La ricerca scientifica fa molto più che produrre dati: ci regala parole capaci di ribaltare le nostre prospettive e trasformarsi in veri e propri metodi di lavoro. È il caso del concetto di perinatal space of care, che si può tradurre con “spazio perinatale di cure”. Si tratta di una visione d’insieme che unisce l’approccio bio-psicosociale, le recenti scoperte sullo sviluppo nei primi mille giorni di vita e la cornice sistemica del Nurturing Care Framework.
Il suo obiettivo è superare la storica frammentazione dei servizi che fanno capo a settori diversi (sanitario, sociale, educativo, culturale). Oggi, infatti, i neogenitori si trovano spesso in un labirinto di servizi scollegati tra loro: l’assistenza prenatale da una parte, il supporto psicologico dall’altra, e i servizi sociali o familiari in un terzo luogo ancora. Labirinto, tra l’altro, pieno di aree e momenti poco o per nulla presidiati e di diseguaglianze sociali e territoriali.
Il concetto di “spazio perinatale di cure” pone innanzitutto maggiore attenzione al periodo intorno alla nascita in modo integrato e multidisciplinare. Se fosse attuato in termini organizzativi, ridurrebbe sia le difficoltà di accesso, sia i tempi per ottenere l’intervento di altri servizi e figure professionali. Potrebbe, infatti, tradursi in centri che offrono, in spazi fisici contigui, gli incontri prenatali e di accompagnamento post-parto, le attività di supporto alla responsività genitoriale, i bilanci di salute; luoghi in cui il collegamento multidisciplinare sia reale, dove la cura della salute dialoghi con il supporto genitoriale individuale e di gruppo. I genitori, in quanto tali, potrebbero trovare in un solo luogo ciò che è utile alla crescita e ai bisogni di sviluppo, senza lo stigma della fragilità o del rischio, e con la semplificazione burocratica necessaria a garantire la frequenza, in particolare, per le famiglie straniere o socialmente isolate.
La solitudine dei neogenitori e il nodo dell’universalità
La realtà odierna racconta una storia fatta di ostacoli pratici, smarrimento e profonda solitudine per la maggioranza di neogenitori. Le fatiche e il disorientamento degli adulti non sono senza conseguenze: possono influenzare sia la quantità sia la qualità del tempo e delle attenzioni rivolte a neonati e neonate. Se queste attenzioni mancano, bambini e bambine rischiano di cristallizzare vulnerabilità, che li esporranno molto di più alle avversità della vita. Diventa allora urgente rilanciare un concetto per troppo tempo rimasto ai margini: l’accompagnamento ai neogenitori su base universale.
Si tratta di un’idea, nata tra gli anni ’70 e ’80: mettere al centro la dimensione affettiva ed emotiva della nascita accanto alle cure sanitarie materno-infantili. Purtroppo, a distanza di mezzo secolo, quel modello è rimasto in gran parte sulla carta. Oggi solo una minoranza di donne accede a percorsi di accompagnamento che vadano oltre la mera “preparazione al parto”, non tutte le nascite seguono i principi della neonatal developmental care. Nonostante le linee guida ministeriali e della società di neonatologia, si è assistito, con la impropria giustificazione del Covid-19, a passi indietro in alcuni punti nascita, ad esempio con restrizioni alla presenza dei partner in sala parto o in reparto. Nel post-parto, poi, la possibilità di confrontarsi con professionisti o con altri genitori è rara, e il coinvolgimento dei padri – nonostante il loro crescente desiderio di partecipazione – è ancora marginale.
Figura 1
Fattori socio-demografici e assistenziali associati alla mancata partecipazione al corso di accompagnamento alla nascita
| Nessuna partecipazione al corso nella gravidanza attuale o in una precedente | OR agg.* | IC 95% |
|---|---|---|
| Precedenti parti | ||
| multipare | 1 (rif.) | – |
| nullipare | 0,44 | 0,42–0,47 |
| Cittadinanza | ||
| italiana | 1 (rif.) | – |
| straniera | 6,78 | 6,35–7,25 |
| Scolarità | ||
| alta | 1 (rif.) | – |
| media | 1,68 | 1,58–1,79 |
| bassa | 3,20 | 2,95–3,47 |
| Età | ||
| <25 anni | 2,35 | 2,10–2,64 |
| 25-34 anni | 1 (rif.) | – |
| ≥35 anni | 1,04 | 0,98–1,10 |
| Servizio utilizzato in gravidanza | ||
| pubblico | 1 (rif.) | – |
| privato | 0,98 | 0,92–1,04 |
Fonte: Regione Emilia-Romagna, La nascita in Emilia-Romagna. 22° Rapporto sui dati del Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) – Anno 2024.
