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Trasformazioni che investono le biblioteche

Le biblioteche sono sempre state e continuano a essere un punto di riferimento nelle comunità, nei quartieri e nelle città. Spazi di incontro, di novità e di cultura, ma anche luoghi di socialità per le persone più fragili e sole. Negli ultimi anni sono tuttavia diventati numerosi i macro-fenomeni sociali che influenzano (anche) le biblioteche e la loro operatività, modificano le esigenze di chi utilizza i servizi offerti e le aspettative delle comunità nelle quali esse operano. 

Grandi cambiamenti in atto

Trasformazioni culturali, evoluzioni tecnologiche e tensioni sociali di vario genere costituiscono infatti fattori di pressione che inducono a riconsiderare i modelli operativi delle biblioteche e a promuovere innovazioni negli interventi. Le innovazioni digitali, ad esempio, disintermediano l’accesso alle informazioni e spingono verso forme individuali di consumo culturale. Mentre i fenomeni migratori, il ripresentarsi di periodi di crisi economica, l’impatto dei cambiamenti climatici producono forme di marginalità e di povertà che investono le città e i servizi pubblici.

Si tratta di mutamenti profondi, spesso poco comprensibili, che sollecitano ripensamenti nelle politiche e nei sistemi sociali, a cui è richiesto di attivare servizi comunitari e forme di intervento più duttili (Ferrera 2019) e meno settoriali.

La reazione delle biblioteche

Oggi le riflessioni interne al mondo delle biblioteche appaiono in sintonia con le riflessioni che si sviluppano nell’ambito delle politiche culturali, nel mondo della scuola, nel welfare, nel dibattito scientifico, e concordano nel prefigurare biblioteche pubbliche più aperte e propositive, proattive nel ripensarsi ed evolvere, impegnate nel ricercare intrecci dinamici tra le tradizionali funzioni di promozione della lettura e di accesso alle conoscenze e la capacità di rispondere a cambiamenti diffusi facendosi spazio di incontro tra ambiti di riflessione diversi.  Questo significa mettere in discussione il proprio ruolo e iniziare a immaginare una funzione innovativa: quella di incubatori socio-culturali

Nei Paesi dell’Europa del Nord la reazione alle trasformazioni sociali sopra accennate ha innescato processi di ripensamento del ruolo affidato alle biblioteche (Seismonaut and Roskilde Central Library 2021) e una conseguente riarticolazione dei servizi, l’avvio di collaborazioni con altri servizi pubblici locali, la promozione di iniziative di coesione sociale. Alle biblioteche è stato chiesto di essere alleate di politiche di integrazione e di svolgere la funzione di hub socio-culturale nell’ambito di strategie di coesione che mirano a rendere le città più attente, aperte e inclusive.

Proposte innovative

In Italia (Solimine 2021) diversi indicatori segnalano una simile presa di coscienza che sta portando a trasformazioni in vari contesti. Alla diminuzione dei prestiti, ad esempio, fa da contraltare la crescita quantitativa e qualitativa delle proposte culturali promosse dalle biblioteche pubbliche. Che, tuttavia, sono difficili da valutare a causa della mancanza di dati. Spesso si tratta di risposte evolutive disomogenee, poco monitorate e non sufficientemente documentate.

Questa propensione manifestata da molte biblioteche spiega le proposte innovative di intervento che si esprimono nei progetti di ripensamento degli spazi, dei servizi, delle offerte culturali e delle attività per il tempo libero, delle collaborazioni con diversi attori presenti nel contesto operativo. Proposte che in molti contesti sono già operative e accessibili, promosse da biblioteche e sistemi bibliotecari che stanno ripensando i loro piani strategici e stanno sperimentando nuovi modelli di offerta (Agustoni et al 2020).

Linee di sviluppo osservabili

Il momento attuale sembra essere favorevole per focalizzare e sostenere processi di ripensamento del ruolo e del lavoro delle biblioteche. Sia alla luce del dibattito nelle politiche socio-culturali e di promozione di attivazione civica (Anzivino et al 2021) sia sulla scorta delle indicazioni che provengono dalla International Federation Library Associations (IFLA, 2019). In particolare sembrano esserci le condizioni adeguate per tematizzare la fragilità dell’impianto operativo di queste infrastrutture essenziali per la vita delle comunità. Ma anche la possibilità di restituire funzionalità a spazi pubblici sotto-valorizzati perché utilizzati con logiche monotematiche, perché non riconosciuti come beni pubblici co-gestibili con l’aiuto dei cittadini, e per la difficoltà a raccordare le energie disperse e necessarie a renderli accessibili con modalità collegate certamente ai libri, ma anche a una molteplicità di iniziative comunitarie (Maino 2020).

