3 ' di lettura
Salva pagina in PDF

Il nuovo Piano Nazionale per l’assistenza agli anziani non autosufficienti introduce criteri più equi per distribuire le risorse tra le Regioni, ma lascia invariati i principali nodi del settore: un’assistenza ancora frammentata, pochi servizi territoriali a sostegno delle famiglie e risorse insufficienti per rispondere ai bisogni degli anziani non autosufficienti.

È questo il giudizio espresso dal Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza , rete che riunisce oltre 60 realtà che si occupano a vario titolo del tema, tra cui Percorsi di Secondo Welfare – analizzando il primo documento di programmazione successivo all’approvazione della Legge 33/2023 sulla Riforma della Non Autosufficienza (si veda qui e qui per approfondire). Il Patto attraverso un paper evidenzia infatti come il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2025-2027, pur collocandosi nel percorso della Riforma, finisca per consolidare l’esistente senza introdurre cambiamenti strutturali e senza dare piena attuazione agli obiettivi di trasformazione del sistema di assistenza.

Un passo in avanti

L’unico aspetto positivo del Piano – precisa la rete in un comunicato stampa diffuso nella giornata di oggi – riguarda i nuovi criteri di riparto del Fondo per le non autosufficienze (FNA). Superando il vecchio sistema basato in gran parte sulla popolazione residente, le risorse vengono ora distribuite tra le Regioni utilizzando indicatori più aderenti ai bisogni reali: la popolazione ultra75enne (esposta al rischio), i titolari di indennità di accompagnamento (bisogno già riconosciuto) e le persone con disabilità grave. Questo cambiamento secondo il Patto rappresenta un importante passo avanti verso una distribuzione delle risorse più equa e coerente con le finalità del Fondo, tuttavia il risultato complessivo è insoddisfacente e inadeguato al reale bisogno.

Per le famiglie la riforma resta solo sulla carta

Il comunicato prosegue indicando poi le criticità che impediscono una ricaduta pratica sulla vita quotidiana delle persone. Il Piano Non Autosufficienza approvato dal Governo mantiene, infatti, una frammentazione, limitando il coordinamento ai soli servizi sociali, mentre l’ambizione della riforma era quella di creare una programmazione che unisse sociale, sanità e INPS. Per le famiglie questo significa continuare a dover “ricomporre da sole” percorsi, uffici e procedure differenti. E ancora, sono poco chiari i diritti: sebbene si parli di Livelli Essenziali (LEPS), manca ancora una definizione precisa di “che cosa” il cittadino abbia diritto a ricevere concretamente in base al proprio bisogno. Il Piano definisce l’organizzazione del sistema, ma non quale prestazione sia realmente esigibile dai cittadini. Infine, gli aderenti al Patto denunciano un arretramento sui servizi. Il Piano rinuncia a utilizzare il Fondo come leva per obbligare le Regioni a investire in assistenza domiciliare e servizi alla persona, lasciando spazio alla mera erogazione di trasferimenti monetari che non risolvono il carico assistenziale quotidiano. In questo modo – dichiara il Patto – la riforma resta solo sulla carta, e non entra nelle case.

Le risorse non sono aumentate e quelle che ci sono non bastano

Inoltre, nonostante l’aumento nominale dei fondi previsti per i prossimi anni che da 914 milioni nel 2024 arriveranno a 1,1 miliardi di euro nel 2027, l’attuale Governo non ha stanziato alcuna nuova risorsa strutturale. I coordinatori del Patto Cristiano Gori, Eleonora Vanni spiegano che crescita del finanziamento deriva infatti dall’attuazione della traiettoria di incremento definita nel 2021 dal Governo Draghi, anche a seguito delle campagne di pressione del Patto. In questa condizione le risorse finanziarie oggi disponibili rimangono largamente insufficienti per rispondere alla crescita dei bisogni di una popolazione che invecchia velocemente.

Le proposte del Patto per la legge di bilancio

Il tema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti sarà al centro di una conferenza stampa on line che si svolgerà il 16 luglio alle ore 11.30. Con l’occasione il Patto illustrerà le sue proposte per la Legge di Bilancio 2027.

 

 

Foto di copertina: Stu Lauren, Unsplash.com