Pillole
Governi locali / Housing / Povertà e inclusione

La Raccomandazione UE sulla lotta all’esclusione abitativa

Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato un indirizzo politico che potrebbe rivelarsi importante per contrastare il fenomeno della homelessness. Ora, però, tocca agli Stati membri

“Tutti meritano un luogo sicuro e protetto da poter chiamare casa. La raccomandazione odierna offre agli Stati membri un quadro completo per prevenire il fenomeno delle persone senza dimora”, ha dichiarato James Browne, ministro irlandese per l’edilizia abitativa, gli enti locali e il patrimonio culturale. L’Irlanda detiene la presidenza a rotazione del Consiglio dell’UE e Browne ha commentato così l’approvazione della Raccomandazione sulla lotta all’esclusione abitativa, avvenuta il 19 ottobre.

“Una raccomandazione – si legge sul sito dell’UE – consente alle istituzioni europee di rendere note le loro posizioni e di suggerire linee di azione, senza imporre obblighi giuridici a carico dei destinatari”. In pratica, è un atto politico, ma non uno dei più forti tra quelli a disposizione dell’UE. Rimane però un passaggio significativo e potenzialmente utile, come dimostra il caso della raccomandazione sull’economia sociale, che è stata approvata nel 2023 e, quest’estate, ha portato alla stesura del Piano nazionale italiano in materia (di cui Franca Maino ha scritto qui).

La raccomandazione sulla lotta all’esclusione abitativa fa parte di un più ampio sforzo UE per contrastare la crisi abitativa, nell’ambito del Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili. Si lega inoltre alla prima Strategia europea contro la povertà, presentata lo scorso maggio.

L’esclusione abitativa è una categoria ampia che comprende sia le persone senza dimora sia coloro che, pur avendo un tetto sopra la testa, vivono in condizioni inadeguate (ad esempio, prive di servizi di base) o precarie (ad esempio, a rischio di sfratto o vittime di violenza domestica). “Anziché concentrarsi semplicemente su soluzioni a breve termine – spiega un comunicato stampa del Consiglio – la raccomandazione adotta un approccio globale, che combina la prevenzione e il sostegno di emergenza con misure volte a fornire soluzioni abitative sicure e a lungo termine”.

In particolare, il Consiglio promuove un approccio incentrato sulla persona e finalizzato all’inserimento abitativo (housing-led) per combattere l’esclusione sociale. Tra le azioni proposte vi sono:

  • il potenziamento degli strumenti per individuare e sostenere le persone a rischio di perdere la propria casa;
  • la semplificazione dell’accesso ai servizi sociali;
  • l’aumento dell’offerta di alloggi a prezzi accessibili e di edilizia sociale.

La raccomandazione invita gli Stati membri a fornire alla Commissione, ogni cinque anni, un aggiornamento sull’efficacia delle strategie adottate per contrastare l’esclusione abitativa e il fenomeno dei senza dimora nei rispettivi Paesi. Sulla base di tali valutazioni, la Commissione esaminerà i progressi compiuti a livello nazionale e riferirà al Consiglio cinque anni dopo l’adozione della raccomandazione.

“L’UE non può risolvere da sola il problema dell’esclusione abitativa”, ha scritto su LinkedIn Katarina Ivanković Knežević, direttrice per i diritti sociali e l’inclusione presso la Direzione generale per Occupazione, affari sociali e inclusione della Commissione europea. “Possiamo fornire l’orientamento, il coordinamento, le competenze e il sostegno finanziario necessari per aiutare gli Stati membri e le autorità locali a realizzare cambiamenti significativi”, ha concluso.

 

 

Foto di copertina: Un momento della riunione del Consiglio Occupazione, politica sociale, sanità e consumatori, che il 19 ottobre ha approvato la Raccomandazione UE sulla lotta all'esclusione abitativa - Foto: Unione Europea, 2026