INCLUSIONE SOCIALE /
A Torino il primo social housing LGBT
Il progetto TO HOUSING, promosso da un'ampia rete di soggetti pubblici e privati, vede nella casa un mezzo per promuovere l'inclusione sociale di persone discriminate a causa del loro orientamento sessuale
31 dicembre 2018

TO HOUSING è il nuovo co-housing sociale a Torino che accoglie le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) in difficoltà e in condizioni di estrema vulnerabilità. Prima esperienza con queste caratteristiche in Italia, TO HOUSING può accogliere fino a 24 ospiti in 5 appartamenti di proprietà ATC non destinati alle graduatorie per le case popolari. l progetto nasce per rispondere all’emergenza abitativa ma anche per attivare, proprio a partire da un bisogno primario e fondamentale come la casa, percorsi di reinserimento sociale.


A chi si rivolge?

TO HOUSING si rivolge a giovani tra i 18 e 26 anni allontanati dalle famiglie di origine a causa dell’orientamento sessuale; migranti e rifugiati omosessuali, per i quali emerge da riscontri di operatori e istituzioni, la necessità di essere ospitati in spazi sicuri e protetti; anziani LGBT in condizione di solitudine o povertà, vulnerabili di emarginazione e di rottura con le famiglie a causa del loro orientamento sessuale, in modo che possano trovare una casa e uns comunità di mutuo aiuto; persone transessuali e transgender che sono tra le più discriminate nella ricerca di un alloggio, a causa del pregiudizio che lega transessualità e prostituzione.


Come funziona?

Si può accedere al servizio attraverso segnalazione dei Servizi Sociali o di enti e realtà dedicati e dei partner del progetto. Si può altresì far domanda direttamente contattando Quore scrivendo alla mail tohousing@quore.org. Un’equipe di accoglienza composta da educatori, psicologi e assistenti sociali esaminerà le segnalazioni e svolgerà il primo colloquio e valuterà l’accesso degli ospiti. La permanenza media prevista di 8 mesi potrà essere eventualmente estesa per completare il percorso di autonomia degli utenti.


Non solo casa

Gli ospiti potranno partecipare a momenti di analisi e sviluppo delle competenze curati da orientatori esperti del mercato del lavoro che con azioni mirate li accompagneranno verso l’autonomia sociale e lavorativa allo scopo di completare l’obiettivo di processo educativo. Insieme a OFF TOPIC sono previsti momenti di aggregazione e ricreazione per armonizzare la presenza del progetto all’interno del quartiere e creare occasioni di scambio, nonché percorsi di mutualità tra residenti e vicinato in sinergia con il “portierato sociale”.


La rete

l progetto è realizzato da Quore, organizzazione di promozione sociale promotrice di attività rivolte alle persone LGBTQI, con il supporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città di Torino, di ATC – Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale e con il sostegno di IKEA, Iren, Bentley SOA, Philips, Cooperativa Di Vittorio, La Banca delle Visite e Medi.ca. Il lavoro in rete con enti e associazioni del territorio garantisce la segnalazione dei casi e l’importante sinergia tra enti pubblici e privati rappresenta un’importante occasione di crescita e sviluppo per il progetto e per il territorio in cui è inserito.

 


Gli alloggi pignorati e invenduti nuova frontiera dell'housing

Homeless: da Torino nuove riflessioni e prospettive di intervento

Housing sociale e solidarietà intergenerazionale: l'esperienza della Casa di zia Jessy

Inclusione attiva delle persone senza dimora: i primi risultati del Network Housing First Italia

Chi sono le persone senza dimora? La fotografia dell'Istat

Quando la casa è il punto di partenza per contrastare la homelessness