| Questo articolo è disponibile anche in inglese: “Participatory Grantmaking as Trust-Based Philanthropy: The Case of FundAction“. |
Negli ultimi anni, un numero crescente di fondi e organizzazioni ha iniziato a sperimentare approcci che si rifanno alla cosiddetta trust-based philanthropy – in italiano il termine è spesso tradotto con “filantropia basata sulla fiducia” – nei quali il potere decisionale è condiviso tra finanziatori, comunità, attivisti e attiviste. Il caso di FundAction mostra come la fiducia possa essere strutturata e praticata quotidianamente: dai processi decisionali partecipativi alla gestione dei conflitti. Questo articolo esplora come un approccio partecipativo e attento alla dimensione relazionale (care-oriented) possa ridefinire il ruolo della filantropia nella società.
Questo articolo è parte del Focus Filantropia e Fiducia, spazio online curato da Secondo Welfare che raccoglie riflessioni, interviste e ricerche sulla filantropia trust-based e sull’impatto che potrebbe avere nel nostro Paese. |
Introduzione a FundAction: un approccio partecipativo alla filantropia
Nel suo significato più profondo, la trust-based philanthropy è un approccio che mira a riequilibrare i rapporti di potere tra enti finanziatori e beneficiari, interrogandosi su chi, all’interno di questa relazione, abbia diritto al beneficio del dubbio e per quali ragioni. In FundAction crediamo che entrambe le parti debbano poter godere della fiducia reciproca e lavoriamo perché questo avvenga in diversi modi, che vengono qui illustrati.
FundAction è un fondo di grantmaking 1 partecipativo guidato da attivisti e attiviste, nato nel 2017 su iniziativa di persone provenienti dall’attivismo dal basso (grassroots)2 e dal mondo della filantropia. La sua missione è trasferire il potere decisionale sulle risorse dai finanziatori alle comunità, coinvolgendo attivisti e attiviste che operano “in prima linea”. Al centro del DNA di FundAction vi sono il ruolo peculiare di queste persone e la pratica del grantmaking partecipativo. In questa prospettiva, riuniamo una comunità a cui fanno riferimento persone che, finora, vengono da 26 Paesi, per la maggior parte europei, tutte impegnate nel cambiamento sistemico. Insieme, questa comunità decide cosa finanziare, come governarsi, come trasformare i conflitti e come apprendere reciprocamente.
In ultima istanza, FundAction immagina un mondo giusto ed equo e un pianeta sano, in cui tanto la filantropia quanto i movimenti sociali diventino superflui. E la fiducia è l’ingrediente chiave per arrivarci. Costruire fiducia è un impegno costante e una pratica quotidiana sia per i finanziatori sia per gli attivisti e le attiviste di base che compongono il fondo. Alcuni dei modi in cui lo facciamo sono: costruire comunità, promuovere la partecipazione, mettere in pratica i nostri valori e agire a partire dalla cura. Di seguito questi aspetti sono approfonditi singolarmente. È però importante ricordare che queste quattro dimensioni sono interconnesse e si rafforzano reciprocamente.
Costruire fiducia attraverso la comunità
Il community building è fondamentale per generare fiducia all’interno di FundAction. Poiché la nostra comunità è composta sia da attivisti e attiviste di base sia da soggetti finanziatori, i momenti di relazione e confronto permettono di comprendere meglio i contesti oeprativi, le sfide che affrontano e ciò che i finanziamenti ricevuti consentono loro di realizzare. Questi momenti di connessione inoltre favoriscono collaborazioni tra chi ha partecipato a FundAction in passato e chi continua a farlo oggi.
Ogni anno si tengono incontri in occasione di un’assemblea annuale in presenza, durante la quale vengono prese decisioni sugli aspetti più rilevanti del nostro lavoro, tra cui le attività di grantmaking, fundraising e governance. Poiché siamo in larga parte una comunità virtuale, nel corso dell’anno si svolgono anche diversi eventi online con l’obiettivo di connettersi, apprendere e scambiarsi esperienze.
In queste occasioni di incontro online e in presenza, i finanziatori hanno un’opportunità peculiare: partecipare a tutti gli eventi di costruzione della comunità ed esserne parte attiva (pur senza diritto di voto), apprendendo direttamente da attivisti e attiviste che operano nei propri contesti locali e in reti più ampie per promuovere cambiamenti sistemici. Questo tipo di coinvolgimento diretto consente a tutte le parti di vedere le persone dietro al lavoro e alle risorse che lo sostengono, generando un livello di fiducia difficilmente raggiungibile attraverso sole proposte scritte, report o eventi brevi e altamente strutturati.
La partecipazione come strada verso la fiducia
La partecipazione è un principio cardine di FundAction ed è ciò che garantisce che le decisioni di finanziamento siano radicate nelle scelte collettive dei suoi membri. Sebbene oggi molti finanziatori si definiscano participatory grantmakers (PGM), è raro trovare un fondo che pratichi il grantmaking partecipativo nel modo in cui lo fa FundAction. Le FundAction Community Guidelines– un documento interno che raccoglie linee guida sviluppate dai membri nel corso dei 10 anni di vita del fondo – testimoniano il nostro impegno verso la partecipazione in tutte le aree del nostro lavoro.
