AZIENDE /
Welfare Hub: la piattaforma per il welfare aziendale di Intesa Sanpaolo
Il gruppo bancario ha lanciato sul mercato una propria piattaforma che fornirà servizi e benefit di welfare aziendale
16 ottobre 2017

Il gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha recentemente lanciato una propria piattaforma - chiamata “Welfare Hub” - che fornirà servizi di welfare aziendale su tutto il territorio italiano. In questo modo anche Intesa Sanpaolo si fa strada all’interno del mondo dei cosiddetti provider di welfare aziendale, cioè quelle società che si occupano di sostenere le imprese nelle varie fasi di ideazione, implementazione e monitoraggio di interventi o piani di welfare. In questo approfondimento, per conoscere meglio l’offerta di Intesa Sanpaolo alle aziende, abbiamo intervistato Luciano Ambrosone, Responsabile Servizio Business Development e Nuovi Servizi del gruppo.


Dottor Ambrosone, quali sono stati i principali motivi che hanno spinto Intesa Sanpaolo a investire nel welfare aziendale?

Ovviamente il welfare aziendale sta divenendo uno strumento centrale all’interno del panorama italiano. Da un lato, si avvertono sempre di più crescenti difficoltà da parte del welfare pubblico, soprattutto da un punto di vista previdenziale, mentre, dall’altro, vi sono stati degli importanti investimenti fatti dagli ultimi Governi attraverso le Leggi di Stabilità del 2016 e del 2017.

Queste dinamiche hanno sicuramente avuto un effetto importante nella diffusione di questo genere di prestazioni. La nostra scelta di investire in questo campo è, però, orientata da ragioni più profonde. La volontà di creare una nostra piattaforma e renderla disponibile alle altre società è qualcosa di coerente con la nostra vision e il nostro modo di fare banca. Investendo nel welfare aziendale vogliamo sottolineare come l’obiettivo di Intesa Sanpaolo sia quello di “mettere al centro” la persona, e non un semplice prodotto.

Il welfare aziendale è stato, in qualche modo, uno strumento che ha portato all’evoluzione del rapporto tra l’impresa e i lavoratori. Per noi è importante promuovere e agevolare un meccanismo che s’incentra sulla cura della persona e delle sue relazioni. Proprio per questo, il nostro intervento è incentrato sul dialogo con i dipendenti, in modo da comprendere i loro bisogni e le loro esigenze.


Quali sono i servizi che Intesa Sanpaolo fornisce attraverso la sua piattaforma Welfare Hub?

La piattaforma Welfare Hub è totalmente personalizzabile: questo vuol dire che ogni impresa può modificare il “paniere” di servizi a seconda delle sue esigenze dei propri collaboratori. Per quanto ci riguarda, noi offriamo tutto ciò che è consentito dalla normativa vigente. Per semplificare l’uso del portale digitale, abbiamo suddiviso le prestazioni in quattro aree tematiche: casa e famiglia, salute e benessere, svago e tempo libero, viaggi e mobilità.

All’interno di queste aree si trovano tutti i servizi di welfare che l’impresa può offrire ai propri lavoratori: dalle spese per tasse scolastiche, per l’assistenza e per la cura domiciliare, fino a quelle sanitarie non coperte dal SSN e quelle dedicate ai viaggi, allo sport, alla cultura. Inoltre, attraverso la piattaforma i dipendenti potranno iscriversi al nostro fondo per la previdenza complementare e accedere ai nostri servizi finanziari. Abbiamo poi un’area dedicata alla gestione dei fringe benefit, cioè quei benefit disponibili tramite voucher per un valore massimo di 258,23 euro.


Come funziona la piattaforma “Welfare Hub”?

L’uso della piattaforma è semplicissimo: il singolo lavoratore riceve delle credenziali di accesso personali e - accedendo con il proprio pc, tablet o smartphone - potrà gestire in autonomia il suo importo destinato al welfare. Dove previsto, potranno chiedere il rimborso delle spese e utilizzare i voucher: a questo proposito, Intesa Sanpaolo può vantare oltre 20.000 operatori convenzionati su tutto il territorio in cui i dipendenti possono acquistare i servizi.


Secondo lei, quali sono i principali punti di forza del welfare aziendale? Perché le imprese scelgono di investire in questo genere di servizi?

In primo luogo, il welfare aziendale è senz’altro una soluzione win-win: da una parte il datore di lavoro può ridurre la pressione fiscale fidelizzando però i propri dipendenti; dall’altra, i dipendenti hanno un vantaggio economico e servizi importanti per la persona e la famiglia. Inoltre, consente di attrare i talenti di cui l’impresa ha bisogno. Questo abbiamo avuto modo di sperimentarlo anche all’interno della nostra realtà che, a livello italiano, è stata tra le prime a implementare strumenti e servizi di welfare innovativi per i propri collaboratori.

In secondo luogo, consente di migliorare la condizione lavorativa, generando un ambiente di lavoro positivo. Uno degli esempi più efficaci in questo senso riguarda sicuramente le prestazioni che facilitano la conciliazione vita-lavoro: promuovendo una maggiore flessibilità nella gestione del tempo da dedicare al lavoro e quello riservato alla famiglia, si genera un circuito virtuoso che ha ritorni positivi per tutte le parti coinvolte.

Infine, il welfare aziendale diviene importante anche in tema di relazioni industriali. Infatti, oltre ad essere una materia al centro del dialogo tra le parti sociali, sempre più spesso sono gli stessi sindacati ad interessarsi a questa opportunità: in questa direzione, le rappresentanze sindacali possono fungere da collante tra l’impresa e i lavoratori e facilitare l’individuazione dei bisogni di questi ultimi.

 


La ricerca di Percorsi di secondo welfare sui provider di welfare aziendale

Welfare aziendale per oltre 45mila orafi, argentieri e gioiellieri

Al via il nuovo accordo integrativo del comparto della concia di Vicenza

Welfare e Utilities: il quarto rapporto di Utilitalia sulla managerialità femminile

Otto convegni dedicati al welfare aziendale: il Roadshow di Este

TreCuori: un provider di welfare aziendale attento al territorio
 
NON compilare questo campo