In questo quadro sono tuttavia numerose le questioni in gioco. Ad esempio: quali fattori influenzano/determinano la sostenibilità dei cambiamenti? Quale collaborazione può instaurarsi fra biblioteche e altri attori delle comunità locali? Quali progetti vanno attuati? Per quali risultati? Come si possono sostenere, diffondere e potenziare pratiche efficaci? In che modo è possibile ampliare la frequenza e avvicinare nuovi pubblici? Come promuovere le opportunità offerte dalle biblioteche? quale ingaggio della comunità e delle sue energie vitali?

Dal dibattito e dalle esperienze incontrate in questi anni ci sembra di cogliere tre linee di sviluppo che possono aiutare ad affrontare queste questioni: l’impegno a potenziare le competenze professionali interne; lo sviluppo di network volti a superare la condivisione di supporti operativi in direzione di sinergie nell’offerta di iniziative e servizi; la ricerca di collaborazioni progettuali con diversi soggetti in un’ottica di apertura.

Competenze professionali in evoluzione

L’affidabilità delle competenze professionali è un fattore essenziale affinché le biblioteche possano essere infrastrutture locali propositive e attrattive. Si tratta di competenze necessarie per accogliere e offrire servizi tradizionali e nuovi. Nonché, per collaborare e costruire alleanze (con gli utenti e con gli altri attori territoriali), per promuovere e valorizzare le attività. 

Se il personale delle biblioteche svolge un ruolo di promozione, regia e facilitazione di nuovi servizi si tratta di individuare quali tracciati di aggiornamento professionale sono in campo e quali sono gli approcci efficaci e riproducibili (Agustoni et al 2019).

Sinergie tra biblioteche e tra sistemi bibliotecari

La sostenibilità delle sperimentazioni e dei processi di innovazione passa attraverso la capacità di condividere esperienze e apprendimenti tra biblioteche e tra sistemi bibliotecari. 

Nell’ambito delle evoluzioni dei modelli di collaborazione le biblioteche mostrano segnali di cambiamento verso la forma degli hub di comunità: al centro restano la lettura, la promozione della cultura, le iniziative che favoriscono incontri, le proposte riservate a bambine e bambini e alle famiglie. Ma la varietà di iniziative, di proposte, di progetti cresce: dai laboratori di apprendimento, alle iniziative per il tempo libero. Dalle proposte per superare i divari digitali, alle attività dentro e fuori le biblioteche che fanno del territorio un infinito libro da scoprire. 

Si tratta di rilevare la varietà di pratiche e la capacità di abilitare la partecipazione e il coinvolgimento. Si tratta di evidenziare come le alleanze operative possono amplificare la tipologia e la qualità delle proposte e delle iniziative, rendendo più sostenibili le attività e contenendo i costi. E si tratta di individuare nuovi indicatori che consentano di cogliere le specificità delle biblioteche nel loro impatto: promozione di coesione sociale, attivazione di risorse del territorio, aggregazione di energie provenienti da attori, agenzie e settori diversi.

Nuove energie progettuali

Competenze interne, processi di osmosi tra realtà, supporto reciproco favorito dai sistemi bibliotecari e apertura verso altri soggetti disponibili ad interagire e sviluppare partnership sono dunque gli elementi che alimentano la capacità di rigenerare le modalità operative delle singole biblioteche

In questo quadro si assiste al potenziamento delle reti e dei servi digitali. All’intreccio di proposte promosse da soggetti diversi che danno vita a progetti condivisi, a nuove iniziative che vedono nelle biblioteche spazi di welfare culturale; leve per far dialogare settori e ambiti: cultura, sociale, scuola, ambiente, sviluppo della comunità.

Non a caso si tratta di linee di sviluppo già colte e rilanciate dal bando Biblioteche agenti di coesione sociale promosso da Fondazione Cariplo tra il 2009 e il 2013 (ASVAPP e CSS Ebla (2016) e che richiederebbero di essere nuovamente considerate, approfondite, aggiornate e comprese nelle loro dinamiche. Per farlo, a nostro avviso, occorre avviare un lavoro di ricerca volto ad acquisire informazioni attraverso l’analisi delle esperienze, la valutazione delle trasformazioni, la lettura dell’operatività di biblioteche e del ruolo dei sistemi bibliotecari che ne raccordano e ne promuovono l’attività.

