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Il 13 aprile 2026 presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati si è svolta la premiazione della terza edizione del Premio Volontari@Work, il riconoscimento nazionale dedicato al volontariato di competenza, ovvero l’offerta di competenze professionali o specializzate da parte di volontari a favore di una causa o di un’organizzazione. In pratica, invece di offrire “solo” il proprio tempo, i volontari mettono a disposizione le loro competenze specifiche (ad esempio, in ambito legale, tecnologico, sanitario, educativo, ecc.), apportando un valore aggiunto.

Promosso dalla Fondazione Terzjus con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere, e con il contributo del Forum Nazionale del Terzo Settore e di Italia non Profit, il Premio intende valorizzare il rapporto tra imprese ed Enti del Terzo Settore attraverso la messa a disposizione di competenze professionali come leva di innovazione sociale, sostenibilità e sviluppo organizzativo. Un approccio che interpreta l’evoluzione del lavoro e delle competenze, mettendo al centro il contributo delle persone e delle organizzazioni al bene comune.

I numeri della terza edizione confermano la crescita dell’iniziativa: 52 le candidature ricevute, quasi il doppio rispetto alle 27 della seconda edizione e alle 23 della prima, di cui 23 aziende (14 partecipanti per la prima volta) e 29 Enti del Terzo Settore (27 all’esordio) con progetti diversi per ambito e caratteristiche ma accomunati dalla capacità di generare impatto concreto nei territori e nelle comunità, attivando competenze professionali, relazioni e nuove forme di collaborazione.

Volontariato di competenza e economia sociale

Ad aprire la cerimonia sono stati i saluti istituzionali di Anna Ascani, Vicepresidente della Camera dei deputati, e Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che hanno richiamato il valore del volontariato di competenza come prospettiva innovativa per il futuro del lavoro e della partecipazione civica.

Ascani ha sottolineato come “il volontariato aziendale, che grazie all’iniziativa della Fondazione Terzjus ETS viene portato alla luce e premiato, dimostra che si può fare spazio per restituire alla società conoscenze e competenze, soprattutto alle fasce più fragili e in difficoltà. Farlo non sottrae tempo o energie, ma si riverbera positivamente anche nelle esperienze di vita e professionali di chi si mette in gioco. In altre parole, dimostra che la logica della solidarietà prevale su quella del profitto. Un messaggio potente in tempi come questi, di disorientamento e individualismo“. Per questo “è responsabilità delle istituzioni consolidare questo impegno che viene dal basso, promuovendo forme di collaborazione tra pubblico, privato e Terzo settore essenziali per riuscire a incidere sulla società e migliorare la nostra comunità”.

Nel Piano d’azione italiano per l’economia sociale, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in attuazione della raccomandazione europea, un ruolo centrale è attribuito al volontariato e in particolare al volontariato di competenza. Lo ha ricordato Albano nel suo intervento, evidenziando che: “non si tratta solo generosità, ma anche responsabilità: capacità di leggere i bisogni, organizzare le risposte e costruire soluzioni. È lo spazio in cui il pubblico, il privato e i soggetti dell’economia sociale possono incontrarsi, collaborare e generare benefici condivisi, all’interno di una sussidiarietà autenticamente circolare”.

Il ruolo del volontariato di competenza per il Terzo Settore e per l’economia sociale è stato al centro anche del talk istituzionale che ha visto intervenire Mauro Nori, Capo di Gabinetto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Daria Perrotta, Ragioniere Generale dello Stato, Gabriele Sepio, Segretario Generale della Fondazione Terzjus, e Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere. L’incontro è stato moderato da Sara Vinciguerra, Responsabile Comunicazione di Terzjus e Segretario del Premio.

Secondo i dati Unioncamere-Excelsior” ha dichiarato Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere “il volontariato di competenza è in crescita: tra il 2024 e il 2025 le imprese italiane che si occupano di volontariato sono passate da 65.000 a 76.000. E sono oltre 3.000 quelle che effettuano volontariato di competenza.

I progetti vincitori di Volontari@Work 2026

Nel corso della cerimonia sono stati quindi premiati i progetti vincitori, selezionati da una giuria d’eccezione composta da esponenti del mondo istituzionale, scientifico, del Terzo Settore e della comunicazione, tra cui Franca Maino, direttrice scientifica di Percorsi di Secondo Welfare. I progetti vincitori della terza edizione del Premio Volontari@Work sono i seguenti.

Categoria A – Aziende, prima candidatura

  • Edison – Il Portale del Volontariato. Piattaforma digitale che rende il volontariato aziendale continuo, strutturato e misurabile.
  • Boehringer Ingelheim – Corporate Changemaker Journey. Percorso di mentoring e consulenza pro bono a favore di imprenditori sociali Ashoka, orientato a generare impatto sistemico.
  • Ferrovie dello Stato Italiane – WIM – Women in Motion. Progetto per promuovere l’inclusione di genere nelle STEM attraverso incontri formativi nelle scuole.