Una visione olistica per i primi mille giorni
Perché investire così tanto proprio su questa finestra temporale? Concentrare gli sforzi sui primi 1000 giorni di vita – dal concepimento ai due anni d’età – significa proteggere e sostenere lo sviluppo in un’epoca che può essere ad un tempo vulnerabile e fruttifera, con benefici importanti e duraturi sulla salute fisica, mentale, sull’apprendimento e sulla socialità delle nuove generazioni.
Adottare una visione olistica significa integrare la promozione di buone pratiche, la prevenzione, con il supporto alla salute mentale e le attività educative per i genitori, seguendo il principio dell’universalismo proporzionato, che prevede che intensità e complessità degli interventi rispondano ai bisogni che emergono. Le profonde trasformazioni che accompagnano la nascita possono generare in qualsiasi famiglia, anche laddove il rischio di fragilità sia latente e non conclamato, squilibri e vulnerabilità spesso interconnesse, quindi non prevenibili o affrontabili con efficacia da singoli servizi; perciò è indispensabile superare la frammentazione dei settori delle politiche pubbliche e l’investimento in risorse e interventi senza una concertazione comune.
Lo spazio perinatale di cure richiede investimenti concertati, accordi intersettoriali, comandi di servizio specifici per l’integrazione e l’attivazione di formazione multiprofessionale per tutto il personale coinvolto, così da garantire messaggi coerenti e aggiornamento e visione condivisi.
Come raggiungere tutti e tutte: una proposta di organizzazione dei servizi
Per invertire la rotta, la proposta di CSB ETS delinea un modello operativo chiaro: agganciare attivamente i genitori già durante la gravidanza (l’ecografia morfologica può costituire un buon momento di contatto), per poi accompagnarli lungo un percorso multidisciplinare continuo per i primi mille giorni, con una presenza più intensa e dedicata nel delicato periodo del puerperio.
L’obiettivo è relazionale e sociale: si vuole costruire un “contatto caldo”, un canale di fiducia per dialogare sulla genitorialità, offrire supporto pratico su temi cruciali come lo sviluppo nella prima infanzia, l’allattamento, le buone pratiche, il benessere familiare e informare sui servizi disponibili, accompagnando le persone verso spazi di prossimità per la condivisione attiva e partecipata dell’esperienza genitoriale. Un’attenzione speciale va riservata al benessere e alla salute mentale, aree che recenti indagini dell’Istituto Superiore di Sanità indicano come a tutela insufficiente e frammentata sul territorio nazionale, persino dove i servizi sanitari sono considerati eccellenti.
Questa visione configura la costruzione intenzionale di un ecosistema di servizi e opportunità che accompagnano i primi mille giorni, inteso anche come elemento facilitatore della rete territoriale che connette punti nascita, consultori, pediatria di famiglia, i servizi sociali, le realtà educative e culturali.
È giunto il momento di andare oltre le sperimentazioni locali, pur virtuose, per introdurre un cambiamento strutturale e omogeneo sul territorio nazionale nel nostro sistema di welfare. Solo così potremo garantire a ogni neogenitore il sostegno che merita e a ogni bambina e bambino la certezza di poter sviluppare appieno le proprie potenzialità.
Per approfondire
- COFACE Families Europe (2025), Quality in Early Childhood Education and Care, COFACE Families Europe Position Paper, Bruxelles. Link al documento
- Gigantesco A., Camoni L., Mirabella F., Starace F., Calamandrei G. e Gruppo di Lavoro “Equità e Salute” (2025), Strutture e attività dei servizi di salute mentale nelle Regioni italiane: un’analisi nel periodo 2015-2023, Roma, Istituto Superiore di Sanità (Rapporti ISTISAN 25/26). Link al rapporto
- La nascita in Emilia-Romagna. 21° Rapporto sui dati del Certificato di Assistenza al Parto (CedAP) – Anno 2023. DOI: 10.13140/RG.2.2.35580.86407
- Tamburlini G. (2026), Un sistema coordinato e integrato di servizi per l’accompagnamento e il supporto alle famiglie nei primi 1.000 giorni, Medico e Bambino, 45(5), pp. 324-325. DOI: 10.53126/MEB45324
- Tamburlini G., Iannelli E. (2025), In punta di piedi. Incontri individuali e visite domiciliari dalla gravidanza ai primi mesi di vita: una componente essenziale di un sistema di servizi integrati per l’accompagnamento e il sostegno ai genitori nei primi 1000 giorni di vita, CSB. Link al documento
- Unicef (2026), Eppur siam soli. La salute mentale dei genitori nella prima infanzia: una questione di salute pubblica e di diritti di bambine e bambini, maggio 2026. Link al rapporto