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Reti d段mpresa per il welfare aziendale: il BioNetwork di Pavia
04 febbraio 2013

Dopo aver raccontato l’esperienza di GIUNCA - Gruppo Imprese Unite Nel Collaborare Attivamente - di Varese, continuiamo a parlare di reti d’impresa con l’esperimento della Rete del BioNetwork di Pavia.

E’ in fase di istituzione a Pavia la Rete BioNetwork, una rete d’impresa composta da aziende rurali femminili “family friendly” nata come sperimentazione all’interno del progetto "Impresa donna in ambito rurale", promosso nell’aprile 2011 da Provincia di Pavia, Camera di Commercio di Pavia, GAL Lomellina e GAL Alto Oltrepò in partenariato con le Associazioni datoriali agricole pavesi, Confederazione Italiana Agricoltori, Unione Agricoltori, Copagri e Federazione Provinciale Coltivatori Diretti. L’iniziativa pilota ha come obiettivo la costituzione di un circolo di imprese operanti sul territorio provinciale contraddistinte dal marchio Pavia in Famiglia. Una denominazione che richiama e certifica le azioni di conciliazione dei tempi intraprese a favore di una partecipazione più equilibrata delle donne al mercato del lavoro e, più in generale, per la crescita economico-sociale del territorio.

A proposito del protocollo d’intesa istitutivo del progetto "Imprensa donna in ambito rurale" l’allora Assessore regionale all’agricoltura Giulio De Capitani aveva espresso soddisfazione, auspicando che il circuito ‘Pavia in Famiglia’ potesse promuovere l’imprenditorialità femminile in agricoltura attraverso lo stimolo alle iniziative gestite da donne, sostenendo l'impegno delle imprenditrici e favorendo la conciliazione dei tempi aziendali con quelli della famiglia. A differenza delle “normali” reti d’impresa che si stanno diffondendo in Italia con l’obiettivo di accrescere capacità innovativa e competitività, il BioNetwork è un circuito di imprese accomunate dalla volontà di sviluppare la propria responsabilità sociale attraverso l’introduzione di flessibilità degli orari e programmi per favorire la conciliazione tra vita privata e lavorativa.

L’iniziativa si colloca nell’ambito dell'accordo territoriale sulla conciliazione famiglia e lavoro sottoscritto nell’ottobre del 2011, a dimostrazione della sensibilità degli enti territoriali della provincia di Pavia verso i temi della conciliazione famiglia-lavoro già dimostrata in diverse occasioni, come la costituzione della rete territoriale per la conciliazione famiglia-lavoro ma anche con i numerosi progetti portati avanti dalla Camera di Commercio di Pavia. Tra questi il corso di formazione per imprenditrici “family friendly” organizzato da Paviasviluppo, Azienda Speciale della Camera di Commercio costituita nel 2009 per rendere possibile la gestione del circuito Pavia in Famiglia.

Le aziende femminili “family friendly” che compongono la rete d’impresa BioNetwork di Pavia sono l’azienda agricola Tenuta San Giovanni di Cristiana Sartori, l’azienda agricola Oikos Abitare Poeticamente la Terra di Piera Pisanu e l’azienda agricola Castelfelice "Oasi della Gioventù" di Maria Cristina Galati. Le tre imprese hanno già partecipato al progetto "Impresa donna in ambito rurale" per attivare servizi e strutture “a misura di famiglia”, con particolare attenzione ai bambini, alle persone anziane e alle persone diversamente abili, e al percorso di formazione organizzato da Paviasviluppo. Come previsto dal protocollo d'intesa relativo al progetto "impresa donna in ambito rurale", le tre imprese operano in diversi territori (Olevano Lomellina, Travacò Siccomario, Montebello della Battaglia), così da introdurre nuovi strumenti di conciliazione e favorire l’occupazione femminile in più aree della provincia. Tra i requisiti per ricevere il riconoscimento Pavia in Famiglia, il bando per l’anno 2011 prevedeva anche la disponibilità di spazi per accudire i bambini e per l’organizzazione di attività formative e ricreative, l’offerta di servizi e strutture per i figli ma anche per la gestione di altri familiari a carico, e l’assistenza pediatrica, geriatrica, e medica per la famiglia.

La conciliazione a Pavia e l’incontro con il Bio Network

Lo scorso 22 gennaio il nostro laboratorio sul secondo welfare ha partecipato a uno degli incontri di formazione su welfare aziendale e conciliazione famiglia-lavoro organizzati nell’ambito della Rete Territoriale di Conciliazione di Pavia. Oltre ai numerosi partecipanti, tra cui funzionari delle ASL e degli uffici comunali e provinciali, rappresentanti delle istituzioni locali e dei sindacati, e aziende e cooperative interessate ad approfondire la conoscenza del nuovo bando regionale per il welfare aziendale, abbiamo approfittato dell’occasione per farci raccontare, da chi lo vive in prima persona, come è nato e come si sta sviluppando il progetto della Rete BioNetwork.

