Maurizio Ferrera

Professore di Scienza Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, è 
stato Presidente della Graduate School in Social, Economic & Political Sciences della stessa 
Università. Si occupa della supervisione scientifica del Laboratorio Percorsi di secondo
welfare, a cui ha contirbuito a dar vita nel 2011. Fa parte di numerosi organismi e comitati 
scientifici, fra cui il Group of Societal Policy Advisers presso la Commissione Europea, il Comitato
Scientifico di Confindustria, il Comitato Direttivo del Centro di Ricerca e Documentazione Luigi 
Einaudi di Torino. Negli anni ha collaborato a varie commissioni di indagine e gruppi di lavoro per
il governo italiano, l’Unione europea, l’OCSE e l’ILO. I suoi principali campi di ricerca sono la politica
comparata e l’analisi delle politiche pubbliche, con particolare riferimento alle problematiche dello
stato sociale e dell’integrazione europea. Dal 2004 è editorialista del Corriere della Sera.

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Salario minimo europeo: il no della Germania aiuta i sovranisti?
Secondo Maurizio Ferrera, docente presso l'Università di scienze politiche, economiche e sociali di Milano, se ben disegnato un provvedimento europeo sul salario minimo produrrebbe effetti positivi, contribuendo ad affrontare la questione sociale in tutto il continente. Al momento però la Germania si è detta contraria a questa proposta: questo suo "no" può contribuire ad aiutare e legittimare le tesi dei sovranisti?
 
Che lavoro fare nella vita? Quattro consigli (veri) per scegliere una professione
Quando si imbatte in un giovane motivato, con una mente brillante, Maurizio Ferrera gli propone una bussola orientativa vecchia di due secoli, ma sempre attuale: quella di John Stuart Mill, un grande pensatore liberale del XIX secolo. Come tutte le bussole, anche quella di Mill ha quattro punti cardinali, che ciascun giovane (e non solo) dovrebbe considerare e calibrare al fine di realizzare al meglio il proprio progetto di lavoro e di vita.
 
All'Europa serve più welfare (e lavoro)
Secondo Maurizio Ferrera, docente dell'Università di Milano e supervisore scientifico del nostro Laboratorio, la dimensione sociale dell'Europa sarà uno dei grandi temi di dibattito in vista delle elezioni di fine maggio. Ferrera sostiene che la costruzione di una "Europa Sociale" - in cui siano assicurate giustizia e protezione sociale, soprattutto in materia di lavoro, ma anche coesione e solidarietà tra gli stati membri - sarà il passo fondamentale per ripensare e rafforzare l'Unione Europea.
 
Reddito di Cittadinanza: se i poveri sono i grandi assenti
Secondo Maurizio Ferrera, quello che più sorprende del percorso di progettazione del Reddito di Cittadinanza è l'assoluta mancanza di interlocuzione con la società civile. In particolare, secondo Ferrera, sarebbe mancato un dialogo tra il Governo e l'unica associazione che ha qualche titolo a parlare in nome degli italiani poveri, visto che è quella che ha promosso la prima misura veramente universale (il ReI, Reddito di Inclusione): l'Alleanza contro la Povertà.
 
L'inefficace salto della rana
Per combattere la povertà occorre combattere a monte la mancanza di reddito, attraverso un ventaglio di politiche preventive, riparative e compensative. Puntare tutto sul Reddito di Cittadinanza vuol dire aggirare i reali problemi da cui dipende il fenomeno della povertà e puntare tutto sull'ultimo passo: il sussidio. A sostenerlo è Maurizio Ferrera, Docente presso la Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell'Università di Milano e supervisore scientifico del nostro Laboratorio.
 
Il congedo di paternità fa bene sia alle famiglie che all'economia
Il congedo di paternità fa bene sia alle famiglie che all'economia: da un lato perché rappresenta una misura fondamentale sul piano delle pari opportunità e della conciliazione vita-lavoro e dall'altro perché, come sostengono numerosi studi economici, produce effetti positivi sul rendimento e sul modale dei dipendenti. E' per questo che è necessario rifinanziare il prolungamento dei congedi di paternità previsti dalla Legge di Bilancio del 2018. Lo sostiene Maurizio Ferrera.
 
Il "Quinto Stato"
Maurizio Ferrera, riprendendo come metafora il noto quadro "Il Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, si concentra su coloro che sono al giorno d'oggi ai margini della nostra società: i precari. Secondo Ferrera, questa condizione di marginalità è dovuta essenzialmente a tre dinamiche: l'instabilità lavorativa, l'assenza di protezione sociale e il tenue legame con la cittadinanza.
 
Perché l'immigrazione, se affrontata con lungimiranza, può essere la soluzione a molti problemi dell'Italia
La paura intorno al fenomeno migratorio è comprensibile: ma è anche fondata? Gli immigrati ci sottraggono davvero risorse preziose? Sono domande a cui si può rispondere con dati precisi. Stabilire la verità dei fatti aiuta a contenere le emozioni, toglie di mezzo impressioni e illusioni. Se crediamo nella ragione e abbiamo una mente aperta, i fatti ci inducono a essere più pacati nelle nostre valutazioni. A dirlo è Maurizio Ferrera.
 
Decreto dignità, la miopia sul lavoro precario
Il «Decreto Dignità» ha come bersaglio principale il lavoro a termine, considerato come fonte primaria di insicurezza per un grandissimo numero di giovani. Ma, secondo molti esperti, il lavoro a tempo indeterminato è destinato a giocare un ruolo sempre più ridotto nel mercato occupazionale di domani. Per questo, secondo Maurizio Ferrera, la sfida del nostro Paese è quella di ripartire dal welfare, rimettendo le politiche sociali in sintonia con l'economia e il mercato del lavoro dell'era post-industriale.
 
