Rassegna Stampa
Primo Welfare

Un’AI utilizzata per fare del bene e ottimizzare il welfare

Paolo Venturi esplora come l’Intelligenza Artificiale possa ottimizzare il welfare sociale, ma avverte sui rischi di concentrazione di potere e perdita di autonomia critica.
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In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta acquisendo sempre più spazio nel dibattito pubblico, Paolo Venturi, direttore di AICCON – Centro Studi sull’Economia Sociale dell’Università di Bologna e docente di economia e innovazione sociale, riflette sul suo impatto sociale e sull’uso etico di queste tecnologie.

Nel suo articolo su StartupItalia, Venturi esplora l’idea di un’AI orientata al bene comune, capace di ottimizzare il welfare, migliorare l’accesso ai diritti e ampliare le opportunità per le persone più fragili.

Tuttavia, solleva anche interrogativi cruciali sui costi ambientali, cognitivi e culturali, mettendo in guardia contro una visione troppo semplicistica che potrebbe ridurre l’autonomia umana. Perché l’AI non deve solo fare del bene, ma deve farlo senza compromettere la capacità critica e democratica della società.

Esiste una AI “buona” che potenzi il welfare e dia più opportunità a chi ne ha bisogno?
Paolo Venturi, StartupItalia, 17 febbraio 2026