Opinioni

Servizi di prossimità, accompagnamento e collaborazioni locali possono aiutare a garantire continuità nelle cure e a collegare il primo intervento alla presa in carico di migranti e persone fragili. Lo dimostra l’esperienza dell’INMP, ente pubblico che si occupa della salute delle persone migranti e di chi vive in condizioni di fragilità sociale.
L’orientamento viene indicato come uno degli strumenti per prevenire la dispersione e il fenomeno NEET. Ma quanto può essere orientativa una scuola che chiede a ragazze e ragazzi di scegliere in un’età in cui interessi e capacità sono ancora in formazione, valutando il loro potenziale dentro un modello didattico poco flessibile?
Dall’esperienza vissuta alla costruzione di una risposta psicoeducativa: gli apprendimenti fatti nello sviluppo dell’app “Il Narciso Viola” permettono di riflettere sui dilemmi dell’innovazione digitale applicata ai bisogni relazionali sommersi e al suo rapporto con i servizi territoriali.
Dati chiari e informazioni trasparenti, anche grazie agli strumenti digitali, possono aiutare a ridurre la distanza tra i bisogni di salute e i servizi disponibili per migranti e fragili. Lo dimostra l’esperienza dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà.
L’approvazione del Piano d’azione nazionale per l’economia sociale è un passaggio importante che rappresenta un cambio di prospettiva, ma perché si realizzi davvero sono necessarie tre condizioni. L’obiettivo, del resto, è ambizioso: costruire un diverso rapporto tra Stato, mercato e società.
Non basta aprire sedi o sportelli di prossimità: bisogna avere la capacità di proiettarsi verso l'esterno, nella complessità degli ecosistemi. È una delle tante cose apprese nell'esperienza delle Portinerie di comunità, che ora propone una Scuola per chi vuole diventare attivatore di comunità.
La scienza ci aveva avvertito: le ondate di calore sono sempre più forti e lunghe, e quest’anno lo abbiamo sperimentato come forse mai prima. Ma abbiamo visto anche tanti territori iniziare a mobilitarsi per ridurre le conseguenze di fenomeni con cui dobbiamo imparare a convivere. Per evitare di far pagare la crisi climatica soprattutto ai più deboli ora servono una regia e dei sostegni nazionali per dare risposte sistemiche.
In un Paese sempre più polarizzato, le organizzazioni non profit sono le uniche istituzioni di cui si fida la maggioranza delle persone indipendentemente dall'appartenenza politica. La fiducia verso fondazioni e grandi donatori, invece, continua a scendere. Perché? Una domanda che bisogna iniziare a porsi anche in Italia.
Il terzo Rapporto sull'Agenda FAST, "Ripartenze possibili", sposta il fuoco sui cosiddetti giovani adulti, che le statistiche internazionali e le misure di policy quasi non rilevano. I dati raccontano un miglioramento apparente e tre fratture profonde, mentre i casi analizzati sul campo mostrano che la domanda di questa fascia di età non è assente, ma è esclusa dai criteri con cui la misuriamo.
Mentre l'evidenza empirica conferma i vantaggi del modello del lavoro agile su produttività e conciliazione vita-lavoro, molte imprese impongono il rientro forzato. Un'analisi che supera il dibattito ideologico e cerca di andare alla base delle scelte aziendali in Italia.
Una realtà marchigiana ha intrapreso un percorso per ripensare i propri servizi. Lo sta facendo senza affidarsi a consulenti esterni ma all’intelligenza collettiva di quasi 300 soci e socie che ogni giorno lavorano sul territorio e al punto di vista di beneficiari, PA e “interpreti” di altri mondi. Una scelta non priva di rischi, ma che tiene insieme obiettivi diversi e un’ambizione: riposizionare la cooperativa come attrice proattiva del welfare locale.
A Pozzo d'Adda è in corso un progetto di community engagement in cui la forestazione urbana è intesa (anche) come un dispositivo di partecipazione. Alla fine del primo anno di attivazione e coinvolgimento della cittadinanza, si propongono alcune riflessioni del percorso fatto finora e delle idee per renderlo sostenibile nel tempo.
Il Demography Report 2026 mostra che l’Unione europea sta invecchiando e che la sua popolazione inizierà a diminuire già dalla fine di questo decennio. In questo contesto, la migrazione diventa sempre più importante, ma non basta da sola: è necessario valorizzare le competenze e creare le condizioni affinché le persone possano costruire una vita nei Paesi di destinazione.
Sul Corriere della Sera Maurizio Ferrera riflette sul crescente squilibrio generazionale nelle democrazie europee e sugli strumenti necessari per dare più peso agli interessi dei giovani e delle generazioni future.
Diversi dati confermano la diffusione del welfare anche nelle piccole e medie imprese, ma quasi solo nella forma del sostegno al reddito. Conciliazione, cura e flessibilità restano indietro, con forti differenze legate a dimensione e territorio. Per valorizzare la dimensione sociale servirebbe più collaborazione tra organizzazioni, anche attraverso la costruzione di reti
La difficoltà di costruire e mantenere relazioni significative attraversa sempre più spesso la nostra vita quotidiana. I viaggi di gruppo organizzati offrono un punto di osservazione interessante su questo bisogno di socialità: facilitano l’incontro e la nascita di nuovi legami, ma fino a che punto possono contribuire davvero a prevenire o contrastare la povertà relazionale?
Fondazione Libellula ha raccolto le voci di oltre 2.000 uomini in Italia per indagare esperienze e percezioni rispetto a temi come genitorialità, discriminazioni sul lavoro, parità e ruoli di genere. I risultati mostrano una realtà fatta ancora di tante contraddizioni ma anche importanti segnali di cambiamento.