Welfare e contrattazione

Sotto l’etichetta “welfare aziendale” possono essere annoverati un’ampia gamma di beni e servizi: da quelli socio-assistenziali e di sostegno del reddito ai servizi per il benessere dei dipendenti e dei loro familiari, dai servizi di previdenza integrativa in campo pensionistico e sanitario ai servizi di conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, solo per citare le principali aree di intervento. Non c’è quindi da stupirsi se il welfare aziendale è sempre più spesso oggetto della contrattazione, soprattutto di secondo livello: territoriale, distrettuale e aziendale.

Lo sviluppo e la diffusione del welfare aziendale di origine negoziale costituisce oggi un fenomeno rilevante, sia come strategia per incrementare la produttività aziendale, sia come strumento strategico per gestire la contrattazione aziendale e le relazioni industriali, sia come dinamica per assicurare maggiore tutela economica e sociale delle persone e favorire lo sviluppo locale dei servizi. Soprattutto nel quadro del sistema di vantaggi fiscali sviluppato negli ultimi anni a livello nazionale.

Per queste ragioni Secondo Welfare ha scelto di dar vita a un focus tematico che racconti in maniera continuativa e sistematica le esperienze di contrattazione aziendale e sociale in essere in diverse aree del nostro Paese. Il monitoraggio e la valorizzazione dell’innovazione contenuta nei contratti e negli accordi di secondo livello rappresenta infatti un passaggio cruciale per individuare, raccontare e far conoscere le tante soluzioni che prendono forma proprio in fase di contrattazione all’interno delle singole aziende e che vedono coinvolte imprese che fanno rete tra loro o con i soggetti del territorio. L’obiettivo è analizzare e presentare buone prassi della negoziazione sindacale, privilegiando quelle che si occupano di welfare aziendale, politiche di conciliazione, politiche attive del lavoro, promozione di benessere, salute e sicurezza, ma anche politiche di integrazione, sostegno al reddito e agevolazione all’accesso alle prestazioni sociali.

Con lo scopo di approfondire gli obiettivi dell'accordo firmato quest'oggi da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, abbiamo intervistato Gigi Petteni, Segretario Confederale di Cisl. In particolare, Petteni ci aiuta a comprendere quali possono essere le opportunità dell'accordo in materia di welfare aziendale e contrattuale. Ecco l'intervista realizzata da Valentino Santoni.
Nella notte del 28 febbraio scorso, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo che si propone di dar vita ad un nuovo modello di relazioni industriali e di contrattazione. Grazie all'accordo, le parti sociali affermano la centralità dei livelli di contrattazione nazionale e aziendale, introducono i concetti di trattamento economico complessivo e trattamento economico minimo e attestano la rilevanza del welfare aziendale e contrattuale.
Il "Patto per la Fabbrica" siglato il 28 febbraio 2018 da Confindustria con Cgil, Cisl e Uil, contiene delle linee-guida destinate ad ammodernare le relazioni industriali e la contrattazione collettiva, tenendo conto delle innovazioni e delle trasformazioni del contesto produttivo del nostro Paese. Tra le tematiche centrali vi è il welfare aziendale e contrattuale. A questo proposito, in questo articolo Giovanni Scansani individua le opportunità che, in prospettiva futura, scaturiscono dall'accordo proprio in materia di welfare.
La sclerosi multipla è una patologia cronica e degenerativa particolarmente diffusa in età lavorativa. Un nuovo accordo tra l'azienda farmaceutica Merck Serono, la Femca Cisl e l'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla Onlus) offre nuove opportunità per i lavoratori affetti da questa patologia. In questo approfondimento vi raccontiamo in cosa consistono le misure introdotte.
In vista delle prossime elezioni politiche vi proponiamo il terzo di una serie di approfondimenti tematici che prendono in esame le proposte delle principali forze in campo in alcuni degli ambiti di policy più rilevanti per la ricalibratura del nostro sistema di protezione sociale, fra primo e secondo welfare. In questo articolo analizziamo le posizioni in materia di welfare aziendale.
Nel corso del 2017, attraverso la contrattazione regionale, il comparto dell’artigianato in Veneto ha rafforzato le misure di welfare integrativo. In particolare, le parti sociali si sono accordate per incrementare i sistemi di previdenza complementare e di sanità integrativa rivolti ai lavoratori di alcuni settori del comparto. In questo articolo, il nostro Valentino Santoni ci racconta di che cosa si tratta e quali sono le novità introdotte.
Negli ultimi anni, a causa delle mutate condizioni economiche e sociali, la contrattazione sociale territoriale - cioè quella realizzata a livello locale fra istituzioni, sindacati e associazioni - ha assunto una notevole rilevanza nel nostro Paese. Con lo scopo di mappare la diffusione del fenomeno, le principali sigle sindacali hanno istituito degli osservatori. In questo articolo vi presentiamo i dati presentati all'interno del rapporto dell'Osservatorio di Cgil.
Lo scorso mese di novembre, le parti sociali hanno raggiunto l'accordo sul nuovo integrativo valido per i lavoratori e le lavoratrici delle imprese che realizzano servizi di telecomunicazione. La grande novità, per ora valida solo per l'anno 2018, riguarda l'introduzione del welfare aziendale per cui è previsto un contributo procapite di 120 euro da parte delle imprese. In questo modo, il CCNL telecomunicazioni va ad aggiungersi agli altri Contratti collettivi che prevedono welfare.
L'Osservatorio sulla Contrattazione di Secondo Livello (OCSEL) di Cisl si occupa di raccogliere, analizzare e studiare gli accordi integrativi e di rinnovo aziendali sottoscritti a ogni livello. Ogni due anni, per esporre il suo lavoro, l'Osservatorio pubblica un rapporto in cui sono indicati tutti i dati relativi ai contratti stipulati negli anni precedenti. In questo articolo vi riportiamo i principali risultati emersi da questo documento.
Lo scorso 6 ottobre la CGIL di Monza e Brianza ha presentato i risultati di una ricerca condotta sul welfare aziendale. Ai lavoratori di alcune importanti aziende dell’area Energy Park, che si trova nel vimercatese, è stato proposto un questionario con l’obiettivo di indagare i bisogni dei lavoratori e capire come metterli in relazione ai servizi offerti dal territorio.
Dopo l'ipotesi di accordo siglata a maggio 2017 e il via libera arrivato dalle assemblee dei lavoratori, è stato firmato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale valido per orafi, argentieri e gioiellieri. La novità più rilevante riguarda l'introduzione di una quota destinata al welfare aziendale che crescerà di anno in anno: sarà di 100 euro nel 2018, 150 nel 2019 e 200 nel 2020. In totale i lavoratori coinvolti saranno oltre 45mila.
Qualche tempo fa, in un nostro precedente articolo, vi avevamo parlato del nuovo contratto integrativo del distretto della concia di Vicenza che ha introdotto la possibilità di attivare strumenti di welfare aziendale alle oltre 80 imprese del settore. Inizialmente, però, tale novità è stata prevista senza un reale confronto tra le parti sociali. Qualche giorno fa, dopo quattro mesi di confronto e dialogo, la parti sociali sono giunte ad un accordo condiviso.
Negli ultimi anni, a causa delle mutate condizione economiche e sociali, le forme di contrattazione sociale territoriale – cioè quegli accordi realizzati su base locale da istituzioni, sindacati e associazioni per trovare risposte a problematiche di varia natura – hanno assunto una notevole rilevanza nel nostro Paese. In questo approfondimento vi vogliamo presentare le principali tendenze della contrattazione di prossimità in Italia grazie ai dati dell'Osservatorio Sociale di Cisl.