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Rafforzare le competenze di migliaia di persone che operano nel mondo non profit formando figure capaci di accompagnare le proprie organizzazioni nella trasformazione digitale. Ma anche promuovere e diffondere una cultura che possa aiutare tutto il Terzo Settore italiano a raggiungere un nuovo livello di maturità digitale. Potremmo sintetizzare così lo scopo con cui è nato Non Profit Digital Leaders, progetto realizzato da TechSoup Italia-SocialTechno con il sostegno del Fondo per la Repubblica Digitale per affrontare uno dei nodi critici che riguarda questo segmento dell’economia sociale1.

Dopo un anno intenso in cui sono state costruite infrastrutture tecnologiche, sviluppati di processi innovazione e erogate migliaia di ore di formazione, NPDL sta giungendo a conclusione. Nelle prossime settimane sarà possibile comprendere a pieno i risultati raggiunti guardando, in particolare, i dati raccolti e i risultati della valutazione d’impatto. Intanto, però, è interessante notare come, al di là dei numeri, il progetto abbia influenzato l’approccio verso il digitale delle persone e delle organizzazioni che vi hanno partecipato.

Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato come i Digital Leaders, in particolare attraverso la loro Comunità di pratica2, si siano confrontati sugli apprendimenti generati nel corso di NPDL. Ora grazie ad alcune interviste video, realizzate in occasione dell’evento  “Ascoltare e partecipare per evolvere: la transizione digitale nel Non Profit” e in 3 organizzazioni partner, è possibile scoprire diversi altri aspetti interessanti del percorso fatto.

Oltre alle testimonianze di alcuni Digital Leader che hanno raccontato la positiva esperienza di crescita fatta nel corso del progetto, il video permette anche di cogliere in maniera immediata alcuni elementi distintivi del progetto.

Fabio Fraticelli, ad esempio, nel video sottolinea come Non Profit Digital Leader sia stato in grado di unire una metodologia innovativa con strumenti tecnologici all’avanguardia: unicum nel panorama del Terzo Settore italiano. Per il CEO di Social Techno sono in particolare tre gli elementi che gli permettono di affermarlo. Primo, l’applicazione della metodologia Train the Trainers attraverso la figura dei Digital Leader3, che ha permesso di formare migliaia di persone. In secondo luogo, lo sviluppo di una piattaforma digitale in grado di offrire una formazione personalizzata ai singoli utenti. Terzo, la scelta progettuale di svolgere una valutazione di impatto per determinare il raggiungimento della maturità digitale di chi ha partecipato al progetto. Fraticelli spiega che, proprio per queste caratteristiche, NPDL sia stato un laboratorio per testare un approccio utilizzabile da tante altre organizzazioni del Terzo Settore italiano al fine di sviluppare processi efficaci utili alla propria trasformazione digitale.

In questo senso Lorenzo Bandera, Direttore editoriale di Percorsi di Secondo Welfare, nella sua intervista spiega come ora la sfida sia trovare modalità efficaci per continuare anche il lavoro culturale fatto da Non Profit Digital Leaders. Accanto alle attività formative, infatti, NPDL attraverso approfondimenti, buone pratiche e riflessioni prospettiche ha inteso raccontare la possibilità di una trasformazione digitale alla portata di tutte le organizzazioni del mondo non profit. Proprio per questo, tutti gli apprendimenti fatti non possono essere persi ma, anzi, bisognerà continuare a approfondirli e diffonderli.

Nel video trovano spazio anche alcune delle organizzazioni coinvolte nel progetto, cui sono state dedicate 3 interviste approfondite (che saranno presto disponibili singolarmente). Marcello Naldini, Presidente della Cooperativa sociale Il Faro, racconta la soddisfazione di partecipare a un progetto che ha permesso di aiutare le persone ad affrontare la trasformazione digitale, permettendogli di essere sempre all’avanguardia nel campo assistenziale ed educativo.

Enrico Balestra del Dipartimento Attività e Transizione Digitale di UISP, spiega invece l’importanza di un percorso che ha consentito di lavorare con un approccio ancora poco sviluppato a livello teorico e pratico, che ha permesso di comparare applicativi in grado di rendere lo sport davvero per tutti.

Ruperto Battiston, presidente di di New Humanity, sottolinea infine come il Terzo Settore sia fondamentale per garantire coesione e uguaglianza e, in questo senso, quanto sia importante il digitale per sostenere la missione delle organizzazioni che vogliono costruire una società più dialogante.

 

Logo del progetto Non Profit Digital Leaders Ti è piaciuto questo articolo? Vorresti saperne di più del progetto e di altri temi legati alla trasformazione digitale del non profit? Iscriviti alla newsletter promossa da Non Profit Digital Leaders per sviluppare la cultura digitale nel Terzo Settore. E non solo.

 

Note

  1. Nello specifico, Non Profit Digital Leaders intende rafforzare le competenze digitali delle organizzazioni del Terzo Settore attraverso attività di formazione e accompagnamento dedicate alle realtà partner adottando il metodo “Train the Trainers, che si basa sui cosiddetti “Digital Leaders”. Non Profit Digital Leaders è promosso da TechSoup Italia attraverso SocialTechno Impresa Sociale srl e coinvolge come partner: Agorà Soc. Coop. Sociale; Altri Colori Cooperativa Sociale Onlus; Associazione Internazionale NEW HUMANITY ETS; Cooperativa Sociale Società Dolce; Cooperativa Sociale Spazi Nuovi; EQUA Cooperativa Sociale; Fondazione Istituto Sacra Famiglia Onlus; Il Faro Società Cooperativa Sociale; La Nuvola Società Cooperativa Sociale; SEACOOP Società Cooperativa Sociale; UISP – Unione Italiana Sport per Tutti. Sono inoltre coinvolti: IFOA – Centro di Formazione, che garantisce la certificazione delle competenze acquisite dai partecipanti ai percorsi formativi; Tebat, società di consulenza organizzativa che guida la Comunità di Pratica; Percorsi di Secondo Welfare, che si occupa della comunicazione trasversale di progetto.
  2. Sapere di cosa si tratta? Percorsi di Secondo Welfare e Pares hanno realizzato una guida per spiegarlo.
  3. Come ci aveva già spiegato Fraticelli all’inizio del progetto, NPDL non voleva limitarsi a erogare formazione diretta agli operatori, ma intendeva creare effetto moltiplicatore molto più potente adottando, appunto, il modello “Train the trainers”. Nella pratica, all’interno delle organizzazioni partner sono state selezionate persone chiamate a diventare Digital Leaders: veri e propri “ambasciatori del digitale” che grazie a una formazione intensiva e altamente specializzata hanno acquisito competenze tecniche, di formazione e di change management per trasferire conoscenze e competenze ai colleghi e volontari delle proprie organizzazioni. Un approccio innovativo che garantisce sostenibilità nel tempo e un impatto molto più profondo, perché la formazione viene calata nel contesto specifico di ogni organizzazione e adattata alle sue peculiari esigenze.
Foto di copertina: Una delle carte del gioco da tavolo "Dixit" usate in uno dei momenti di costruzione collettiva di significati dell'evento finale. Font: Social Techno