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Guerra, rincari e inflazione da una parte. Bonus dall’altra. “Se il passo resterà questo, rischiamo che un quinto del Paese cada in povertà”.

A lanciare l’allarme è l’Alleanza contro la povertà in Italia attraverso il suo portavoce Antonio Russo. Il giudizio si base su diversi elementi che hanno contraddistinto le ultime settimane.

Il più recente è la pubblicazione dei i nuovi dati ISTAT sull’inflazione, che confermano una dinamica che torna a pesare sulle famiglie italiane: aumentano i prezzi, in particolare quelli che incidono di più sui bilanci quotidiani, come alimentari, energia e trasporti.

Questo è solo uno degli effetti diretti dell’altro elemento di grande preoccupazione, divenuto una costante dei tempi attuali: le tensioni internazionali. Le guerre hanno costi altissimi, prima di tutto in termini di vite umane ma anche per il suo impatto sull’ambiente e sull’economia reale.

“E attenzione – aggiunge Russo – perché i dati sulla povertà sono molto più alti di quelli che ci restituiscono le statistiche ufficiali. Lo abbiamo scoperto e raccontato proprio recentemente: se in Italia oltre il 10,9% delle famiglie vive in povertà assoluta, il dato forse più allarmante riguarda ciò che non si vede: una vasta area di cittadini che vivono sul confine della povertà”. Sono i “quasi poveri” di cui si parla nella recente ricerca “L’Italia delle povertà“, cui ha contributo anche Percorsi di Secondo Welfare.

In base ai dati raccolti, circa il 20% delle famiglie italiane si colloca in una zona di vulnerabilità economica, tra chi è già povero e chi rischia di diventarlo rapidamente. “Parliamo di lavoratori, famiglie con figli, anziani soli, che fino a pochi anni fa erano considerati al sicuro e che oggi invece sono esposti a ogni oscillazione dei prezzi – osserva Russo – È proprio su questa fascia che l’inflazione colpisce più duramente: basta un aumento della spesa alimentare o delle bollette per determinare una caduta immediata sotto la soglia della povertà”.

Per questo, avverte l’Alleanza, il rischio è concreto e imminente.

In tale contesto, per l’Alleanza contro la Povertà, la risposta pubblica appare ancora una volta inadeguata. “Assistiamo all’ennesima stagione di bonus, compresi quelli sul carburante: misure frammentate, temporanee, che non affrontano le cause strutturali dell’impoverimento”, denuncia Russo. E conclude: “Senza un cambio di rotta, potremmo trovarci già nel prossimo anno con una quota di popolazione in povertà assoluta molto più alta, mentre circa il 20% degli italiani è già oggi in bilico. Continuare con politiche tampone significa accompagnare questa deriva, non contrastarla”.

L’Alleanza contro la Povertà chiede quindi un intervento strutturale, capace di rafforzare i redditi delle famiglie e costruire strumenti stabili di protezione sociale. “La povertà non si combatte con bonus occasionali. Serve una strategia nazionale, continuativa e coerente. Il tempo delle misure emergenziali è finito: oggi rischia di diventare strutturale l’impoverimento del Paese”, conclude Russo.