La povertà è ormai un fenomeno strutturale nel nostro Paese. Per essere affrontato è necessario un cambio di rotta che parta dal modo di concepire, misurare e raccontare la povertà e porti allo sviluppo di politiche più adeguate, in linea con gli standard europei. Per questo l’Alleanza contro la povertà ha pubblicato “L’Italia delle povertà. Dinamiche sociali, risposte pubbliche e racconto dei media”. Il volume, frutto del lavoro congiunto di esperti ed esperte del tema1, analizza le dimensioni sociali della povertà, le politiche pubbliche adottate e il ruolo delle narrazioni mediatiche, allo scopo di favorire un cambiamento più che mai necessario. Il terzo capitolo, che esamina l’efficacia di ADI – Assegno di Inclusione e SFL – Supporto per la Formazione e il Lavoro (le misure che hanno sostituto Reddito e Pensione di Cittadinanza), è stato scritto da Chiara Agostini e Franca Maino di Percorsi di Secondo Welfare insieme Rosangela Lodigiani, professoressa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il volume è stato presenta a Roma il 5 febbraio durante un evento pubblico che si può rivedere qui.
La situazione della povertà in Italia
La povertà in Italia è un fenomeno ampio e diffuso che secondo Istat, nel 2024, interessava oltre 2,2 milioni di famiglie in Italia: circa 5,7 milioni di persone che rappresentano quasi il 10% della popolazione residente. Dati sostanzialmente invariati da anni, che restituiscono la natura ormai strutturale, e preoccupante, di una situazione che le misure pubbliche non sembrano oggi in grado di affrontare. Anche perché, in questo momento storico, la povertà non riguarda solamente i più vulnerabili, ma si estende a una fascia grigia sempre più ampia. Difficoltà economiche, precarietà del lavoro, insufficienza dei servizi sociali contribuiscono infatti a rafforzare il divario tra i vari strati sociali, lasciando indietro chi ha meno possibilità. Uno scenario che evidenzia la necessità di politiche più mirate e inclusive, che possano rispondere alle sfide strutturali del nostro sistema sociale.
I contenuti del volume
Il libro dall’Alleanza contro la povertà affronta questi e altri temi in quattro capitoli. Il primo esplora le povertà “nascoste” che le famiglie italiane vivono quotidianamente, concentrandosi sulle famiglie che si trovano in una condizione di vulnerabilità economica ma che non sono formalmente classificate come povere. Il secondo capitolo mette in discussione le modalità di misurazione della povertà, con un’analisi critica degli indicatori statistici utilizzati per tracciare le disuguaglianze, mostrando come questi strumenti non riescano a cogliere la piena complessità del fenomeno. Il terzo capitolo esamina l’implementazione delle misure ADI e SFL, mettendo in evidenza le difficoltà incontrate nell’applicazione delle politiche. Infine, il quarto capitolo si concentra sul ruolo dei media nel costruire il discorso pubblico sulla povertà, esaminando come la retorica della quantificazione influisca sulla percezione sociale del fenomeno.
Il contributo di Percorsi di Secondo Welfare
Il nostro Laboratorio ha contribuito al volume attraverso il terzo capitolo, che si concentra sulle politiche pubbliche di inclusione sociale, in particolare l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), ovvero le misure che hanno sostituto Reddito di Cittadinanza e Pensione di Cittadinanza. Lo scritto propone una valutazione critica di ADI e SFL, osservando che, nonostante le buone intenzioni, queste politiche non riescono a rispondere pienamente alle esigenze delle famiglie più vulnerabili. In particolare, il capitolo evidenzia come la rigidità dei requisiti amministrativi e la lentezza nell’attivazione dei sostegni creano barriere significative all’accesso, soprattutto per chi vive già in condizioni di precarietà e instabilità. Le autrici suggeriscono che, per migliorare l’efficacia di queste politiche, sia necessario un approccio più flessibile, che tenga conto delle diverse forme di povertà e delle biografie individuali. In questo senso l’approccio relazionale della povertà viene riconosciuto come fondamentale per sviluppare misure che non solo rispondano all’emergenza, ma che contribuiscano a costruire percorsi di inclusione sociale duraturi.