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Giovedì 17 giugno si è tenuta la presentazione del rapporto di ricerca “Il valore della solidarietà, l’impatto del condominio solidale” incentrato sull’esperianza del Condominio Solidale Pantera Rosa di Cervia. Quest’ultimo è un progetto di welfare di comunità, avviato nel 2015 dalla Cooperativa Sole insieme al Comune di Cervia, incentrato sul coinvolgimento diretto delle persone e sullo sviluppo dell’housing sociale attraverso la promozione di formule di collaborazione e “buon vicinato”.

Gli utenti che vivono negli appartamenti di una palazzina condivisa situata nel comune della provincia di Ravenna sono chiamati a prendere parte ad attività che prevedono aiuto reciproco tra condomini. Si tratta di azioni solidali che vengono realizzate volontariamente e che rappresentano un buon esempio di engagement diretto dei singoli. Questi interventi vogliono generare un impatto positivo sulle singole persone, andando così a migliorare molti aspetti, tra i quali quelli psicologici, relazionali e di salute.

In breve, l’obiettivo è far sprigionare alle persone le proprie potenzialità, mettendosi a disposizione della comunità e concorrendo al miglioramento della vita e salute propria, e degli altri. Non a caso, alla base di quest’esperienza ritroviamo concetti fondamentali come relazioni, partecipazione, solidarietà, inclusione, condivisione e cooperazione.

L’importanza dell’engagement attivo da parte dei condomini

Attraverso “Condominio Solidale Pantera Rosa” si è cercato di superare i classici modelli assistenziali, adottando un approccio partecipativo dei condomini volto a sviluppare reti sociali di sostegno, basate sull’aiuto reciproco. L’obiettivo principale è stato quello di sostenere e incentivare il miglioramento del benessere psico-fisico dei condomini. Come ha ricordato Cristina Mele, Professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Federico II di Napoli, in questo il progetto si è ispirato a un modello di economia civile che promuove la cooperazione tra attori diversi, protagonisti nell’ambito dello scambio di buone pratiche.

Figura 1. La presa in carico globale

Fonte: Il valore della solidarietà, l’impatto del condominio solidale

Tutti i cittadini, di ogni genere ed età, che presentano particolari fragilità possono partecipare al progetto. Tuttavia, la scelta dei condomini non avviene in maniera casuale. Da come si evince dalla figura 1, il Comune individua la persona o il nucleo familiare da inserire: spetta poi agli assistenti sociali avviare il percorso di inserimento. I cittadini individuati vengono sottoposti a una serie di colloqui valutativi – tre per la precisione – dai quali emerge una graduatoria basata su una serie di criteri d’accesso.

Lo step successivo prevede la raccolta, da parte del team condominiale, dei dati ricavati mensilmente dai soggetti entrati a far parte della realtà del Condominio Solidale. Le rilevazioni dei dati sono utili per la comprensione dell’andamento dei vari pazienti. Dopo che il nucleo familiare ha raggiunto visibili miglioramenti, sia a livello psicologico che a livello fisico, questo potrà essere dimesso dal condominio e inserito nuovamente nella società.

Figura 2. Le persone prima e dopo il condominio solidale

Fonte: Il valore della solidarietà, l’impatto del condominio solidale


Stando ai dati raccolti e divulgati nel corso dell’evento, i primi risultati del progetto sembrano positivi. I colloqui fatti hanno evidenziato un aumento del benessere personale dei pazienti, reso possibile grazie alla costruzione di una rete di relazioni sociali; in particolare si registra un netto miglioramento soprattutto in termini di qualità di vita, rete di sostegno sociale e soddisfazione personale. Riscontri positivi si hanno anche sul fronte dell’autostima.

Il percorso di crescita dei condomini è reso possibile non solo dalla presenza di un team competente – che comprende operatori del condominio, assistenti sociali del Comune di Cervia e assistenti sociali di altre realtà – ma anche dall’impiego della tecnologia, che come vedremo è essenziale per la raccolta dei dati e per le attività di monitoraggio.

La tecnologia come supporto al progetto

A partire dal 2019 sono stati integrati al progetto – in via sperimentale – due tipi di strumenti tecnologici: sensori ambientali e indossabili. Questi sensori, oltre che fornire dati di monitoraggio in tempo reale, sono utili al fine di ottenere una corretta comprensione del comportamento di ciascun residente. Ma non solo. Per avere un effetto positivo nel tempo, si è scelto di personalizzare l’intervento tecnologico sulla base delle fragilità di ciascun paziente. Fino ad oggi sono state quattro le persone che hanno acconsentito di indossare questi sensori per il loro monitoraggio: tra le attività osservate ci sono le ore e la qualità del sonno, la quantità di anidride carbonica presente nell’appartamento, la frequenza con cui viene svolta attività fisica, ecc. I riscontri ottenuti hanno mostrato un progressivo miglioramento dei comportamenti e degli stili di vita.