La “miccia” per la nascita dell’iniziativa è stata – come ci racconta Marina Merlini della Provincia di Pavia – “Impresa donna in ambito rurale”, progetto avviato nel 2010 dalla Provincia con i finanziamenti previsti dall’allegato tecnico 11 al Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 per la promozione di politiche di genere. Il finanziamento era dedicato allo sviluppo dell’imprenditorialità in ambito rurale, della conciliazione, e dell’occupazione, nonché al recupero di valori come la solidarietà. Il successivo 8 aprile 2011 Provincia, Camera di Commercio, le associazioni datoriali agricole e i due Gruppi di Azione Locale (GAL) hanno firmato un protocollo d’intesa per la costituzione di una rete di imprese a favore delle politiche per la famiglia, prevedendo finanziamenti per le imprese entranti, percorsi di formazione e la creazione di un logo.

A seguito della firma del protocollo, le azioni sono diventate due, parallele ma interconnesse: da un lato il percorso di formazione iniziato nell’ambito dell’iniziativa provinciale “Family friendly in area agricola”, mentre dall’altro l’impegno della Camera di Commercio di Pavia per lo sviluppo del “circuito” di aziende. Attraverso la promozione di un bando - come spiega Chiara Scuvera, della Camera di Commercio di Pavia- che “parte dal piccolo” con l’ambizione di generare processi emulativi. Non si tratta infatti di un’offerta a fondo perduto, ma dell’opportunità di beneficiare di un percorso di formazione al termine del quale si entra a far parte del “circuito family friendly”. Alla prima edizione sono state selezionate 6 imprese femminili che hanno partecipato al percorso, e tre di queste hanno poi dato vita alla rete del BioNetwork. E’ la prima collaborazione tra imprese, decise a mettere “a fattor comune” servizi e organizzazione delle loro aziende, che sta per giungere effettivamente a contratto. Un’opportunità anche per presentarsi ai bandi come una “forza comune”. Il processo di emulazione – precisa la Scuvera – è avvenuto con successo: quest’anno le domande per il percorso di formazione sono già esaurite.

E’ finalmente il turno di Cristiana Sartori, Presidente del Bio Network, imprenditrice agricola e “anima” della Tenuta San Giovanni, di spiegarci il perché di tanto impegno. “Vogliamo promuovere – esordisce la Sartori – un mondo agricolo più “imprenditoriale” e meno “contadino”, per sviluppare e diffondere le grandi potenzialità del nostro territorio. E – sottolinea - siamo tutte donne: si tratta di imprenditorialità agricola femminile. Le istituzioni hanno un grande ruolo di sostegno a queste iniziative, ma ricordiamoci che l’obiettivo di aumentare la competitività del territorio deve nascere da una nostra precisa volontà”. Un obiettivo che però le imprenditrici del Bio Network credono debba essere raggiunto attraverso il “welfare”, inteso in un senso ampio. Innanzitutto “svincolando” il tempo delle persone – sia durante il lavoro sia al termine – con servizi telematici che aiutino la comunicazione e l’informazione. C’è poi il capitolo “gestione dei figli”: le imprese coinvolte si sono dotate di spazi e servizi come la ludoteca e il baby parking, non solo per i clienti ma anche per il personale di tutte le aziende del circuito.

Ed ecco il grande cruccio: come essere più competitive in vista di Expo 2015? Le socie del Bio Network scommettono su strutture di conciliazione, e servizi di qualità per grandi e piccoli. Un esempio? La ludoteca in cui gli ospiti possono lasciare i figli a seguire laboratori sui prodotti locali, come il riso e il vino.

Qualche idea per il futuro? Cristiana Sartori ci racconta entusiasta di voler puntare su cultura e formazione. Il BioNetwork sta già studiando corsi di formazione in ambito rurale e artigianale, ma anche “percorsi benessere” sull’utilizzo delle erbe officinali e sull’educazione alimentare e ambientale, e ancora, incontri informativi per “imprenditori nel biologico”. Puntando sempre sulla qualità dell’offerta.

L’incontro con Merlini, Scuvera e Sartori si conclude con il proposito condiviso di ampliare la rete degli aderenti e dei servizi e di avvicinarsi e collaborare con altre reti, con lo scopo comune di valorizzare il territorio. Per questo l’appoggio delle istituzioni è fondamentale, non solo in termini di finanziamenti ma anche come sostegno per la presentazione ai bandi e l’accompagnamento a una corretta comprensione delle modalità. Senza contare il grande compito delle istituzioni locali di coordinare, promuovere, e allargare le numerose “reti” di collaborazione che nascono sul territorio, siano esse per la valorizzazione della produzione locale, dell’occupazione, o del benessere dei cittadini.
 

Riferimenti

Il sito del BioNetwork

Le reti territoriali lombarde per la conciliazione e le sfide dell’innovazione sociale, Percorsi di secondo welfare, 25 ottobre 2012

Reti d’impresa per il welfare aziendale? L’esperienza di Varese, Percorsi di secondo welfare, 25 novembre 2012

Conciliazione famiglia-lavoro e innovazione politico-istituzionale, Percorsi di secondo welfare, 4 maggio 2012

Il sito di Oikos Abitare Poeticamente la Terra

Il bando 2011 di Impresa donna in ambito rurale

Il progetto Impresa donna in ambito rurale

Il progetto sul sito della Provincia di Pavia

Il sito della Camera di Commercio

Paviasviluppo

L’articolo dedicato al Bio Network in “Pavia Economica”, n. 2, 2012, pp. 34-35



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