Categoria B – Aziende, progetti già candidati

  • Snam. Piano strutturato di volontariato aziendale basato sulle competenze.
  • Lavazza – Lavazza Volunteer Program. Percorso di coinvolgimento autentico e sviluppo delle competenze.
  • Geldi. Team building solidale con il Banco Alimentare finalizzato allo sviluppo di competenze trasversali.

Categoria C – Enti del Terzo Settore, prima candidatura

  • LILT Milano Monza Brianza, con LEGO. Progetto a supporto dei bambini in oncologia pediatrica.
  • Ashoka. Programma globale di partnership tra imprese e imprenditori sociali.
  • Casa Ronald McDonald – Summer Camp. Modello stabile di volontariato di competenza tra impresa e Terzo Settore.

Menzioni speciali

Durante l’evento i membri della giuria hanno consegnato alcune menzioni speciali a personalità e organizzazioni che si sono distinte nella promozione del valore sociale delle competenze.

Ferruccio de Bortoli, per il contributo culturale e civile a favore del Terzo Settore. Nel corso della sua carriera ha promosso con autorevolezza i valori dell’etica pubblica, della coesione sociale e del bene comune. Con la Fondazione Corriere della Sera ha sostenuto iniziative di partecipazione e informazione consapevole, mentre come Presidente di VIDAS ha promosso una cultura della cura, dell’assistenza ai più fragili e del sostegno alle famiglie.

Giampaolo Letta, per un percorso che integra competenze manageriali, visione culturale e impegno sociale a sostegno della cultura del dono e del Terzo Settore. Come Presidente della Fondazione Italia per il Dono ha promosso una filantropia fondata su trasparenza, efficacia e partecipazione promuovendo l’adozione di modelli e strumenti innovativi per la raccolta e la gestione delle risorse filantropiche. Il suo impegno si estende anche in reti quali Confindustria Cultura Italia e l’esperienza alla guida di Medusa Film valorizza le sinergie tra industria culturale e cittadinanza attiva.

Patrizia Ravaioli, per l’impegno volontario e qualificato a favore dell’equità e dell’inclusione in ambito sanitario. Come Presidente dell’Associazione Donne Leader in Sanità, promuove iniziative volte a superare barriere culturali e organizzative che ostacolano la piena tutela della salute delle donne e la loro partecipazione nei processi decisionali del sistema salute. Il suo contributo si distingue per la capacità di attivare reti tra istituzioni, professionisti e organizzazioni stimolando soluzioni concrete e replicabili. Il suo impegno viene svolto a titolo volontario, con competenze manageriali maturate anche nel ruolo di Direttore Generale di Formez PA.

Fondazione Marea per un modello avanzato di volontariato di competenze, capace di innovare il ruolo degli enti del Terzo Settore come attori attivi di generazione e trasferimento di valore verso il sistema economico. Attraverso strumenti come la “Banca del Tempo” ha costruito un’infrastruttura organizzativa solida, tracciabile e replicabile, a supporto della crescita gestionale e strategica delle imprese sociali siciliane. Il modello promuove una contaminazione bidirezionale tra Terzo Settore e imprese, trasformando l’impegno volontario in un’occasione di apprendimento su sostenibilità, governance, misurazione dell’impatto e innovazione sociale. Un Terzo Settore riconosciuto come partner strategico per il sistema produttivo, capace di contribuire allo sviluppo delle competenze ESG e a forme evolute di cittadinanza d’impresa.

Un’alleanza sempre più forte tra imprese e Terzo Settore

La terza edizione di Volontari@Work conferma il volontariato di competenza come un modello sempre più rilevante: non solo solidarietà, ma un’alleanza tra imprese ed Enti del Terzo Settore capace di rafforzare le competenze, migliorare i servizi, attivare collaborazioni e generare valore condiviso per le comunità. Il volontariato di competenza, infatti, consente di valorizzare le capacità professionali delle persone in chiave sociale, rafforzando al tempo stesso la crescita individuale, la qualità delle relazioni organizzative e l’efficacia degli interventi promossi dal Terzo Settore. In questo senso, rappresenta una leva concreta di innovazione, partecipazione e responsabilità condivisa.

Luigi Bobba, Presidente della Fondazione Terzjus ha concluso l’evento spiegando che “il volontariato di competenza è una forma di volontariato ibrido perché unisce lavoro e azione volontaria, imprese e mondi associativi. Rappresenta ancora una “nicchia’ nelle imprese di grandi e medie dimensioni, ma ha un forte potenziale di sviluppo. È un modo originale di avvicinare al volontariato, all’impegno civico persone spesso lontane dal mondo del sociale. Un modo per far crescere la responsabilità sociale delle imprese mediante la messa a disposizione delle competenze dei loro collaboratori per finalità di bene comune. La terza edizione del Premio Volontari@Work conferma che questa inedita alleanza tra imprese ed ETS è in grado di generare innovazione sociale e risposte appropriate ai bisogni dei cittadini più fragili“.

 

 

Foto di copertina: terzjus.it