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“E’ necessario passare da un carcere di tipo fordista, che per casi diversi prevede trattamenti uguali, ad un carcere che invece individualizzi il trattamento e offra opportunità concrete di reinserimento. Solo un sistema che assicuri il reinserimento sociale può infatti garantire la sicurezza. Auspico pertanto che a questo studio faccia seguito la sperimentazione pilota, e possa contribuire alla riflessione sul percorso di riforma del sistema penitenziario. Il modello virtuoso presentato oggi può inoltre contaminare positivamente altri ambiti del welfare pubblico”.

Si è pronunciato così il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che il 15 marzo ha partecipato alla presentazione dello studio di fattibilità, realizzato da Human Foundation e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, e dedicato a nuovi strumenti finanziari pay-by-result per sostenere programmi di reinserimento sociale e lavorativo di persone detenute (scaricabile qui).

Il modello proposto dallo studio si basa sugli schemi pay-by-result che prevedono la costruzione di partnership multistakeholder, in cui una Pubblica Amministrazione, dopo aver individuato un’area di bisogno sociale, impegna risorse economiche a fronte del raggiungimento di risultati sociali misurabili. Sulla base di questa partnership, vengono mobilitate risorse da investitori socialmente orientati, impiegate per realizzare, attraverso degli erogatori di servizi, un intervento innovativo, a cui sono associati degli obiettivi di impatto sociale dichiarati e chiari. Se tali obiettivi vengono raggiunti e verificati da una terza parte, la PA restituisce agli investitori sociali l’importo iniziale impegnato, più un eventuale ritorno finanziario.

L’obiettivo che lo studio si pone è quello di mettere in relazione risultati sociali, come l’abbassamento del tasso di recidiva, con potenziali risparmi a favore dell’amministrazione della giustizia: se la persona detenuta, al termine del percorso trattamentale e detentivo, non farà ritorno nel circuito carcerario, la Pubblica Amministrazione oterrà benefici economici rispetto ai costi diretti. Una nuova modalità di relazione tra gli stakeholder pubblici e privati, dunque, che favorirà poi nuovi approcci più consoni allo status quo delle istituzioni, immobilizzate dalla carenza di fondi.

Dopo la presentazione del modello, è ora auspicabile che venga avviata la realizzazione della fase pilota, che dovrebbe realizzarsi presso l’Istituto Loruzzo e Cutugno di Torino, così come preannunciato dal Segretario di Fondazione CRT Massimo Lapucci, a cui ha fatto eco la Presidente di Human Foundation Giovanna Melandri, la quale ha affermato: “Il progetto è sul tavolo. Ora siamo pronti a passare alla fase elaborativa”.

Di certo la sperimentazione sarà seguita con grande attenzione da stakeholder e opinione pubblica, poiché innovare in ambito penitenziario è una sfida importante in grado di aprire nuove strade per altri settori del welfare.


Riferimenti

La presentazione del Rapporto sul sito di Human Foundation