Governi locali

Risorse aggiuntive da destinare ai Comuni per implementare la misura nazionale di contrasto alla povertà delineata recentemente dal Disegno di Legge Delega collegato alla Legge di Stabilità 2016. È questa la richiesta dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani presentata in occasione delle audizioni informali che lo scorso 14 e 15 marzo hanno visto riunite le Commissioni XI (Lavoro pubblico e privato) e XII (Affari sociali) della Camera dei Deputati.
Nonostante i tagli alle risorse economiche ed umane e la presenza di rigidità normative, sono numerosi i Comuni che hanno intrapreso percorsi di rinnovamento del welfare locale basati sulla collaborazione con gli attori sociali territoriali. Uno di questi è il Comune di Cinisello Balsamo che, presa coscienza del peggioramento e dei cambiamenti delle forme di povertà, ha avviato un percorso che ha portato all’istituzione di un tavolo sulle povertà con importanti funzioni progettuali e di coordinamento.
Anche Milano avrà il suo “baratto amministrativo”, la pratica collaborativa che coniuga il rispetto delle regole relative al pagamento dei tributi con la tutela sociale. Il Comune meneghino ha infatti pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione delle domande da parte di cittadini che si trovano in condizioni di morosità incolpevole e che svolgendo un’attività lavorativa temporanea, concernente la manutenzione e l’abbellimento di beni comunali, potranno saldare il proprio debito.
Il baratto amministrativo si presenta come uno strumento relativamente semplice: cittadini che offrono prestazioni lavorative in cambio dell’appianamento di una morosità fiscale nell’ambito dei tributi comunali. Per quel che riguarda l’applicazione, tuttavia, non sono poche le questioni che inficiano questa apparente semplicità e, soprattutto, la normativa cui i Comuni fanno riferimento per lo sviluppo della misura risulta spesso interpretata in maniera errata.
I flussi di profughi dai paesi terzi costituiscono un elemento di crisi crescente per le politiche di asilo e accoglienza dell’Ue, al punto da minacciare lo stesso acquis di Schengen e incidere negativamente sull’intero processo di integrazione europea. Ma per superare la situazione si stallo in cui si trovano i Paesi UE occorrerebbe operare un radicale cambio di passo e su un piano differente. Analizziamo in questo articolo il Parere sull’Agenda europea sull’immigrazione approvato dal Comitato delle Regioni.
A partire dalla seconda metà di febbraio nel Cuneese inizierà la sperimentazione di una nuova figura professionale che si propone di cambiare la geometria delle cure domiciliari in Piemonte: l’infermiere di famiglia e di comunità. Questo soggetto aiuterà gli anziani a vivere autonomamente nel proprio domicilio il più a lungo possibile, offrendo loro supporto nelle attività della vita quotidiana, nell’assistenza nelle terapie e nel monitoraggio dei vari indicatori di salute.
La Giornata formativa per amministratori pubblici "Quale funzione degli Enti locali nelle politiche di asilo e accoglienza dei migranti?", organizzata il 23 ottobre 2015 dall’AICCRE, dal Consiglio regionale del Piemonte e dalla Consulta europea ha inteso proporre un primo sviluppo operativo dell’ampio lavoro di analisi e proposta politica contenuto nel paper "Per una politica europea di asilo, immigrazione e accoglienza", presentato il 15 giugno scorso.
Dal 12 al 15 novembre, si è tenuto a Torino il primo Festival dell'Educazione, promosso dall'Assessorato alle Politiche Educative della Città di Torino. Il Festival, intitolato “Connessioni educative. La città come ecosistema formativo”, ha voluto sottolineare il legame, oltremodo necessario, tra scuola e territorio. Tutte le parti della città, dalle università ai quartieri più poveri e marginali, possono infatti diventare spazi per la formazione di conoscenza, formale o informale. Per questo si può parlare delle città come ecosistemi formativi.