2 ' di lettura
Stampa articolo

Tempi Ibridi è il blog di due grandi amici del nostro Laboratorio: Paolo Venturi e Flaviano Zandonai. Si tratta di uno spazio virtuale nato nel luglio del 2014 con l’intento di "costruire e mantenere reti di conoscenza che realizzano innovazioni a elevato impatto sociale". Un tentativo che, come è spiegato nella presentazione di questo "aggregatore di contenuti", scaturisce anzitutto dalla volontà di descrivere e comprendere il "cambiamento sistemico in atto". Da alcuni anni, infatti, stiamo assistendo a grandi mutamenti che riguardano un numero sempre più ampio di aspetti del nostro vivere quotidiano – l’economia, la politica, la cultura – e che, necessariamente, stanno determinando anche l’emergere di nuovi e sempre più complessi rischi e i bisogni sociali. 

Viviamo “tempi ibridi” in cui le forme organizzative e i loro legami si ricombinano secondo modalità inedite, innovative e fluide, proprio nel tentativo di affrontare alcune di queste nuove problematiche. Paolo e Flaviano hanno scelto di osservare queste sfide e le loro possibili soluzioni da un punto di vista privilegiato: quello delle soggettività non profit e d’impresa sociale, ovvero "del comparto più dinamico della società italiana". Uno spazio virutale, dunque, in cui riflettere di questo segmento della società italiana che viene sollecitato da più parti ad assumere un ruolo guida, abbandonando la posizione periferica nella quale è stato fin qui relegato – e che spesso ha accettato – per buttarsi al centro dell’azione.

Ritenendo che quanto pubblicato su www.tempi-ibridi.it possa essere molto utile anche ai lettori di Percorsi di secondo welfare, abbiamo pensato di chiedere ai nostri amici di "contaminarci" vicendevolmente, pubblicando periodicamente i contenuti gli uni degli altri. Speriamo che questa scelta, anch’essa un po’ ibrida, possa generare un nuovo valore di conoscenza utile a tutti per affontare meglio il cambiamento in atto. Qui trovate il primo pezzo di questo nuovo percorso: un approfondimento dedicato al terziario sociale e alla “trappola dei servizi”.