Per noi la partecipazione non riguarda solo i momenti di assegnazione delle risorse, ma anche la progettazione dei processi partecipativi stessi, il coinvolgimento dei membri nella selezione delle proposte da finanziare, la definizione e selezione degli organi di governance, le opportunità di partecipare a gruppi di lavoro e di decidere le priorità operative nelle diverse aree di attività. Persino le modalità di raccolta fondi e le fonti di finanziamento sono decise dalla nostra comunità di attivisti e attiviste.
Tutti questi elementi contribuiscono a rafforzare la fiducia nei processi che sviluppiamo e mettiamo in pratica, un aspetto fondamentale anche per la filantropia nel suo complesso. La fiducia nei processi partecipativi favorisce infatti un clima di apertura e sincerità, che consente di proporre miglioramenti, partecipare al dibattito e condividere punti di vista senza timore di ritorsioni.
Mettere in pratica i valori: come si costruisce fiducia reciproca
La fiducia reciproca è dunque uno dei valori fondanti di FundAction. Mettere in pratica i nostri valori – tra cui democrazia, inclusività, apertura, trasparenza, autonomia, onestà, uguaglianza e giustizia – è un elemento essenziale per costruire fiducia. Il nostro approccio ridefinisce il concetto stesso di fiducia nella filantropia: non più considerare i beneficiari come gli unici responsabili di dimostrare affidabilità, ma costruire processi che siano essi stessi affidabili.
A questo scopo, la leadership a rotazione di FundAction, composta da attivisti e attiviste della comunità, garantisce che tutte le opportunità di partecipazione siano inclusive, aperte e accessibili.
Anche la comunicazione gioca un ruolo centrale. Il Facilitation Group, responsabile della gestione operativa del fondo e quindi maggiormente aggiornato sui processi in corso, mantiene una comunicazione aperta, onesta e trasparente con l’intera comunità, inclusi i finanziatori. Ciò avviene attraverso newsletter quindicinali, un gruppo Signal, l’assemblea online di FundAction (tramite la piattaforma Decidim) e altri canali di comunicazione.
La cura delle relazioni in pratica: trasformare le crisi in fiducia
Negli ultimi anni, la cura e l’attenzione per le relazioni sono diventate una componente fondamentale del nostro modo di operare, soprattutto a seguito di una crisi interna che ha rischiato di bloccare il lavoro del fondo. Tra il 2023 e il 2024 abbiamo dedicato diversi mesi alla riflessione, all’apprendimento e alla costruzione, insieme alla comunità, di nuove strutture per rendere FundAction un fondo più attento ai temi della cura, più femminista, più capace di contrastare le oppressioni e più sostenibile.
In questo percorso abbiamo sviluppato il FundAction Protocol for Conflict Prevention & Transformation, che definisce linee guida per prevenire i conflitti e offre strumenti per trasformare gli attriti relazionali qualora emergano all’interno della comunità di FundAction. Il lavoro di sviluppo e implementazione di questi processi di cura relazionale all’interno del fondo ha contribuito in modo significativo a rinnovare la fiducia della nostra comunità, sia tra i membri sia nei confronti di FundAction, in un momento in cui tale fiducia era stata compromessa dalla mancanza di un’infrastruttura dedicata proprio alla manutenzione delle relazioni, che aveva infine portato a una crisi interna.
Naturalmente, una crisi interna rappresenta una questione rilevante non solo per l’organizzazione che essa attraversa, ma anche per i finanziatori che la sostengono. In questo senso, il supporto ricevuto dai nostri donatori nel momento in cui abbiamo rallentato per riflettere e affrontare la crisi nel 2023 è stato un esempio molto concreto di trust-based philanthropy in pratica. Questa fiducia ha infatti contribuito in modo determinante a permettere a FundAction di superare una fase difficile e di arrivare alla condizione di consolidamento e vitalità in cui si trova oggi, nel 2026.
Trasformare il potere, costruire fiducia: lezioni da FundAction
Uno degli impegni che ci assumiamo in FundAction è esercitare responsabilità nel trasformare il potere individuale in potere collettivo, così da continuare a modificare i rapporti di potere all’interno della filantropia e oltre. Come emerge da questo contributo, la fiducia è una componente essenziale per trasformare e riequilibrare tali rapporti. Tutti dobbiamo fare la nostra parte per mettere in discussione le pratiche consolidate non solo nella filantropia, ma in tutti quei sistemi in cui ingiustizia e disuguaglianza rendono la vita invivibile per la maggioranza, a vantaggio di pochi.
Note
- Con il termine “grantmaking” si intende l’insieme delle attività attraverso cui un soggetto finanziatore (ad esempio una fondazione, un ente filantropico o un fondo) assegna risorse economiche a organizzazioni, gruppi o individui per sostenere progetti, iniziative o attività di interesse sociale. In senso più ampio, il grantmaking non si limita all’erogazione dei fondi, ma comprende anche attività come la definizione delle priorità e delle strategie di finanziamento, la selezione dei progetti o dei beneficiari, le modalità di accompagnamento e relazione con i soggetti finanziati e il monitoraggio e la valutazione degli interventi sostenuti.
- Il grassroots activism è una forma di mobilitazione politica e sociale che nasce dal basso, attraverso l’iniziativa spontanea di cittadini comuni anziché leader politici o grandi organizzazioni. Si concentra su questioni locali o comunitarie, agendo con modalità decentrate e partecipative, prive di gerarchie formali, per promuovere il cambiamento riguardo a cause concrete (ambiente, diritti civili, salute, ecc.).
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