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La transizione all’età adulta è un percorso complesso, fatto di scelte, ostacoli e opportunità. In Italia, molti giovani vivono a lungo con i genitori, faticano a trovare un lavoro stabile, rimandano scelte come la convivenza o la genitorialità, e spesso si sentono esclusi dai processi decisionali. In questo contesto, i giovani si confrontano infatti con vincoli economici, culturali e istituzionali che possono facilitare o rallentare il loro cammino.

È proprio su questi temi che si concentra MiAMoving into Adulthood, un programma di ricerca che propone una lettura innovativa e multidimensionale della condizione giovanile, articolandosi in tre progetti distinti ma complementari: MAYBE, START e YEP!.

Coordinati dalla professoressa Simona Guglielmi dell’Università degli Studi di Milano nell’ambito delle attività di spsTREND (Laboratorio di ricerca sul cambiamento sociale e politico Hans Schadee dell’Università degli Studi di Milano), questi progetti indagano il ruolo dei valori, delle disuguaglianze e della partecipazione politica nella costruzione della transizione alla vita adulta dei giovani.

Nel fare ciò, adottano un approccio che ha molti aspetti in comune con il secondo welfare, coinvolgendo in fase sia di progettazione che di disseminazione attori del territorio, scuole, enti locali e organizzazioni della società civile. L’obiettivo è duplice: produrre conoscenza scientifica e generare impatto sociale; in linea anche con la terza missione dell’università.

Di seguito raccontiamo più nel dettaglio questi progetti che, da diversi punti di vista, nell’ambito di MiA si occupano della transizione alla vita adulta dei giovani.

MAYBE: Moving into Adulthood in uncertain times

Finanziato da Fondazione Cariplo, il progetto MAYBE – Moving into Adulthood in uncertain times, quasi giunto alla conclusione (il 15 gennaio a Milano si svolgerà l’evento finale), analizza come i giovani lombardi affrontano il passaggio alla vita adulta. Lo fa interrogandosi su quali valori (individuali, familiari, sociali) influenzano questo momento, e su come il contesto istituzionale possa favorirlo o ostacolarlo. Attraverso survey, studi di caso e laboratori territoriali, MAYBE mette in luce le differenze tra territori e gruppi sociali, offrendo spunti utili per politiche locali più inclusive1.

Uno dei moduli centrali del progetto MAYBE è quello sulle Local Youth Policies, dedicato all’analisi qualitativa delle politiche giovanili in cinque comuni lombardi: Bergamo, Cinisello Balsamo, Cremona, Desio e Varese (selezionati grazie alla mappatura dello studio Politiche per e con i giovani 2021 condotto da AnciLab).

Tra settembre 2022 e febbraio 2023, sono state realizzate 18 interviste in profondità a giovani tra i 15 e i 27 anni, selezionati in modo da garantire equa rappresentazione per genere, cittadinanza e fascia d’età. Tutti i giovani intervistati avevano partecipato ad almeno una iniziativa di politiche giovanili promossa dal proprio comune: progetti di orientamento e formazione, co-design di servizi con il Terzo Settore (spesso sostenuti da fondi europei), oppure attività degli sportelli Informagiovani.

Le interviste hanno esplorato le esperienze personali e i percorsi di transizione ai ruoli adulti, il contesto di appartenenza e il rapporto con le istituzioni locali e il ruolo delle iniziative comunali nella costruzione dell’autonomia. Questi incontri hanno restituito una rappresentazione “dal basso” delle politiche giovanili, mostrando come anche esperienze limitate o episodiche possano generare impatti significativi. Infatti, benché la partecipazione possa apparire sporadica o disimpegnata, le testimonianze raccolte dimostrano che i giovani sono pronti a cogliere opportunità quando queste vengono offerte e riconosciute. Responsabilizzarsi è un processo dinamico, che si costruisce nel tempo, anche attraverso piccole esperienze di partecipazione attiva.

Le dinamiche attivate dalla partecipazione giovanile possono essere riassunte così:

  • maggiore avvicinamento alle istituzioni e agli spazi dedicati;
  • senso di inclusione sociale e appartenenza;
  • sviluppo del senso di sé e della propria autoefficacia;
  • scoperta della propria agency;
  • sperimentazione di responsabilità e indipendenza;
  • valorizzazione delle competenze e apprendimento organizzativo.

La ricerca mostra come il contesto istituzionale locale possa diventare una risorsa cruciale: un capitale relazionale e simbolico che offre opportunità diversificate attraverso le progettualità comunali e del Terzo Settore. Perché questo potenziale si realizzi, è necessario riconoscere il valore delle politiche giovanili di empowerment, capaci non solo di “inserire” i giovani nella società, ma di “equipaggiarli” per partecipare pienamente al mondo che cambia.

