Lo Statuto di Intesa Sanpaolo prevede la possibilità di destinare tramite il Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale una quota degli utili alla beneficenza e al sostegno di progetti orientati “alla solidarietà, all’utilità sociale e al valore della persona”. Attraverso il Fondo, la banca vuole contribuire alla realizzazione degli obiettivi sociali del Piano d’Impresa del Gruppo e concorrere al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Come riporta il documento “Da 10 anni al fianco dei più fragili” pubblicato per il decennale del Fondo, tra 2016 e 2025 sono stati erogati oltre 154 milioni di euro, sostenendo più di 8.500 progetti che hanno raggiunto, a vario titolo, oltre 10 milioni di persone e famiglie. In questo periodo il Fondo ha progressivamente concentrato le proprie risorse sulle fasce più vulnerabili della popolazione, che oggi rappresentano la quasi totalità dei destinatari degli interventi (99%). Secondo una valutazione di impatto indipendente condotta da ALTIS dell’Università Cattolica, ogni euro investito genera oltre 4 euro di valore per la collettività.
Anche alla luce di questi dati positivi, nel 2026 la dotazione del Fondo ha raggiunto lo stanziamento più alto della sua storia: 30 milioni di euro, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Le tre aree tematiche prioritarie, stabilite dalle linee guida per il biennio 2025-2026, restano invariate: welfare sanitario di prossimità, valorizzazione del Mezzogiorno e inclusione di persone migranti e rifugiate. Gli enti del Terzo Settore interessati a richiedere un contributo possono presentare la propria candidatura attraverso la piattaforma online del Fondo.