A inizio maggio l’Unione Europea ha varato per la prima volta una Strategia contro la povertà. L’obiettivo primario, come spiegavamo qui, è ridurre di 15 milioni le persone economicamente vulnerabili nei Paesi membri (che gli ultimi dai stimano in 93 milioni) attraverso interventi specifici per fasce di età, un lavoro orizzontale sui fattori indiretti che aggravano la povertà e una nuova governance per gestione fondi e monitoraggio dei progressi.
Così facendo l’UE ha scelto di interviene in modo sistemico su un tema fondamentale per la tenuta del sistema sociale del Vecchio Continente. Al contempo, a Bruxelles è in discussione un bilancio pluriennale che al ad oggi prevederebbe molte meno risorse per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che si è data sulla povertà.
Lorenzo Bandera su Buone Notizie del Corriere della Sera spiega che è il rischio evidente è di adottare l’andatura del gambero – un passo avanti e due (o più) indietro – che renderebbe vana la neonata Strategia.