Oltre alle interviste ai giovani, il progetto MAYBE ha condotto 17 interviste in profondità a policy maker e policy designer attivi nei cinque comuni coinvolti. Questi incontri hanno permesso di esplorare il punto di vista di chi, a livello locale, progetta e implementa politiche giovanili, offrendo una lettura preziosa delle sfide e delle opportunità che caratterizzano il lavoro con e per i giovani. Le interviste hanno evidenziato due approcci principali adottati dalle amministrazioni comunali:

  • Integrazione: un modello che mira a coordinare settori diversi (istruzione, occupazione, salute, tempo libero) e stakeholder locali per affrontare in modo sinergico le sfide giovanili.
  • Partecipazione: un approccio che valorizza il coinvolgimento diretto dei giovani nella definizione e attuazione delle politiche che li riguardano.

Questi approcci, spesso coesistenti, si adattano alle specificità socio-economiche e demografiche dei territori e alle opportunità di finanziamento disponibili. Le testimonianze raccolte mostrano come la governance locale delle politiche giovanili sia in continua evoluzione, e come la collaborazione tra enti pubblici, scuole, terzo settore e giovani stessi possa generare soluzioni innovative e inclusive.

Un altro pilastro del progetto MAYBE è il modulo di ricerca From Adolescence to Young Adulthood, che ha previsto la realizzazione di una short-term panel survey strutturata in due fasi di rilevazione.

La fase 1 ha coinvolto complessivamente 81 scuole secondarie di secondo grado della Lombardia e 2.756 studenti delle classi quinte, selezionati tramite campionamento probabilistico sistematico con stratificazione per percorso di studio e provincia. La somministrazione dei questionari è avvenuta in classe attraverso una rete di 21 intervistatori formati congiuntamente al team di ricerca dell’Università degli Studi di Milano. Oltre al questionario rivolto agli studenti, è stata raccolta una scheda compilata dai dirigenti scolastici per rilevare informazioni sul contesto scolastico. La scelta di coinvolgere gli studenti dell’ultimo anno delle superiori non è casuale: si tratta di ragazze e ragazzi che si trovano ad affrontare una delle prime grandi decisioni della vita adulta, ovvero “cosa farò dopo la maturità?”. È un momento cruciale, in cui si delineano le prime traiettorie di autonomia, tra studio, lavoro e scelte personali. Il questionario includeva temi come: dati socio-anagrafici, famiglia di origine, tappe ideali dell’età adulta, idee sul futuro, tempo libero, relazioni, religione, appartenenza territoriale, intenzioni post-diploma, successo nella vita e atteggiamenti politici. Per le scuole della provincia di Milano è stato somministrato anche un’estensione del questionario che ha permesso di mappare le reti relazionali tra pari, sia dentro che fuori dal contesto scolastico.

La fase 2 dell’indagine ha previsto la somministrazione online di un secondo questionario agli studenti che avevano dato disponibilità a essere ricontattati circa un anno dopo la prima rilevazione. Questa seconda fase ha permesso di “ritrovare” i partecipanti nel momento in cui hanno già compiuto la scelta post-diploma, offrendo uno sguardo prezioso su cosa sia effettivamente successo: hanno proseguito gli studi? Sono entrati nel mondo del lavoro? Hanno cambiato idea? I questionari sono stati costruiti ispirandosi alle principali indagini nazionali e internazionali sui cambiamenti sociali e valoriali (come European Values Study, European Social Survey, ISSP, CILS4EU) e le indagini ISTAT. Per valorizzare il coinvolgimento delle scuole e restituire loro i risultati, il team di ricerca ha predisposto report personalizzati e materiali di sintesi, condivisi con i referenti scolastici contribuendo alla terza missione universitaria e promuovendo una cultura della valutazione e della partecipazione anche in ambito educativo.

A partire da questi risultati, MAYBE ha promosso, in collaborazione con AnciLab, una serie di Youth Policy Labs rivolti a policy maker e policy designer. Questi laboratori, tenuti tra gennaio e febbraio 2025, hanno avuto il duplice obiettivo di favorire la trasferibilità dei risultati della ricerca nelle politiche locali e stimolare il confronto tra attori territoriali impegnati nelle politiche giovanili.

I laboratori hanno evidenziato l’importanza di una governance collaborativa, capace di coinvolgere direttamente i giovani nella progettazione delle politiche. Sono stati presentati modelli innovativi di co-progettazione e co-produzione dei servizi, con esempi concreti come i progetti Youth Service Designer e Place Me Now nei comuni di Desio e Bergamo. Queste esperienze hanno mostrato come il passaggio da una governance verticale a un approccio partecipativo possa generare benefici in termini di empowerment, efficacia e sostenibilità.

