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Le politiche di conciliazione tra famiglia, lavoro e servizi per l’infanzia

Fondazione CRC e Percorsi di secondo welfare hanno realizzato una ricerca sulla conciliazione vita-lavoro per stimolare riflessioni utili a promuovere l’avvio di pratiche innovative in questo ambito. L’analisi, coordinata dell’Ufficio Studi e Ricerche della Fondazione CRC e realizzata da Chiara Agostini e Eleonora De Stefanis di Secondo Welfare, è presentata nel Quaderno “Le politiche di conciliazione tra famiglia, lavoro e servizi per l’infanzia. Un’analisi del quadro attuale e delle esperienze in corso”. Il documento è scaricabile in questa pagina e sul sito di Fondazione CRC.

Tema e obiettivi

Quello della conciliazione vita-lavoro è un ambito di welfare che, se adeguatamente sviluppato, può contribuire ad accrescere il benessere delle persone, a raggiungere la parità di genere e, più in generale, a sostenere la crescita del Paese. Essa infatti, oltre a giocare un ruolo di primo piano nel sostenere la partecipazione femminile al mercato del lavoro, garantire lo sviluppo socio-economico e promuovere l’equità, può aiutare ad affrontare grandi sfide quali i mutamenti demografici e la  povertà educativa. Il lavoro di analisi presentato nel Quaderno prende stimolo dagli Organi di indirizzo della Fondazione CRC che, nella fase di riflessione sui temi chiave da prendere in considerazione per affrontare le sfide del futuro, hanno individuato la conciliazione dei tempi di vita e lavoro quale aspetto imprescindibile su cui promuovere una riflessione aperta al territorio cuneese.

Contenuti del Quaderno

Il Quaderno analizza le politiche di conciliazione vita-lavoro concentrandosi sul dibattito scientifico in materia, sui principali dati disponibili a livello italiano ed europeo e sull’analisi di specifiche best practice territoriali. Nel dettaglio, il report descrive come nel nostro Paese l’intervento pubblico continui a essere caratterizzato da un approccio familistico, che delega alle famiglie o alle reti parentali le primarie responsabilità di cura. Negli ultimi anni si è assistito a un parziale cambio culturale, con l’aumento dell’utilizzo da parte degli uomini di congedi di paternità e parentali, lo sviluppo di politiche pubbliche volte a migliorare l’accesso ai servizi, come i bonus asili nido, e di strumenti di sostegno al reddito familiare e alla genitorialità, in primis l’Assegno Unico e Universale. Questi, tuttavia, appaiono ancora interventi troppo residuali per rispondere efficacemente ai crescenti bisogni di conciliazione delle persone. Una risposta a queste mancanze può venire dagli interventi di secondo welfare, sviluppati da soggetti privati in sinergia col Pubblico per affrontare ambiti di bisogno in cui le istituzioni faticano a intervenire. Conoscere le caratteristiche di queste progettualità, anche attraverso esempi concreti, può permettere di individuare azioni che possono essere sviluppate nella provincia di Cuneo. E non solo.

Struttura

Il rapporto è diviso in tre parti. La prima definisce le politiche di conciliazione e analizza le principali funzioni che esse hanno assunto nel corso del tempo. La seconda approfondisce le principali sfide cui le politiche di conciliazione si trovano oggi a rispondere analizzando i dati disponibili a livello europeo e italiano. La terza parte analizza tre esperienze selezionate in quanto best practice che possono essere prese ad esempio anche nel contesto cuneese: 4E-Parent, Sbrighes! e Bi.lanciare.