TERZO SETTORE / Fondazioni
Guzzetti: per una vera Sussidiarietà occorre valorizzare il Secondo welfare
08 giugno 2012

Nel corso del lungo intervento inaugurale al XXII Congresso delle Fondazioni di Origine Bancaria e delle Casse di Risparmio, che si è svolto a Palermo il 7 e 8 giugno 2012, il Presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti ha affrontato diverse tematiche che negli ultimi mesi sono state al centro del dibattito pubblico. Molti sono stati i temi toccati da Guzzetti: dal rapporto delle Fondazioni con le banche alla presunta esenzione dal pagamento dell’Imu, dalla recente approvazione della Carta delle Fondazioni al ruolo che le stesse Fondazioni possono giocare all’interno della società civile. Proprio sul rapporto tra Fondazioni Bancarie e Terzo settore il presidente dell’Acri ha avuto modo di esprimere alcune considerazioni particolarmente interessanti:

Con il terzo settore e il volontariato il rapporto è forte e costruttivo. Hanno avuto modo di conoscerci: di verificare quanto di buono e utile per il Paese possiamo fare insieme. E la Fondazione con il Sud ne è solo l’esempio emblematico. Le attuali difficoltà, ahimè non solo congiunturali, purtroppo alimentano la tentazione intellettuale di assimilare il ruolo delle organizzazioni del volontariato e del terzo settore – e insieme quello delle Fondazioni che ad esse forniscono un sostegno economico essenziale – a una sorta di parastato, culturalmente distante dalle dinamiche e dai processi di tipo privatistico. Con il risultato di snaturare e corrompere il ruolo di tutto il privato sociale. Non c’è nulla di più sbagliato, perché la sussidiarietà si basa su un sistema di alleanze per l’interesse generale fra i cittadini, le imprese, i sindacati, la politica e l’amministrazione, ma non comporta la possibilità per i soggetti pubblici di sottrarsi al loro compito istituzionale di operare per la soddisfazione dei diritti e dei bisogni fondamentali della popolazione”. 

Guzzetti ha quindi sottolineato come la costruzione di una società veramente sussidiaria possa realizzarsi solo in presenza di un contesto che favorisca l’emergere e lo sviluppo del Secondo welfare:

“La sussidiarietà che ho in mente è fondata sul pluralismo dei soggetti in campo, con ruoli e responsabilità ben distinti, che siano in condizione di operare non tanto in un’ottica mutualistica che ammortizzi i deficit degli organismi pubblici deputati, quanto di sinergia e capacità di dare valore aggiunto alla qualità della vita. […] In un contesto in cui i fondi nazionali per gli interventi sociali hanno perso in un anno (dal 2010 al 2011) il 63% delle risorse stanziate dallo Stato è evidente che quello che viene chiamato secondo welfare, o meglio, welfare di comunità, debba essere valorizzato e meglio definito. Welfare di comunità vuol dire mix di interventi di protezione e di investimenti sociali che prevedono anche un finanziamento non pubblico, proveniente da fondazioni, imprese, assicurazioni, fondi di categoria, organismi del terzo settore. Vuol dire, cioè, interventi finanziati, nell’interesse dei cittadini, da una vasta gamma di attori economici e sociali collegati in reti con un forte ancoraggio territoriale, ma aperti al confronto e alle collaborazioni trans-locali anche di raggio europeo. Ecco, questo è il welfare di comunità che immagino e sul cui schema di fondo abbiamo realizzato molte cose in questi anni

L’intervento del presidente dell’Acri rilancia nuovamente un tema, quello del Secondo welfare, che se adeguatamente valorizzato potrebbe rivelarsi particolarmente importante per il nostro Paese, soprattutto in un momento in cui lo Stato tende a diminuire il proprio impegno in campo sociale. 

 

Rassegna Stampa

Il testo integrale dell’intervento (Il Sole 24 Ore)

Guzzetti: le fondazioni non interferiscono sugli istituti (Il Sole 24 Ore) 

Bankitalia: sfoltire le poltrone bancarie (La Repubblica)

Guzzetti: politica fuori dalle fondazioni (Il Giornale)

Fondazioni: Guzzetti, progetto housing vale 20mila alloggi (Agenzia Asca)

Monti e Guzzetti: quel “partito della sussidiarietà” (Il Sussidiario)

Fondazioni bancarie pagano l’Imu: nel 2012 esborso di 3 milioni (Ansa)

Imu e banche: la verità di Guzzetti (Vita.it)

 

 

 

 
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