L’intelligenza artificiale è destinata a incidere sempre più profondamente sulla vita delle persone e sull’organizzazione delle imprese. Per il movimento cooperativo – che riunisce 1 miliardo di socie e soci nel mondo e opera in ogni Continente e settore economico – questa trasformazione pone una domanda fondamentale: quale ruolo vogliamo svolgere nel futuro dell’intelligenza artificiale?
Attualmente le comunità coinvolte nell’estrazione delle risorse dedicate all’IA ne sostengono i costi senza partecipare ai vantaggi economici; chi svolge attività essenziali per l’addestramento dei modelli può lavorare in condizioni precarie e poco tutelate; i territori che ospitano i data center possono subire gli impatti ambientali delle infrastrutture senza ricevere le giuste protezioni; i dati sono raccolti dalle piattaforme per finalità private senza la corretta informazione degli utenti circa il loro utilizzo, e in generale il potere tecnologico si concentra nelle mani di pochi attori.
Come stanno cercando di rispondere a queste sfide le realtà cooperative?
Al via una comunità di pratica
Le imprese cooperative sono nate quasi 2 secoli fa, per portare nel mercato risposte diverse e costruite sui bisogni delle persone; lavoro, storie e persone che hanno dimostrato nel tempo come sia possibile fare impresa mettendo le persone prima dell’accumulo di capitale. Oggi questa vocazione può essere portata anche nel campo dell’intelligenza artificiale, definendone le regole, la governance, gli utilizzi, la generazione e distribuzione del valore. Per rendere possibile fare innovazione mettendo le esigenze delle persone, dell’ambiente e delle comunità prima di quelle della tecnologia.
È questa consapevolezza che ha portato al programma Cooperative AI, promosso da International Cooperative Alliance (ICA), Legacoop e Fondazione PICO – il Digital Innovation Hub di Legacoop, di cui sono presidente. L’iniziativa è stata lanciata il 17 settembre scorso a Panama, proprio durante la Conferenza Globale dell’ICA.
Cooperative AI è un programma da costruire su una base di conoscenza e definizioni condivise, una comunità di esperti cooperativi per lavorare e collaborare, oltre alla realizzazione di strumenti di IA fondati sull’identità cooperativa. Una prospettiva a partire dalla quale sta nascendo una comunità di pratica sulla Cooperative AI: a Roma, dal 12 al 16 ottobre, ICA, Legacoop e Fondazione PICO hanno ospitato un Cooperative AI Bootcamp internazionale durante il quale 30 rappresentanti del movimento cooperativo, provenienti da 18 Paesi e 5 Continenti, si sono incontrati per confrontarsi su cosa possa diventare la Cooperative AI e su come trasformare questa visione in un progetto condiviso.
Un gruppo di esperte e esperti – aperto a tutte le realtà interessate a contribuire, e che condividano gli stessi valori – che stanno mettendo a fattor comune competenze, esperienze e iniziative già presenti nel mondo cooperativo, favorendo la collaborazione tra ricerca, sviluppo tecnologico e attività di advocacy.
Insieme, per un’intelligenza artificiale diversa
La dimensione collettiva della cooperazione rappresenta la risorsa più preziosa su cui contare: una vasta rete globale di imprese e persone, la presenza diffusa nei territori, imprese che operano in settori differenti e che possono operare in economia di scala, condividere infrastrutture e competenze e sperimentare modelli alternativi che rispondano a bisogni reali. Nessuna cooperativa può farlo da sola, ma insieme si possono costruire le condizioni per un’intelligenza artificiale diversa, basata su partecipazione democratica, autonomia e diritti sui dati, lavoro dignitoso, condivisione del valore, beneficio per le comunità. C’è spazio per molte innovazioni cooperative e un reale valore nell’aiutarle a rafforzarsi a vicenda.
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Il bootcamp ha dato spazio a rappresentanti dell’economia cooperativa per riflettere e discutere su un’IA più giusta, con persone che costruiscono tecnologia, sviluppano idee ed esplorano approcci diversi; è stato il pulsante di avvio di un processo che coinvolge l’intero movimento cooperativo internazionale. Proprio per questo, nelle prossime settimane la comunità di pratica inizierà a lavorare, da una parte, per consolidare un framework teorico comune e, dall’altra, per iniziare a sviluppare delle sperimentazioni tecnologiche concrete.
Regole ancora da scrivere, o cambiare
Il premio Nobel per l’economia 2025 Philippe Aghion, intervenendo alla Biennale dell’economia cooperativa ospitata a Milano pochi giorni prima del bootcamp, ha richiamato l’importanza di conciliare innovazione e coesione sociale, evidenziando come in Europa «siamo Paesi di medie dimensioni». «Condividiamo democrazia e modelli sociali ma dobbiamo unirci, e con l’IA possiamo diventare davvero padroni e fautori del nostro destino», ha aggiunto.
L’intelligenza artificiale non è un fenomeno autonomo e inevitabile: è il risultato di scelte umane, economiche e tecnologiche, che possono ancora essere scritte e cambiate.