Prospettive per una ricerca-intervento sul futuro delle biblioteche

Le linee di trasformazione, il dibattito in corso e i segnali di evoluzione indicano un complessivo mutamento dell’azione e nelle proposte delle biblioteche. Un mutamento di cui si percepisce la portata e che sollecita la comprensione delle dinamiche da accompagnare. Con quali approcci e quali sensibilità le biblioteche vanno trasformandosi in infrastrutture di socialità, di cultura, di welfare comunitario? Attraverso quali processi interni? Con quali nuovi modelli operativi e con quali difficoltà?

In questo senso immaginiamo un lavoro di ricerca che, mentre raccoglie, analizza e valuta le innovazioni sociali introdotte negli anni recenti. E che promuova anche occasioni di confronto e scambio di esperienze tra le biblioteche oggetto di analisi. Si tratterebbe dunque di una ricerca con il duplice obiettivo di aggiornare le informazioni disponibili per orientare piani e progetti di sviluppo e promuovere ricerca-formazione tra pari. Una ricerca che permetterebbe di raccogliere e aggiornare le informazioni sulle biblioteche coinvolte e sulla tenuta delle innovazioni introdotte e sperimentate, ma anche di generare nuova conoscenza sul loro ruolo di infrastrutture di comunità, prefiggendosi di identificare un set di indicatori utili a valutare attività e orientamenti delle biblioteche in un’ottica di welfare comunitario. 

Un approccio partecipativo circolare

Le attività connesse alla ricerca andrebbero presentate e condotte con modalità partecipative con l’intento di offrire supporto alle biblioteche interessate ad acquisire competenze per affrontare processi innovativi aggregando risorse ed energie. L’indagine consentirebbe in tal modo di definire un repertorio di possibili azioni per il rafforzamento delle biblioteche. Dalle informazioni raccolte e dai risultati esito del confronto fra esperienze scaturirebbe un  inventario di interventi, di format, di soluzioni praticabili volte a potenziare le azioni di biblioteche che intendono dotarsi di strumenti per operare come vettori di socialità e coesione, offrire spazi di cultura locale e diffusa, costituirsi come piattaforme di welfare socio-culturale sostenibile.

L’approccio alla ricerca che stiamo prefigurando attiverebbe momenti di formazione circolare. Il loro fine sarebbe l’emersione di informazioni non considerate, la produzione di nuove conoscenze, lo sviluppo di apprendimenti inediti. Per questo insieme alle biblioteche, andrebbero organizzazioni pubbliche e del Terzo Settore operanti nel welfare, nella cultura e nel sociale a livello locale; amministrazioni locali interessate a giocare un ruolo di indirizzo nell’integrazione fra settori e infrastrutture locali per affrontare la complessità dei problemi; sistemi bibliotecari disponibili a condividere informazioni, esperienze e sondare il ruolo specifico che svolgono e possono svolgere per accelerare, sostenere e promuovere i processi evolutivi.

Risultati attesi

La ricerca che prefiguriamo potrà andare a produrre risultati diversi:

  • un resoconto sullo stato delle biblioteche, sulla diffusione e la tenuta delle innovazioni sociali praticate, sulle soluzioni adottate e sugli elementi che ne hanno facilitato l’implementazione, sulle caratteristiche dei network di welfare locali con i quali le biblioteche collaborano e sui possibili nuovi ambiti di sviluppo di iniziative e alleanze;
  • un repertorio di difficoltà e di ostacoli da non sottovalutare;
  • indicazioni per coinvolgere e dare supporto alle biblioteche interessate a rafforzarsi e un quadro di azioni che possono svolgere i sistemi bibliotecari nel raccordare, orientare, sostenere e promuovere processi evolutivi, di collaborazione locale e sovraterritoriale;
  • un set di strumenti per biblioteche e sistemi bibliotecari interessati a mettere a punto nuove linee operative, nuove proposte socio-culturali, nuove partnership progettuali;
  • un cruscotto gestionale, con il proprio set di indicatori, aggiornato per la valutazione dell’azione delle biblioteche in ambito socio-culturale.

Immaginiamo dunque una ricerca aperta che condivida le attività che mette in campo e documenti in progress gli apprendimenti. Una ricerca che promuova una comunità di pratica cross-settoriale. Che sia interessata a condividere e a documentare esperienze, pratiche e progetti che consentano di affrontare gli ostacoli. E mettere in circolo, insieme a proposte praticabili, energie coesive. C’è qualcuno interessato?

 

 

Riferimenti