Rassegna Stampa
Primo Welfare

In Danimarca lo Stato paga chi va all'università

Un reportage del Corriere della Sera racconta il peculiare modello adottato dal Paese scandinavo, dove il sistema universitario è gratuito e il Welfare State sostiene economicamente i giovani che scelgono di studiare

In vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio il Corriere della Sera ha lanciato Cento Giorni in Europa, una serie di reportage sui Paesi membri della UE (e non solo) di cui vi abbiamo già raccontato segnalandovi il report sulla Svezia e il suo modello di conciliazione.

Il 26 marzo Orsola Riva ha curato un interessante approfondimento sulla Danimarca e sul suo peculiare sistema universitario. Gli studenti danesi, infatti, non solo possono accedere gratuitamente alla formazione accademica, ma possono contare anche sullo Statens Uddannelsesstøtte, una misura di welfare che lo Stato garantisce a tutti coloro che studiano, indipendentemente dal loro reddito. Si tratta di un sussidio consistente – può arrivare fino a un massimo di 825 euro al mese – e che assorbe, insieme ai prestiti calmierati dedicati ai più giovani, circa l’1% del Pil nazionale

Visto da fuori può sembrare un sistema assistenziale, ma in realtà è tutto l’opposto: un incentivo a uscire di casa presto e imparare a cavarsela da sé, tant’è che per quei pochi che non se ne vanno subito l’assegno di Stato è molto più striminzito: fra i 125 e i 350 euro a seconda del reddito familiare.

L’obiettivo dichiarato è dare a tutti, ricchie poveri, le stesse possibilità di frequentare l’università, sgravare la famiglia dagli obblighi della protezione sociale e permettere ai ragazzi di diventare indipendenti, spingendoli a trovare un lavoro e contribuire così a incrementare la fiscalità generale.  

Se vivi in una piccola città universitaria lo Statens Uddannelsesstøtte può anche bastarti, ma a Copenaghen gli alloggi sono carissimi e così molti si cercano un lavoro. Sicché gli studenti da un lato percepiscono il sussidio, dall’altro contribuiscono a finanziare il welfare con le imposte pagate sui loro redditi.

La Danimarca non è l’Italia: la popolazione è un decimo della nostra, tutti pagano le tasse (nonostante siano molto alte, fino al 56% per i redditi più alti), le diseguaglianze sono minime. Fare paragoni è difficile. Ma resta il fatto che il tasso dei laureati del Paese sia uno dei più alti d’Europa (oltre il 50% nella fascia 30-34 anni) e – nonostante non sia membro dell’UE e negli ultimi anni abbia avviato una stretta per evitare il cosiddetto "turismo del welfare" – attiri ogni anno migliaia di studenti stranieri, che spesso scelgono di restare. Garantendo manodopera qualificata. Perché non provare, almeno, ad ispirarsi al modello di Copenaghen? 


Benvenuti nel Paese dove ti pagano per studiare
Orsola Riva, Corriere della Sera, 28 marzo 2019