primo welfare

Senza un ripensamento del sistema, spiega Maurizio Ferrera sul Corriere, c’è il rischio che le politiche sociali europee vadano incontro a un crollo. La sfida più difficile oggi riguarda soprattutto quei Paesi meno coesi internamente e culturalmente. Come l'Italia.
Durante la Conferenza Espanet 2025 svoltasi all'Università di Milano, Maurizio Ferrera ha tenuto un keynote speech in cui si è concentrato sulla definizione che coniò quasi trent'anni fa, chiedendosi se sia l'ora di abbandonare questa categoria analitica e la relativa agenda di ricerca.
Sono molte le sfide che il sistema sanitario, ormai irreversibilmente digitale, è oggi chiamato ad affrontare per continuare a rispondere ai bisogni delle persone. In questo quadro il ricorso alla blockchain può offrire risposte coerenti con l’idea di secondo welfare.
During the Espanet 2025 Conference at the University of Milan, Maurizio Ferrera delivered a keynote speech on the concept of Southern European welfare, which he first introduced nearly thirty years ago. In light of the current “polycrisis,” which has led to an increasing hybridization of traditional welfare models across Europe, Ferrera questioned whether it is time to revisit this analytical category.
L'Università degli Studi di Milano ospita tre giorni di confronto internazionale sul futuro del welfare tra crisi globali, transizioni e sfide sociali. Anche Percorsi di secondo welfare darà il proprio contributo al dibattito.
Il presidente USA ha licenziato la capa dell'agenzia governativa responsabile dei dati mensili sull'occupazione, per motivazioni puramente politiche. Una scelta senza precedenti, che può rivelarsi molto pericolosa.
Il nostro Paese avanza in maniera disomogenea, e più lentamente degli altri Stati membri, verso gli obiettivi posti dall'Unione Europea per la digitalizzazione da raggiungere entro il 2030.
L’enorme potenziale dalla IA impone un approccio rigoroso: le scelte che incidono sulla salute delle persone devono infatti essere guidate da etica, trasparenza e controllo di appropriatezza. Anche per questo, secondo Antonio Monteleone, l'affidabilità dei sistemi IA richiede costante supervisione umana per garantire che dati e algoritmi siano ben gestiti, efficaci e sicuri.
L’adozione delle AI non è neutra e porta con sé un insieme di dicotomie che vanno individuate e rese visibili per tentare di risolverle. Questo vale anche e soprattutto in ambito sociale. Giorgio Merlo ci aiuta ad approfondirne alcune per capire come si possa governare questo grande cambiamento in atto.
La trasformazione demografica impone un ripensamento profondo delle politiche sociali, urbane e culturali, per garantire diritti, autonomia e partecipazione attiva agli anziani. Ne parla Salvatore Rao su Rivista Solidea.
Nascere a Milano o a Palermo, in una famiglia colta o con basso reddito, maschio o femmina: il destino socioeconomico di una persona in Italia nel 2025 è ancora fortemente condizionato da questi fattori di partenza. Dalla mobilità intergenerazionale bloccata ai divari territoriali e di genere nel lavoro, nel nostro Paese la mappa delle opportunità tutt’altro che uniforme.