Ad Alba, in via Pola, il telefono della Caritas squilla con una frequenza insolita. Dall’altro capo del filo, una domanda sempre più ricorrente spiazza gli operatori: “si può prenotare? Quanto costa il menu?”. L’equivoco nasce da una notizia che ha acceso i riflettori sulla città: per tutto il 2026, una volta al mese, i grandi maestri della cucina di Langhe e Roero vestono la giubba bianca per gli ospiti della mensa. Non si tratta di un evento glamour o di una “ospitata” a favore di telecamera. La risposta della Caritas alle richieste di chi telefona, infatti, resta ferma: “non si prenota e non si paga”. La mensa è, e rimane, un luogo aperto ogni sera a chiunque ne abbia bisogno. Qui l’unico privilegio è l’incontro.
L’emozione di un compleanno “da Crippa”
Martedì 10 febbraio, ai fornelli c’era Enrico Crippa, tre stelle Michelin del ristorante Piazza Duomo di Alba. Il menu? Un capolavoro di semplicità e tradizione: crema di patate affumicate con gamberi e coulis di pomodoro (prodotto con i pomodori estivi del suo orto), seguita da un risotto mantecato al Parmigiano con guancia di fassona brasata — cucinata rigorosamente senza vino nel rispetto delle diverse sensibilità religiose. A chiudere, un omaggio a Cesare Pavese: un dolce alla nocciola a forma di rosa.
Ma la vera notizia non è nel piatto, è negli occhi dei commensali. Luciano, uno degli ospiti, sorride indicando gli amici: “oggi è il mio compleanno e ho potuto invitare tutti a cena da Crippa. Ci hanno servito al tavolo, ci siamo sentiti come al ristorante”. Un cambio di paradigma rispetto al solito self-service che restituisce, prima di tutto, dignità. Anche se poi, tra i tavoli, c’è chi non rinuncia alle proprie abitudini e “personalizza” le creazioni stellate con generose dosi di peperoncino.
“Forse è la cena migliore che io abbia mai mangiato” dice Abdoul, un altro ospite, ringraziando gli operatori e lo chef.
Il progetto: “A cena con…”
L’iniziativa della Caritas diocesana albese coinvolgerà per tutto l’anno 14 chef del territorio (di cui sei stellati). L’obiettivo di “A cena con…” è usare il cibo come linguaggio universale di relazione in un territorio, quello UNESCO delle colline di Langhe e Roero, celebre nel mondo per le eccellenze gastronomiche ma che non vuole dimenticare chi vive ai margini.
“Il cibo è un atto d’amore e un ponte tra culture“, spiega lo stesso Enrico Crippa. “Abbiamo pensato a piatti sfiziosi e stagionali che potessero parlare a tutti”. Un messaggio ripreso anche dal Vescovo di Alba, Mons. Marco Brunetti, passato per un saluto: “questa iniziativa sta facendo rumore per scuotere le coscienze. Spero che porti frutti nel responsabilizzare tutti alla carità“.
“La disponibilità degli chef è un segno di responsabilità sociale, i nostri ospiti si sentono al centro di un’attenzione che non si aspettavano, e questo li aiuta a vedersi in una luce diversa“ sottolinea il Direttore della Caritas albese don Domenico Degiorgis.
Oltre la cena: un investimento sociale
L’iniziativa, come detto, coinvolgerà 14 chef: Michelangelo Mammoliti del ristorante La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti (3 stelle Michelin) di Serralunga d’Alba; Marco Lombardo, Nadia Benech e Maurilio Garola de La ciau del Tornavento (1 stella) di Treiso; Enrico Crippa di Piazza Duomo (3 stelle) di Alba; Marco Triverio de Il Belvedere di Montà; Pasquale Laera di Borgo Sant’Anna (1 stella) e Lostu di Monforte d’Alba; Dennis Panzeri de La Piola di Alba; Davide Palluda di Ristorante All’Enoteca (1 stella) di Canale; Massimo Camia della Locanda Camia (1 stella) di Novello; Gianni Bertolini con lo chef Fabio Pungitore della Locanda in Cannubi di Barolo; Massimo Bergamin con lo Chef Pierpaolo Livorno dell’Osteria Le Rocche in Treiso; Fabio Olivero e Ilaria Santarelli di Villa Garassino di Treiso; Simone Panero dell’Osteria Il Cortile di Diano d’Alba; Federica Vaira e Kim Seul Ki di Uri Sapori condivisi di Verduno; Paola Enrico dell’Osteria dei Babi di Canale.
“A cena con…” non è solo una parentesi di eccellenza, ma una luce accesa su una realtà quotidiana. La mensa di via Pola ad Alba è infatti un ingranaggio di umanità che non si ferma mai. Serve 70 cene ogni sera (oltre 23.000 l’anno) grazie a più di 100 volontari coinvolti quotidianamente per cucinare, servire i pasti e incontrare gli ospiti.
La visibilità generata serve a ricordare che la mensa vive grazie alla comunità. Il progetto si inserisce nella traiettoria del secondo welfare: un’alleanza tra Terzo Settore, eccellenze economiche e cittadini per creare nuove risposte ai bisogni sociali. L’alta cucina, fuori dai templi del gusto, non esibisce se stessa ma riconosce l’altro. Il tempo, la cura e la competenza degli chef diventano strumenti di rispetto, trasformando un pasto in un gesto di cittadinanza attiva.
Un modo di partecipare, in realtà, c’è
Per chi desidera “prenotare” davvero un posto in questa storia, il modo migliore è offrire il proprio tempo o risorse. La mensa è sempre alla ricerca di volontari, materie prime o opportunità di inserimento lavorativo per i propri ospiti. Come? Contattando la Caritas Diocesana Albese: 0173.44.07.20; [email protected].