La tecnologia non sostituisce, ma integra le capacità umane in quello che è il processo di creazione delle reti sociali. Questa, da un lato, può rappresentare un abilitatore avente la funzione di garanzia e prevenzione. Lo stesso Maurizio Venturi, It Architet e consulente tecnologico di IBM, conferma che si tratta “di un sistema completo che coinvolge, oltre che le persone, anche gli strumenti tecnologici. I sensori permettono di prevenire o misurare oggettivamente i benefici che una persona ha […]. La raccolta dati consente di avere informazioni dettagliate sugli andamenti delle persone. Tutto questo per creare un modello di welfare diverso”. L’installazione dei rilevatori e dei dispositivi indossabili sembra consentire quindi un netto miglioramento del benessere psicologico, andando a ridurre anche gli accessi all’ospedale da parte dei condomini stessi.

Nonostante la presenza di questi strumenti tecnologici, è comunque assicurato il mantenimento dell’autonomia personale dentro gli ambiti domiciliari. Inoltre, occorre ricordare che l’utilizzo della tecnologia avviene nel rispetto della privacy dei condomini che vengono monitorati. Si tratta di un modello di “buona prassi” che prevede la lettura dei dati emersi solo dal personale competente – psicologi e medici – per cercare di comprendere l’andamento degli stili di vita dei condomini. Sulla base di questi dati si possono successivamente apportare migliorie alle routine codificate, nonché personalizzate, dei vari utenti coinvolti nel progetto.

L’impatto economico del progetto

Questa realtà sociale, oltre che ad aver messo in luce l’importanza delle relazioni e della solidarietà tra i diversi soggetti, ha mostrato di avere anche un impatto rilevante sul piano economico. Secondo il report tra il 2017 e il 2020 sono state prodotte 10.352 azioni solidali – realizzate volontariamente dai condomini – e nel solo nell’anno compreso tra il 2019 e il 2020 sono state realizzate 1.310 buone pratiche che hanno consentito al Comune di Cervia un risparmio stimato intorno ai 110.000 euro. Si tratta in genere di piccoli gesti quotidiani, come gli interventi diretti negli spazi comuni del condominio, che vanno a valorizzare la condivisione delle competenze personali degli utenti coinvolti.

L’esperienza del social housing ha inoltre avvalorato l’idea che, dalla condivisione degli spazi comuni e dalla realizzazione di piccole attività gestite internamente dai condomini, emergano anche importanti benefici e risparmi economici. Nel corso dell’evento è stato ad esempio evidenziato come l’utilizzo dei sensori tecnologi possa avere un ritorno economico per la collettività. Questi, applicati sui condomini, hanno potenzialmente permesso una diminuzione degli accessi ospedalieri, soprattutto durante il periodo Covid, consentendo un ulteriore risparmio economico per il SSR.

Verso un welfare di comunità: le prospettive future del progetto

Il Condominio Solidale rappresenta un progetto di welfare di comunità in costante sviluppo. Non a caso, per il prossimo futuro le parti coinvolte pensano di ampliare non solo la partecipazione dei condomini, ma anche di rafforzare la parte tecnologica. Dall’incontro di presentazione è emersa anche la volontà di adottare azioni di apprendimento espansivo, con l’obiettivo di far si che i pazienti, nonché condomini, diventino sempre più autonomi nel monitoraggio dei propri progressi e ottenimento di informazioni necessarie per ottimizzare le loro abitudini.

Non solo il supporto tecnologico risulta importante per l’implementazione di tali obiettivi, ma anche il crescente supporto degli infermieri di comunità ricopre un punto fondamentale. Queste figure sono state inserite nel 2019 e hanno dato un apporto positivo ai singoli condomini, svolgendo alcune attività, tra cui l’assistenza predittiva. Questa, assieme al sostegno degli apparati tecnologici, consente l’intervento preventivo degli infermieri in casi di necessità da parte dei condomini, riducendo così gli accessi in ospedale.

Inoltre, tra i vari progetti in cantiere si sta cercando di realizzare un quartiere che vada al di là delle realtà condominiale e che possa accompagnare per mano le fragilità delle persone più anziane, in un contesto protetto. Quest’ampliamento prevede anche l’inserimento di una nuova figura, ovvero quella del welfare community manager. Una volta tracciati i bisogni degli abitanti del Condominio e del quartiere, il suo ruolo consisterebbe nell’andare a promuovere innovazioni culturali, economiche ed organizzative.