Primo Welfare

Con il termine “primo welfare” ci riferiamo al sistema tradizionale di protezione sociale organizzato e gestito dallo Stato tra fine Ottocento e inizio Novecento per rispondere a rischi e bisogni sociali dei cittadini. Per questo esso è spesso indicato anche come “Welfare State” o “Stato Sociale”

Il primo welfare include una serie di politiche pubbliche e programmi “essenziali” – come pensioni, assistenza sanitaria, tutele contro la disoccupazione, istruzione, politiche per la famiglia, politiche abitative, etc. – che intendono garantire il benessere dei cittadini attraverso la redistribuzione delle risorse e la fornitura di servizi.

Il primo welfare rappresenta quindi la base del sistema di protezione sociale. Su di esso si innestano le evoluzioni e le integrazioni del secondo welfare, che coinvolge attori non-pubblici (Terzo Settore, aziende, corpi intermedi…) per rispondere ai rischi e bisogni in una logica sussidiaria e integrativa rispetto alle politiche pubbliche tradizionali.

Di seguito i nostri articoli in cui approfondiamo dinamiche e esperienze realizzate nel perimetro del primo welfare.

La pandemia ha portato a un aumento del rischio povertà in molti Paesi europei, tra cui l'Italia. Le risorse che arriveranno da Bruxelles nei prossimi anni possono rappresentare un'opportunità per affrontarla? Ce ne parla Paolo Riva nella nostra inchiesta per Buone Notizie.
Nel maggio 2021, in Portogallo, i leader UE si sono impegnati a raggiungere alcuni obiettivi ambiziosi su occupazione, formazione e povertà entro il 2030. Con una serie di articoli cercheremo di capire se e quanto il Pilastro europeo dei diritti sociali rilanciato al Summit Porto può pesare sul futuro dell'Unione.
Tra i diversi cambiamenti indotti dalla pandemia spicca il rafforzamento del ruolo dell’Unione. Si è passati dalla semplice regolazione del «sociale» in Europa alla presenza diretta dell’«Europa» nel sociale.
Franca Maino intervistata da Senza Età delinea la situazione dell'Italia dopo che l'Unione Europea ha approvato il PNRR nel quale sono state recepite molte delle proposte avanzate nei mesi scorsi dal Network Non Autosufficienza
Sabato 5 giugno, nel corso del Festival dell'economia di Trento 2021, la direttrice di Percorsi di secondo welfare Franca Maino è intervenuta durante la sessione "Nuove povertà e nuove reti sociali" per approfondire il ruolo delle politiche di contrasto alla povertà nel nostro Paese. È possibile rivedere l'intera sessione, che ha visto la partecipazione di Cristiano Gori, Rossella Miccio e Natalie Westerbarkey.
Tra il 9 e il 12 giugno 2021 la SISEC terrà il suo quinto convegno, quest'anno ospitato dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania. Tra le numerose sessioni della conferenza, che sarà seguibile interamente online, vi segnaliamo "Contrasto alla povertà: redditi minimi e inclusione attiva nell'emergenza", curata anche dalla direttrice di Percorsi di secondo welfare Franca Maino insieme ad Andrea Ciarini e Rosangela Lodigiani.
La pandemia ha messo al centro delle preoccupazioni degli europei due ambiti nei quali però, l'UE ha poteri limitati: occupazione e welfare. Ma è proprio da qui che Unione e Stati membri devono ripartire.
La crisi sanitaria in corso ha fatto emergere con chiarezza le conseguenze dei mancati investimenti sul fronte del welfare territoriale. Secondo i dati Istat più recenti è evidente come ci sia un generale sotto finanziamento di alcuni interventi e come permanga un forte squilibrio tra Nord e Sud. Resta inoltre aperta la questione della definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni. Ce ne parla Gianluca Budano.
Ausili digitali e tecnologie assistive stanno assumendo un ruolo determinante nel miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità. Ad esempio per il raggiungimento di una maggiore autonomia e per permettere loro di lavorare e studiare. Inoltre, gli strumenti tecnologici sono spesso potenti amplificatori delle capacità relazionali e comunicative. Ma il binomio disabilità-digitale non è affatto privo di difficoltà e rischi.
Il 6 aprile è stata pubblicata la Legge 46/2021 che introduce il cosiddetto assegno unico e universale che andrà a riordinare le misure pubbliche di sostegno alle famiglie con figli. In questo articolo Giulia Greppi, riprendendo alcune analisi fatte dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, ci spiega come dovrebbe funzionare l'assegno, chi saranno i beneficiari e quali importi potranno essere erogati in base alla situazione familiare.