Cosa ha permesso di fare InnovaWelfare: esperienze dal campo
Avviato nel 2023, il programma InnovaWelfare ha alle spalle due edizioni con 75 candidature raccolte, 17 progetti sostenuti e circa 3 milioni di euro erogati, affiancati da percorsi di rafforzamento progettuale. Durante l’evento sono stati presentati alcuni casi esemplari.
È il caso di ZioCare, sviluppato da Stripes, che utilizza dispositivi indossabili e una rete wireless a basso consumo per monitorare le condizioni di anziane e anziani ,anche in aree isolate e fuori dal domicilio, mettendo in connessione dati, operatori e caregiver. L’impresa sociale Medici in Famiglia ha invece sperimentato una piattaforma basata su intelligenza artificiale per lo screening precoce dei disturbi dell’apprendimento nelle scuole, coinvolgendo quasi 600 bambini e bambine, avviando percorsi di potenziamento per un centinaio di minori e raggiungendo indirettamente circa 900 genitori e 80 insegnanti.
Tra le iniziative più interessanti c’è poi SALSA, progetto di Informatici Senza Frontiere che lavora su modelli di abitare assistito che integrano sensori e soluzioni di domotica per aumentare autonomia e sicurezza delle persone con disabilità. Cooperativa Arcoiris ha invece sviluppato un servizio di monitoraggio domiciliare per anziane e anziani basato su sensori e algoritmi che analizzano i comportamenti e segnalano situazioni di rischio, supportando concretamente i caregiver.
La tecnologia rafforza la relazione, non può sostituirla
Come detto, un’ulteriore occasione di riflessione è venuta da una ricerca dell’Università degli Studi di Bergamo, che ha analizzato 200 soluzioni tecnologiche applicate al welfare a livello nazionale e internazionale. I dati mostrano che l’innovazione è già in corso: oltre il 40% delle soluzioni è sviluppato in ambito domiciliare e si concentra su anziane e anziani (25%) e giovani (24%). Le tecnologie sono utilizzate soprattutto per rispondere a bisogni di autonomia (32%), salute (29%) e relazione (21%), ma il loro successo resta fortemente legato dalla capacità di integrarle nei diversi contesti.
Nel 36% dei progetti l’elemento determinante per il successo è rappresentato dalle operatrici e dagli operatori, seguiti da famiglie (30%) e caregiver (21%): il fattore umano resta dunque cruciale. La tecnologia, in altri termini, non sostituisce la relazione di cura, ma la rafforza. A patto che sia integrata nei servizi e accompagnata da investimenti sulle competenze di chi ci lavora.
Come sottolineato da Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo, è proprio a partire da questa consapevolezza che è stato sviluppato InnovaWelfare, il cui obiettivo ultimo non è introdurre tecnologia di per sé, ma contribuire a rendere i servizi di welfare più sostenibili e più vicini alle persone. “La tecnologia può essere una leva importante, ma solo se integrata nei servizi e accompagnata da affiancamento agli enti di Terzo Settore e sul miglioramento delle competenze degli operatori” ha spiegato, sempre nella consapevolezza che è necessaria “una collaborazione strutturata con lo Stato e con gli enti pubblici locali”.
Un bando 2,5 milioni per la terza edizione di InnovaWelfare
Come detto, durante l’evento è stata presentata anche la terza edizione di InnovaWelfare, che attraverso un bando mette a disposizione 2,5 milioni di euro per sostenere la sperimentazione e l’adozione di soluzioni tecnologiche capaci di migliorare qualità, accessibilità ed efficacia dei servizi di welfare.
Una delle priorità del bando è facilitare l’incontro tra enti non profit e soggetti che sviluppano tecnologie, puntando a collaborazioni in grado di generare risposte più innovative, replicabili e sostenibili ai bisogni emergenti.
Gli enti del Terzo Settore interessati possono consultare il bando e presentare la propria candidatura sul sito di Fondazione Cariplo.