PRIMO WELFARE / Inclusione sociale
Fondi strutturali e lotta alla povertà: le prospettive per l’Italia
Più di 4 miliardi di euro dai fondi strutturali europei per l'inclusione sociale e la lotta alla povertà nel periodo 2014-2020. Come saranno usati?
28 novembre 2014

Ammontano a più di 42 miliardi di euro i fondi strutturali e di investimento europei che, sulla base dell’accordo di partenariato adottato lo scorso 29 ottobre, l’Italia riceverà per il periodo 2014-2020. Questi fondi serviranno a co-finanziare progetti regionali in materia di coesione sociale (circa 32 miliardi), di sviluppo rurale (10,4 miliardi) oltreché nel settore marittimo e della pesca (537,3 milioni). Se si considerano gli obiettivi, più di 4 miliardi sono destinati a “Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione” (obiettivo tematico 9). Come saranno utilizzati questi fondi? Quali sono le prospettive per la lotta alla povertà in Italia?


Il Background: fondi strutturali e Strategia Europa 2020

La strategia decennale per la crescita “Europa 2020” ha introdotto due importanti novità nel campo della lotta alla povertà. In primo luogo, la strategia ha definito un obiettivo europeo in questo settore. In particolare, Europa 2020 mira a ridurre di 20 milioni le persone in condizione di povertà e di esclusione sociale entro il 2020. In secondo luogo, la Commissione Europea ha sostenuto la necessità di rafforzare il legame fra uso dei fondi strutturali e perseguimento degli obiettivi di Europa 2020. In questo quadro, nel 2011, la Commissione ha proposto che almeno il 20% del Fondo Sociale Europeo (FSE) di ciascun paese membro fosse destinato all'inclusione sociale e alla lotta alla povertà. Nel novembre 2013, la proposta è stata approvata dal Parlamento Europeo. Si tratta di un’innovazione particolarmente significativa, considerato che il FSE è stato tradizionalmente utilizzato per il rafforzamento del capitale umano e per il sostegno alla mobilità dei lavoratori.


La lotta alla povertà nella nuova programmazione italiana

Nell’implementazione della Strategia Europa 2020, l’Italia si è posta l’obiettivo di concorrere al raggiungimento del target europeo, riducendo di 2,2 milioni le persone in condizione di povertà o di esclusione sociale entro il 2020. Le azioni strategiche previste nell’ambito dell’obiettivo tematico 9 saranno finanziate prevalentemente con risorse provenienti dal FSE e dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR), nell’ambito di tre differenti priorità di investimento: 1) inclusione attiva; 2) accesso ai servizi; 3) integrazione delle comunità emarginate. Vediamo nel dettaglio le priorità di investimento e le relative azioni strategiche.

1) La maggior parte delle risorse dovranno essere utilizzate nell’ambito della priorità di investimento del FSE “inclusione attiva, anche per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva, e migliorare l'occupabilità”. In particolare, nell’attuare questa priorità, l’Italia opererà in tre direzioni.

  • La prima riguarda la definizione di un programma nazionale a supporto del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA). Il SIA è una misura, basata su un mix di interventi attivi e passivi, attualmente sperimentata attraverso la cosiddetta “Carta Acquisti”. Come si legge nell’accordo, la parte passiva della sperimentazione (ovvero il sussidio economico) non potrà essere finanziata con i fondi strutturali. I fondi europei potranno infatti essere impiegati solo per potenziare i servizi di attivazione riguardanti, ad esempio, la formazione professionale.
  • La seconda linea di azione concerne il miglioramento dei servizi sociali. L’obiettivo in questo caso è quello di realizzare servizi sociali innovativi e interventi multidisciplinari di presa in carico di soggetti particolarmente svantaggiati e di nuclei familiari multiproblematici. Tali attività saranno realizzate a livello comunale e di ambiti territoriali, la loro programmazione interesserà invece il livello regionale e dovrà coordinarsi con le iniziative adottate a livello nazionale.
  • La terza linea di azione riguarda il rafforzamento e il consolidamento dell’economia sociale e della responsabilità sociale di impresa. Questa azione ha un rilievo strategico se si considera che il terzo settore contribuisce alla lotta alla povertà realizzando interventi spesso innovativi che, in alcuni casi, si sostituiscono all’azione pubblica. L’integrazione pubblico-privato assume quindi un ruolo chiave. In questo quadro, andranno allora rafforzate le attività economiche a contenuto sociale e le attività di impresa sociale volte all’inserimento lavorativo.

La seconda priorità di investimento FSE riguarda invece “un migliore accesso a servizi sostenibili e di qualità, compresi servizi sociali e cure sanitarie d'interesse generale”. La parte finanziata dal FESR riguarda invece “investimenti nell'infrastruttura sanitaria e sociale che contribuiscano allo sviluppo nazionale, regionale e locale”. In questo caso si intende operare in linea con le seguenti direttrici:

  • Migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi di cura rivolti alla non autosufficienza e all’infanzia. Questo tipo di servizi, promuovendo la conciliazione fra lavoro e cura, sono volti a favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro.
  • Potenziare l’infrastruttura della rete di servizi sanitari e socio-sanitari non ospedalieri, al fine di favorire una gestione più efficace delle risorse.
  • Potenziare il patrimonio pubblico esistente con l’obiettivo di incrementare la disponibilità di alloggi sociali e servizi abitativi rivolti a soggetti con fragilità sociale.
  • Supportare l’implementazione di un sistema informativo dei servizi e delle prestazioni sociali utilizzabile dalle amministrazioni pubbliche per la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche sociali.

La terza priorità di investimento si lega al FSE per quanto riguarda “l’integrazione socioeconomica delle comunità emarginate quali i rom” e al FESR con riferimento al “sostegno alla rigenerazione fisica ed economica delle comunità urbane e rurali sfavorite”. In questo caso si intende operare lungo due direttrici.

  • Favorire l’accesso della popolazione Rom ai servizi (ad esempio di istruzione e per la salute).
  • Ridurre la marginalità estrema dei senza dimora, sia potenziando la rete di servizi di pronto intervento sociale, sia sperimentando l’integrazione tra interventi infrastrutturali riguardanti le strutture abitative e socio sanitarie e le misure di sostegno alle persone senza dimora.
     

Tabella 1. Allocazione delle risorse comunitarie per Obiettivo tematico e per Fondo (milioni di euro)

Fonte: Accordo di Partenariato 2014‐2020. Italia sezione 1A, p. 275

 

Riferimenti

Accordo di Partenariato 2014-2020 per l'impiego dei fondi strutturali e di investimento europe

La strategia Europa 2020


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