Le "manine", la politica e l'imprescindibile verità dei numeri
Secondo Maurizio Ferrera le polemiche del governo sui conti previdenziali, sui numeri dell'immigrazione e del mercato del lavoro tradiscono una preoccupante insofferenza verso quella "materia fattuale" che dovrebbe essere il punto di partenza di ogni provvedimento politico. E che ne costituisce inesorabilmente anche il limite. Chi governa non può prendersela coi dati né screditare le istituzioni serie che li producono e li analizzano.
 
Più sanità per tutti: universale e pubblica
Considerando il rapido invecchiamento della popolazione, i costi crescenti delle tecnologie mediche e i vincoli di bilancio sorge oggi spontanea una domanda: per quanto potremo ancora permetterci una sanità universalistica a finanziamento pubblico? Secondo Maurizio Ferrera le strade da seguire per assicurare l'universalità del nostro Servizio Sanitario Nazionale sono due: selezionare le prestazione da erogare a tutti in base a criteri di costo-efficacia e definire le forme di compartecipazione alla spesa in base al reddito.
 
Stimoli (non sussidi) per chi cerca lavoro
Secondo gli annunci del Governo, il reddito di cittadinanza dovrebbe prendere avvio con la Legge di Stabilità per il 2019, che si discuterà in autunno. Ad oggi, però, non sono ancora chiari quelli che sono gli obiettivi e le compatibilità finanziarie di tale strumento. Secondo Maurizio Ferrera il rischio è che, senza un progetto coerente, il reddito di cittadinanza sarà l'ennesimo fallimento del welfare all'italiana: trasferimenti a perdere, facili prede di interessi e pratiche clientelari.
 
Fiducia nell'Europa: italiani spaccati a metà
In questo articolo, uscito lo scorso 4 giugno sul Corriere della Sera, Maurizio Ferrera - Scientific Supervisor del nostro Laboratorio e Docente di Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Milano - si interroga in merito al posizionamento degli italiani rispetto all'Unione Europea. Riportando alcuni dati interessanti, Ferrera mostra come l'alienazione politica e il forte desidero di cambiamento abbiano creato un terreno fertile per l'euroscetticismo.
 
Il razzismo uccide il welfare
Vi proponiamo l'interessante dialogo tra Maurizio Ferrera, docente di Scienza Politica presso l'Università degli Studi di Milano, e Ellen Immergut docente tedesca di Politica Comparata presso l'Università Humboldt di Berlino, sul futuro dello Stato Sociale. Come emerso nel corso del confronto investire sul lavoro dei giovani e sull'integrazione degli immigrali è l'unico modo per assicurare la sostenibilità dei sistemi di solidarietà.
 
Due obiettivi (realistici) per un'agenda sul lavoro
La principale preoccupazione degli italiani è la mancanza di lavoro e dunque di reddito. L'indicazione è emersa forte e chiara in tutti i sondaggi pre-elettorali e in un Paese ad alta disoccupazione e alta povertà la cosa certo non sorprende. Secondo Maurizio Ferrera, quali che siano i movimenti di queste prime settimane, il nuovo Parlamento nel suo insieme dovrebbe impegnarsi a prendere di petto entrambe le sfide.
 
Una "Agenda Italia" è possibile
Maurizio Ferrera, Professore presso l'Università degli Studi di Milano e supervisore scientifico del nostro Laboratorio, all'interno di questo articolo uscito per il Corriere della Sera analizza quelle che possono essere le principali dinamiche di voto degli italiani e le proposte delle forze politiche. In particolare, sono prese in considerazione quelle idee e quei temi che potrebbero essere fondamentali per la costruzione di una "Agenda Italia" condivisa dai principali partiti.
 
Povertà minorile: ora il secondo welfare può diventare protagonista
Da più di un decennio la povertà dei minori è diventata una delle sfide più serie per il nostro Paese e il suo futuro. L'istituzione del Reddito d'Inclusione e, in particolare, del Fondo per il contrasto alla povertà educativa, costituiscono un primo passo per rispondere a tale sfida. A muoversi non è stato però solo lo Stato, ma anche le associazioni della società civile e tutto il mondo del secondo welfare.
 
Facciamo funzionare il Rei, pensando anche a lavoro e formazione
Maurizio Ferrera sul numero 12/2017 della Rivista "Bene Comune" spiega che l'introduzione del Reddito di Inclusione rappresenta un importante punto di svolta per lo stato sociale italiano, ma la lotta alla povertà va condotta su più fronti. Lavoro e Welfare innanzitutto. E poi istruzione, formazione, conciliazione, servizi per le famiglie, incentivi alla creazione di nuovi mercati.
 
Un modello sociale che il mondo ci invidia
Secondo le ultime stime, in Italia solo il 4% è realmente consapevole di quali siano le iniziative a carattere sociale finanziate direttamente dall'Unione Europea. Per questo, Maurizio Ferrera propone di istituire una "social card" con i colori e simboli europei per avere accesso a tali prestazioni: questo strumento potrebbe poi diventare un simbolo riconoscibile di una comune identità, imperniata su quel "modello sociale europeo" che tutto il mondo ci invidia.
 
Il reddito per dare un aiuto
Maurizio Ferrera ci parla dell'entrata in vigore del Reddito di inclusione (Rei): la nuova prestazione rivolta alle persone in condizione di povertà. Secondo Ferrera, nonostante sia la prima misura strutturata di contrasto alla povertà realizzata in Italia, questo intervento non sembra ancora sufficiente: "la lotta alla povertà va condotta su più fronti. Welfare e lavoro innanzitutto. E poi istruzione, formazione, conciliazione, servizi per le famiglie, incentivi alla creazione di nuovi mercati".
 
 
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