Infine, è emersa la necessità di integrare temi come il benessere mentale, la cittadinanza attiva e l’occupabilità all’interno delle politiche giovanili, valorizzando strumenti come il Servizio Civile Universale e Dote Comune.

START – Surfing Transition to Adulthood: Resources and Timing

In linea con il progetto MAYBE, START – Surfing Transition to Adulthood: Resources and Timing indaga come i valori individuali (religiosità, etica, ruoli di genere, orientamenti politici), in relazione con quelli di genitori e pari, influenzino le aspettative di vita dei giovani a livello nazionale2.

Combinando l’approccio del life course con la letteratura sul cambiamento valoriale e la formazione delle credenze culturali, il progetto si concentra su meccanismi micro-sociali e analizza come la dissonanza o il conflitto intergenerazionale e interculturale influenzino le aspettative dei giovani e i loro piani per il futuro. In questo senso, START esplora la fase della vita definita come emerging adulthood, un periodo di esplorazione in cui i giovani testano possibilità in amore, lavoro e visioni del mondo, prima di assumere responsabilità adulte stabili.

Nello specifico, START si propone di esplorare come gli adolescenti immaginano e pianificano il proprio percorso verso l’età adulta, indagando le differenze nelle aspettative sui tempi e sui modi della transizione. Al centro dell’indagine c’è il ruolo dei valori individuali e delle influenze familiari, scolastiche e del gruppo dei pari nella costruzione dei progetti di autonomia analizzando anche come i vincoli strutturali e le opportunità offerte dal contesto locale contribuiscano a modellare la rappresentazione del futuro e le scelte di vita dei giovani.

La fase di rilevazione si è conclusa a giugno 2025, con la realizzazione di una survey su scala nazionale che ha coinvolto circa 3.000 studentesse e studenti in 80 scuole secondarie di secondo grado e circa 160 classi distribuite in modo rappresentativo sul territorio italiano.

Il campionamento è stato costruito secondo criteri utilizzati in ricerche nazionali e internazionali (es. ISTAT, CILS4EU), garantendo una copertura ampia e diversificata per tipo di scuola e provincia. La raccolta dati ha coinvolto studenti, genitori e docenti, con l’obiettivo di triangolare le prospettive e analizzare le dinamiche valoriali in modo integrato. I questionari hanno incluso item tratti da indagini consolidate come European Values Study (EVS Italy 2017), European Social Survey (ESS round 9, Timing of Life) e International Social Survey Programme (ISSP moduli su famiglia, ruoli di genere, identità nazionale e cittadinanza).

Per esplorare le norme sociali e le intenzioni comportamentali dei giovani, sono state inserite anche vignette sperimentali: scenari realistici con variabili controllate, utili per stimare l’effetto causale delle condizioni proposte sulle risposte.

Il disegno di ricerca ha permesso di integrare dati individuali e contestuali tra cui informazioni a livello di classe e scuola, aggregate dai questionari di studenti e insegnanti, schede compilate dai dirigenti scolastici per rilevare dati sul contesto educativo e dati socio-economici dei comuni di residenza, ricavati da fonti statistiche ufficiali.

START intende così promuovere una riflessione condivisa sul ruolo dei valori nella costruzione dei progetti di vita offrendo dati utili per orientare le politiche educative e sociali.

YEP! Youth Equality Participation

Il progetto YEP! – Youth Equality Participation nasce per indagare le disuguaglianze nella partecipazione politica dei giovani, con particolare attenzione all’intersezione tra genere ed etnia3. In Italia, come in molte democrazie europee, i giovani sperimentano una distanza crescente dalla politica istituzionale e incontrano ostacoli nell’accesso ai processi decisionali. Tuttavia, sono anche protagonisti di nuove forme di impegno, spesso non convenzionali, legate a temi come la giustizia sociale, i diritti LGBTQ+ e il cambiamento climatico.

YEP! si propone di comprendere come queste dinamiche si articolino all’interno delle diverse esperienze giovanili, riconoscendo che i giovani non sono un gruppo omogeneo, ma attraversato da differenze profonde legate a background culturale, condizione socioeconomica e genere

Finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dall’Università di Milano e dall’Università Cattolica, il progetto coinvolge anche organizzazioni della società civile come CoNNGI (Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni di Italiani) e Imprese sociali come il Consorzio Comunità Brianza. Questa rete consente di integrare competenze accademiche, esperienze di attivismo e pratiche territoriali, creando un ecosistema di ricerca e intervento capace di dialogare con i giovani e con le istituzioni.

