Opinioni

Diversi dati confermano la diffusione del welfare anche nelle piccole e medie imprese, ma quasi solo nella forma del sostegno al reddito. Conciliazione, cura e flessibilità restano indietro, con forti differenze legate a dimensione e territorio. Per valorizzare la dimensione sociale servirebbe più collaborazione tra organizzazioni, anche attraverso la costruzione di reti
La difficoltà di costruire e mantenere relazioni significative attraversa sempre più spesso la nostra vita quotidiana. I viaggi di gruppo organizzati offrono un punto di osservazione interessante su questo bisogno di socialità: facilitano l’incontro e la nascita di nuovi legami, ma fino a che punto possono contribuire davvero a prevenire o contrastare la povertà relazionale?
Fondazione Libellula ha raccolto le voci di oltre 2.000 uomini in Italia per indagare esperienze e percezioni rispetto a temi come genitorialità, discriminazioni sul lavoro, parità e ruoli di genere. I risultati mostrano una realtà fatta ancora di tante contraddizioni ma anche importanti segnali di cambiamento.
Le nuove norme UE in materia di asilo spingono a riflettere su come garantire davvero alle persone straniere l’accesso ai servizi sanitari. Senza confondere salute e controllo ma tenendo in considerazione, come ricorda The Lancet, che la migrazione non è un’emergenza.
Nonostante i profondi cambiamenti in atto, tante organizzazioni continuano ad adottare questo approccio. A dirlo è il 4° Rapporto dell’Osservatorio Sodalitas, che mostra come le aziende più attente considerino il benessere delle persone, l’inclusione e la qualità del lavoro investimenti strategici capaci di generare valore economico e sociale
Una riflessione di Egidio Riva a partire dalla nuova Expert Survey P2W sul ruolo ancora marginale del settore profit nelle politiche sociali territoriali e sulla necessità di rafforzare la regia pubblica per integrare risorse, competenze e responsabilità
Una ricerca condotta sull’esperienza del Comune calabrese, unico ente locale del Sud coinvolto nella prima di sperimentazione, mostra un modello condiviso nei principi, ma ancora fragile nella pratica. Ritardi, carenza di risorse e difficoltà di coordinamento frenano una riforma che punta a mettere le persone con disabilità davvero al centro.
Si tratta del primo Piano dopo la riforma dell’assistenza agli anziani e rappresenta un’importante occasione per valutarne l’attuazione. Come spiega Franca Maino, alcune innovazioni significative convivono con il ridimensionamento dell’ambizione trasformativa della riforma. Per questo, più che segnare un cambio di rotta, il Piano consolida e stabilizza il sistema così come si è venuto configurando negli ultimi anni.
A partire dall’esperienza professionale nei servizi, il volume “Abitare la tutela” propone una lettura che intreccia storie, strumenti e riflessioni sul dialogo tra professionisti, sistema giuridico e famiglie, interrogandosi su come i diversi saperi del welfare possano dialogare tra loro.
Dalla sanità al lavoro, dalla sicurezza all’Europa, gli italiani chiedono alla politica protezione e responsabilità. Maurizio Ferrera sul Corriere della Sera riflette sulle sfide che attendono partiti e coalizioni.
Il progetto europeo ATELIER ha un obiettivo ambizioso: costruire la cultura e il mindset necessari a progettare vere iniziative di inclusione sociale, colmando il gap tra chi sa misurare l’impatto e chi sa progettarlo. Attraverso ricerca, formazione e un atlante di 50 buone pratiche europee di co-design, ha sviluppato strumenti liberi, replicabili e adattabili.
Le persone chiedono strumenti capaci di migliorare la qualità della vita quotidiana, ridurre lo stress, favorire la conciliazione e rendere più accessibili i servizi esistenti. A dirlo è una recente ricerca condotta in provincia di Cuneo da Percorsi di Secondo Welfare, che fotografa una situazione comune a molti territori del nostro Paese.
Un recente studio pubblicato su Politiche Sociali ha provato ad utilizzare indicatori di reddito in alternativa a quelli di spesa usati tradizionalmente da Istat. I risultati sono sorprendentemente diversi e dimostrano come la scelta degli strumenti di misurazione condizionano ciò che vediamo e, di conseguenza, ciò che le politiche sociali riescono a correggere.
Alcune aziende e realtà mutualistiche stanno iniziando a dare risposte concrete in materia di procreazione medicalmente assistita e social freezing, aprendo però interrogativi sul ruolo del welfare privato e sulla necessità di un approccio più ampio alla conciliazione vita-lavoro.
Dalla XII edizione di Donare 3.0 emerge che il dono digitale non è più solo una transazione online. Valeria Vitali racconta come possa diventare un’esperienza collettiva, capace di attivare persone, territori e cause quando si fonda su fiducia, prossimità e obiettivi concreti.