società Cooperativa Sociale Onlus di Roma, nata da un’esperienza di volontariato nel carcere minorile di Casal del Marmo. Nel 2023 ha avviato “Pastificio Futuro”, un laboratorio di pasta secca artigianale interno all’istituto, pensato per offrire opportunità formative e lavorative a giovani in percorsi di detenzione e reinserimento.
  • L’Orsa Maggiore Cooperativa Sociale ETS di Napoli accompagna persone e famiglie in condizione di vulnerabilità. Nel 2020 ha avviato “Legami nutrienti”, un progetto dedicato alla prevenzione dei maltrattamenti e delle fragilità, con l’obiettivo di rafforzare reti di cura, protezione e sostegno nei contesti familiari e comunitari.
  • MAGMA Srl Impresa Sociale, nata a Milano, lavora per l’inclusione socio-lavorativa di persone giovani con fragilità. Gestisce So.De – Social Delivery, un servizio di delivery sociale realizzato con cargo bike, che coniuga sostenibilità ambientale, lavoro inclusivo e prossimità urbana.
  • Rio Terà dei Pensieri Società Cooperativa Sociale, nata a Venezia, si occupa di reinserimento sociale e lavorativo di persone detenute. Da anni produce borse e accessori di qualità attraverso il recupero e la valorizzazione di rimanenze di varia natura dimostrando come il lavoro possa diventare uno strumento concreto di autonomia, dignità e inclusione.

L’importanza di un’iniziativa come il Premio Angelo Ferro

Iniziative come il Premio Angelo Ferro sono importanti perché contribuiscono a rendere visibili esperienze di innovazione sociale che spesso nascono nei territori, a contatto diretto con bisogni complessi e trasformazioni profonde.

Come spiegavamo qui, la cosiddetta prize philanthropy, se ben costruita, non rappresenta soltanto un meccanismo di erogazione di risorse economiche. Essa può diventare anche uno strumento per riconoscere e diffondere pratiche innovative, rafforzare la reputazione degli enti, favorire nuove connessioni e portare all’attenzione pubblica temi che rischiano di restare ai margini del dibattito.

In questo senso, il Premio Angelo Ferro continua a offrire uno sguardo privilegiato sull’evoluzione dell’economia sociale italiana: un campo plurale, attraversato da sfide organizzative e finanziarie, ma anche da una forte capacità di sperimentazione. Anche le realtà finaliste del 2026 mostrano come il Terzo Settore possa generare risposte concrete in ambiti molto diversi, costruendo percorsi di inclusione, legalità, cura e sostenibilità capaci di produrre valore per le comunità.