YEP! adotta un approccio multidisciplinare e multi-metodo, che combinano ricerca qualitativa, realizzazione di una survey, analisi digitale e pratiche partecipative.

Tra le attività già realizzate, il progetto ha condotto focus group con giovani tra i 16 e i 25 anni, con l’obiettivo di esplorare le loro definizioni di politica e partecipazione e comprendere come percepiscono le disuguaglianze di genere ed etniche. Parallelamente, è stata avviata un’analisi delle nuove forme di partecipazione politica giovanile, con particolare attenzione all’esperienza vissuta sui social media in occasione delle Elezioni Europee del 2024 (8–9 giugno). Per raggiungere questo obiettivo, è stata adottata una duplice angolatura: da un lato, si è analizzato come i giovani candidati under 40 abbiano utilizzato le piattaforme digitali nella loro strategia di comunicazione elettorale, evidenziando le tematiche affrontate e l’influenza di fattori come partito di appartenenza, genere e fascia d’età; dall’altro, si è esplorato come i profili social più influenti per le nuove generazioni, tra cui giornalisti, testate editoriali indipendenti, influencer e attivisti, abbiano comunicato durante la campagna elettorale e su quali temi politici abbiano concentrato la loro attività informativa e divulgativa.

A queste attività si affianca una serie di interviste in profondità a giovani attivisti e attiviste, attualmente in corso, per indagare le traiettorie di impegno civico, le esperienze di discriminazione e le motivazioni che spingono all’azione politica. Tutto questo lavoro sta ora alimentando la fase di progettazione della survey, che sarà rivolta a studenti universitari lombardi, con l’obiettivo di raccogliere dati originali sulle attitudini politiche e le esperienze di partecipazione, contribuendo a costruire una ricostruzione più precisa e sfaccettata dell’impegno giovanile contemporaneo.

Un altro asse fondamentale del progetto, in collaborazione con il Consorzio Comunità Brianza, sarà la realizzazione di Youth Public Innovation Labs, laboratori locali che coinvolgono giovani e funzionari pubblici in processi di co-progettazione di politiche e servizi. Questi spazi di innovazione pubblica mirano a promuovere il protagonismo giovanile nelle decisioni che li riguardano, rafforzare il dialogo tra istituzioni e nuove generazioni e sperimentare modelli di governance collaborativa e inclusiva. I laboratori rappresentano una concreta attuazione della terza missione universitaria, favorendo la coproduzione di conoscenza e l’empowerment civico.

Un filo rosso: valori, equità, empowerment

Pur affrontando temi diversi, i tre progetti condividono una visione comune: i giovani non sono solo destinatari di politiche, ma attori del cambiamento. MAYBE, START e YEP! mettono al centro i valori, le disuguaglianze e la partecipazione, offrendo strumenti di analisi e intervento per costruire un welfare più equo e generativo.

I progetti MiA, inoltre, si inseriscono nella prospettiva del secondo welfare valorizzando il ruolo delle comunità locali: attraverso laboratori e pratiche di co-progettazione; promuovendo l’equità, con attenzione alle disuguaglianze di genere, etnia e condizione socioeconomica; favorendo l’empowerment giovanile, riconoscendo ai giovani un ruolo attivo nella costruzione del proprio futuro.

In un momento storico in cui le transizioni si fanno sempre più complesse e frammentate, progetti come MAYBE, START e YEP! offrono chiavi di lettura preziose per ripensare le politiche giovanili. E per costruire, insieme, un welfare che accompagni davvero i giovani nel loro percorso verso l’età adulta.

 

 

Note

  1. Il team del progetto di MAYBE è composto da: Simona Guglielmi (Principal Investigator), Ferruccio Biolcati Rinaldi, Rossella Bozzon, Eralba Cela, Maria Tullia Galanti, Nicola Maggini, Francesco Molteni, Giuliana Parente, Andrea Turkovic, Gonzalo Franetovic, Alice Sanarico e Ester Bonomi.
  2. Il team del progetto START è composto da: Simona Guglielmi (Principal Investigator), Renzo Carriero (Unit Coordinator), Sonia Bertolini, Zeynep Mentesoglu, Gonzalo Franetovic e Alice Sanarico. Il progetto è stato finanziato dal MUR – Ministero Università Ricerca (Bando Prin 2022 –Settore ERC SH3)
  3. Il team del progetto è composto da: Simona Guglielmi (Principal Investigator), Veronica Riniolo, Maria Tullia Galanti, Andrea Pedrazzani, Sergio Splendore, Gonzalo Franetovich, Jessica Rosco, Alice Sanarico, Riccardo Ladini, Rita Bichi e Marta Visioli
Foto di copertina: George Pak, Pexels