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Primo Welfare / pensioni

Il sistema previdenziale è sostenibile, ma bisogna continuare a seguire alcuni principi fondamentali

È quanto emerge dall'undicesimo rapporto annuale curato da Itinerari Previdenziali, che offre una fotografia aggiornata del sistema che permette di fare valutazioni importanti sul futuro.
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È stato presentato “Il Bilancio del Sistema Previdenziale italiano. Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2022“, l’Undicesimo Rapporto sul sistema previdenziale italiano. Curato dal Comitato Tecnico Scientifico e dagli esperti del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, è oggi l’unico documento disponibile nel nostro Paese in grado di racchiudere sia una visione d’insieme del nostro complesso sistema previdenziale, sia una riclassificazione all’interno del più ampio bilancio dello Stato della spesa sostenuta per il welfare.

Lo studio illustra gli andamenti della spesa pensionistica, delle entrate contributive e dei saldi delle differenti gestioni pubbliche e privatizzate che compongono il sistema pensionistico obbligatorio italiano, mettendo in evidenza le principali variabili (numero degli iscritti attivi, numero dei pensionati, contribuzione media,  pensione media  e relativi rapporti economici e demografici) che fotografano la situazione di INPS e Casse di Previdenza dei liberi professionisti al 2022, ultimo anno di rilevazione per il quale sono disponibili dati completi.

L’obiettivo del Rapporto è fornire indicatori utili non solo a valutare i bilanci correnti, ma anche a definire la sostenibilità di medio e lungo termine del sistema e delle sue modalità di finanziamento. Il Rapporto, in tal senso, offre una valutazione sulla progressione nel tempo del rapporto tra spesa totale per il sistema di protezione sociale e PIL, indispensabile a valutarne la tenuta in un Paese caratterizzato – tra le altre cose – da scarsa produttività e da un elevato debito pubblico. Completano il quadro un’analisi dettagliata su tipologia e importo delle prestazioni erogate, età di pensionamento e meccanismi di anticipo: ulteriori elementi essenziali per una valutazione dell’adeguatezza nostro sistema previdenziale, anche alla luce del progressivo invecchiamento cui la popolazione italiana sta andando incontro.

Volendo trarre qualche prima conclusione, a oggi il sistema è sostenibile e lo sarà anche tra 10-15 anni, quando la maggior parte dei baby boomer nati dal Dopoguerra al 1980 – in termini previdenziali assai significativi data la loro numerosità – si saranno pensionati” ha spiegato il Presidente di Itinerari Previdenziali Alberto Brambilla. “Perché si mantenga questo sottile equilibrio, sarà però indispensabile intervenire in maniera stabile e duratura, tenendo conto di alcuni principi fondamentali: 1) le età di pensionamento, attualmente tra le più basse d’Europa, che dovranno gradualmente aumentare evitando il ricorso a eccessive anticipazioni; 2)l’invecchiamento attivo dei lavoratori, attraverso misure volte a favorire un’adeguata permanenza sul lavoro delle fasce più senior della popolazione; 3) politiche attive del lavoro da realizzare di pari passo con un’intensificazione della formazione professionale, anche on the job; 4) la prevenzione, intesa in senso più ampio come capacità di progettare una vecchiaia in buona salute” .

 

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Foto di copertina: Alexas_Fotos, Pixabay